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	<title>PresenteFuturo.org &#187; Territorio</title>
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	<description>Associazione culturale per la valorizzazione del territorio</description>
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		<title>GIORGIO COLANGELI: UN ATTORE CARO AL TERRITORIO PONTINO</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 18:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Berardi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La definizione che si dà alla voce “caratterista” calza a pennello per la identità professionale di Giorgio Colangeli e noi in questo contesto vogliamo proprio ripeterla: “caratterista è quell&#8217;attore che riveste un carattere umano, che incarna un personaggio vivo e non una “macchietta”, quell&#8217;attore che abitualmente non ricopre parti di protagonista, ma che è dotato di una eccezionale forza interpretativa, con o senza sottolineature tipiche”. Perfetto. Oggi Giorgio Colangeli è, per il cinema e per il teatro italiano, un carattere prezioso e attivissimo. Noi, in verità, lo abbiamo scoperto attraverso due lavori televisivi, in una, “Ma il cielo è sempre più blu”, era l&#8217;agente discografico di Rino Gaetano, nell&#8217;altro, “Questa terra è la mia terra”, il bonario fattore di un podere, in una lotta continua ed ideale contro i soprusi della mentalità e della cultura fascista, nella Littoria-Latina appena bonificata dalla palude. Dopo, proprio a Latina lo abbiamo salutato in scena nella performance teatrale “Il più bel secolo della mia vita”, un grande successo condiviso sul palco del teatro Tirreno con Francesco Montanari e con l&#8217;attrice Maria Gorini, ed abbiamo riscontrato ancora l&#8217;ennesima buona prestazione nella fiction interpretata per RaiUno, “Tutto può succedere”, una ulteriore conferma di come le cose, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2023/11/Colangeli-e-Berardi.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-2135" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2023/11/Colangeli-e-Berardi-300x225.jpg" alt="Colangeli e Berardi" width="300" height="225" /></a>La definizione che si dà alla voce “caratterista” calza a pennello per la identità professionale di Giorgio Colangeli e noi in questo contesto vogliamo proprio ripeterla: “caratterista è quell&#8217;attore che riveste un carattere umano, che incarna un personaggio vivo e non una “macchietta”, quell&#8217;attore che abitualmente non ricopre parti di protagonista, ma che è dotato di una eccezionale forza interpretativa, con o senza sottolineature tipiche”. Perfetto. Oggi Giorgio Colangeli è, per il cinema e per il teatro italiano, un carattere prezioso e attivissimo. Noi, in verità, lo abbiamo scoperto attraverso due lavori televisivi, in una, “Ma il cielo è sempre più blu”, era l&#8217;agente discografico di Rino Gaetano, nell&#8217;altro, “Questa terra è la mia terra”, il bonario fattore di un podere, in una lotta continua ed ideale contro i soprusi della mentalità e della cultura fascista, nella Littoria-Latina appena bonificata dalla palude. Dopo, proprio a Latina lo abbiamo salutato in scena nella performance teatrale “Il più bel secolo della mia vita”, un grande successo condiviso sul palco del teatro Tirreno con Francesco Montanari e con l&#8217;attrice Maria Gorini, ed abbiamo riscontrato ancora l&#8217;ennesima buona prestazione nella fiction interpretata per RaiUno, “Tutto può succedere”, una ulteriore conferma di come le cose, anche in televisione, possono risultare buone se ad interpretarle vengono chiamati attori di razza. Giorgio Colangeli è anche l’attore che ha portato sul palcoscenico “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi, premio Strega per la letteratura nel 2010, in quella che è stata una trasposizione teatrale voluta e curata dall’attore pontino Clemente Pernarella. Nei giorni in cui Giorgio Colangeli è rimasto a Latina, per le prove dello spettacolo, che ha visto il suo debutto nazionale presso i  giardini comunali del capoluogo pontino nell’estate del 2013, è capitato più volte che, seduti al bar Poeta di piazza del popolo a sorseggiare insieme un buon caffè, abbiamo avuto l’occasione di incontrarlo e di soffermarsi a parlare, scoprendo infine che attraverso il percorso artistico di Giorgio Colangeli è stato possibile ripercorrere quaranta anni di teatro e di cinema realizzato nel nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2023/11/Canale-Mussolini.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-medium wp-image-2136" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2023/11/Canale-Mussolini-225x300.jpg" alt="Canale Mussolini" width="225" height="300" /></a>A Giorgio Colangeli attore basta alzare un sopracciglio, dare solo un colpo di palpebre ed ecco esprimere quasi una battuta. Giorgio Colangeli oggi vanta una filmografia ed una teatrografia che si ingrossa di anno in anno, si plasma di film in film, saremmo quasi portati a dire che non vi è quasi più un titolo, nella nostra più recente produzione cinematografica, che non annoveri nel suo cast l&#8217;apporto di Giorgio Colangeli. E&#8217; proprio un maestro nella sua recitazione sobria, una recitazione che è sempre piena di gustose annotazioni ed anche, se il personaggio glielo concede, di grottesche intuizioni. La sua è una interpretazione sempre duttile, sicura, scivolata, e la sua carriera sta passando proprio entro le stagioni del cinema italiano. Dal 1995 cioè, dal nome finalmente in cartellone vogliamo dire, “Pasolini: un delitto italiano” di Marco Tullio Giordana<strong>  </strong>le sue caratterizzazioni sono passate attraverso titoli di grande spessore e di assoluto coraggio, in una realtà  sociale ed economica, come quella attuale, che non vuole concedere troppo spazio al pensiero, alla rivolta poetica, alla critica più spietata, alla rilettura storica del passato e del presente: “L&#8217;amico di famiglia”<strong><em>  </em></strong>per la regia di  Paolo Sorrentino, “L&#8217;aria salata”, per la regia di Alessandro Angelini,  si prosegue ancora con “Signorinaeffe<strong><em>” </em></strong>di Wilma Labate, “il Divo”, ancora di Paolo Sorrentino, “Galantuomini” di Edoardo Winspeare, “Venti sigarette<strong><em>” </em></strong>di Aureliano Amadei, infine “Romanzo di una strage” ancora per la regia di Marco Tullio Giordana. In mezzo a questi superbi titoli poi troviamo altri titoli, di natura più soave certamente, ma ugualmente esemplari, concreti di una realtà: “La cena” e “Concorrenza sleale” entrambi per la regia di Ettore Scola, “Colpo d&#8217;occhio” di Sergio Rubini, “La banda dei babbi natali” di Aldo, Giovanni, Giacomo e Massimo Venier, “La donna della mia vita” di Luca Lucini, “Buongiorno papà” di Edoardo Leo. <strong><em> </em></strong>Poi rimane sempre di più come esempio concreto per i giovani registi, molti di loro ascoltandoli nei nostri incontri ce lo hanno anche rivelato, cioè spesso hanno trovato in Giorgio Colangeli davvero l&#8217;attore ideale, l&#8217;attore che si affianca al regista e non giudica, quello che ascolta e poi consiglia, insomma l&#8217;attore concreto, di statura, l&#8217;attore che collabora. E nascono in questo contesto altri titoli esemplari per la filmografia di Colangeli: “Ultimo stadio”, ad esempio, di Ivano Di Matteo, ma anche “Ronzio delle mosche” di Dario D&#8217;Ambrosi, ”L&#8217;orizzonte degli eventi” di Daniele Vicari, “Il giorno + bello”<strong><em>  </em></strong>di  Massimo Cappelli, “Si può fare” di Giulio Manfredonia,  “La doppia ora” di  Andrea Molaioli. Insomma è proprio il passare del tempo che sta consacrando sempre di più oggi Giorgio Colangeli tra i più grandi caratteristi della storia del cinema italiano, proprio di tutti i tempi. <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2023/11/Giorgio-Colangeli.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-2137" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2023/11/Giorgio-Colangeli-300x168.jpg" alt="Giorgio Colangeli" width="300" height="168" /></a>Le produzioni che ne richiedono il contributo sono sempre tra le più brillanti, finanche le storie poi, che lo vedono interprete, mai riescono ad avvilirne o a supervalutarne l&#8217;immagine. Proprio tutte queste certezze, certamente da lui bene orchestrate negli anni, ne stanno scolpendo nell&#8217;immaginario collettivo la grandezza suprema dell&#8217;attore. Oggi Giorgio Colangeli è sugli schermi nazionali nell’ultimo ed intenso film che vede Paola Cortellesi oltre che attrice anche regista, “C’è ancora domani”. Il film della Cortellesi è ambientata alla fine della seconda guerra mondiale ed è una storia di soprusi familiari maschili. Un film che appassiona, fa discutere, fremere, piangere, riflettere. E anche ribollire di rabbia.</p>
<p>“C’è ancora domani” di Paola Cortellesi è un film che, in platea, ci ha coinvolto e riguardato, proprio come avveniva un tempo quando, con i film di Germi, Scola, Risi, Monicelli, Comencini, in sala si parteggiava, un film sulla condizione della donna e sulla società italiana dove Giorgio Colangeli, con pochi sapienti tratti rende, come sempre al massimo, la figura dell’odioso suocero Ottorino.</p>
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		<title>FONDIFILMFESTIVAL EDIZIONE 2022: CONCLUSA LA XXI EDIZIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 10:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Berardi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è conclusa domenica sera 9 ottobre la XXI edizione del FondiFilmFestival. Tempo di bilanci dunque, tempo di riflessioni, tempo anche di gettare le basi per la prossima edizione. Perché a Fondi insiste     questa prerogativa: pensare immediatamente all’ edizione successiva. E questo anche se persiste      sempre di anno in anno la possibilità di non poter mettere in piedi così facilmente l’evento. Quest’anno          il Fondi ha dovuto accusare il diniego della Regione Lazio, che ha provveduto ad escluderla dal finanziamento assegnandogli un punteggio inferiore a quello che poneva la manifestazione pontina tra          i festival più importanti del Lazio. L’identità del FondiFilmFestival, che ricordiamo è un festival dedicato        al regista autoctono Giuseppe De Santis, certamente è il richiamo assoluto alla qualità, alla cinefilia, al cinema d’autore.   E in questo senso i risultati parlano chiaro: i festival dei territori molte volte si materializzano in vuoti rituali, a Fondi invece la kermesse è sempre tutt’altro che un cerimoniale di  apparenze. A Fondi viene davvero fuori anche il cuore del paese, la forte passione degli organizzatori, la vocazione ferrea della associazione, la dedizione assoluta di tutti quelli che amano il cinema, in particolare    di tutti quelli che amano Giuseppe De Santis. Noi diciamo anche che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/DSCN0476.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-357" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/DSCN0476-150x150.jpg" alt="DSCN0476" width="150" height="150" /></a>Si è conclusa domenica sera 9 ottobre la XXI edizione del FondiFilmFestival. Tempo di bilanci dunque, tempo di riflessioni, tempo anche di gettare le basi per la prossima edizione. Perché a Fondi insiste     questa prerogativa: pensare immediatamente all’ edizione successiva. E questo anche se persiste      sempre di anno in anno la possibilità di non poter mettere in piedi così facilmente l’evento. Quest’anno          il Fondi ha dovuto accusare il diniego della Regione Lazio, che ha provveduto ad escluderla dal finanziamento assegnandogli un punteggio inferiore a quello che poneva la manifestazione pontina tra          i festival più importanti del Lazio. L’identità del FondiFilmFestival, che ricordiamo è un festival dedicato        al regista autoctono Giuseppe De Santis, certamente è il richiamo assoluto alla qualità, alla cinefilia, al cinema d’autore.   E in questo senso i risultati parlano chiaro: i festival dei territori molte volte si materializzano in vuoti rituali, a Fondi invece la kermesse è sempre tutt’altro che un cerimoniale di  apparenze. A Fondi viene davvero fuori anche il cuore del paese, la forte passione degli organizzatori, la vocazione ferrea della associazione, la dedizione assoluta di tutti quelli che amano il cinema, in particolare    di tutti quelli che amano Giuseppe De Santis. Noi diciamo anche che il FondiFilmFestival è il cinema <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/10/Marco-Grossi-e-Marco__-Borromei.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-1613" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/10/Marco-Grossi-e-Marco__-Borromei-300x181.jpg" alt="Marco Grossi e Marco__ Borromei" width="300" height="181" /></a>nel   suo significato più generale perché Giuseppe De Santis non è stato solo il regista del grande movimento   del neorealismo, ma rimane il regista, tra tutti quelli di accertata identità neorealista, che meglio ha saputo mettere in scena, attraverso la grammatica rigorosa del realismo, anche sublimi spettacoli per le grandi platee. I suoi film “Riso amaro”, “Uomini e lupi”, “Roma ore 11”  “Italiani brava gente”, “Un apprezzato professionista di sicuro avvenire”,  tanto per ricordare solo qualche titolo, in questo senso rimangono lezioni perfette. Lino Capolicchio, un attore che mai al mondo si sarebbe persa una edizione del Fondi, ricordato anche lui insieme al regista Carlo Lizzani con il dibattito sul suo libro curato da Nicole Bianchi, “De Sica, io   e il giardino dei Finzi  Contini”  in una vecchia edizione del Fondi aveva ricordato come il grande regista americano Steven Spielberg , incontrando Giuseppe De Santis a Roma, si era addirittura inginocchiato al suo cospetto, chiedendogli  “lumi” su come aveva potuto fare, in quel remoto 1948, senza un aiuto dalla tecnologia, a filmare uno dei piani sequenza più belli della intera storia del cinema in “Roma ore 11”. Il programma imbastito quest’anno dal Fondi è stato finanche quello di una rilettura storico critica letteraria    del cinema stesso: la proiezione di “Acciaio” di Stefano Mordini,il film tratto <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/10/Marco-Grossi-e-Stefano__-Mordini.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-medium wp-image-1614" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/10/Marco-Grossi-e-Stefano__-Mordini-225x300.jpg" alt="Marco Grossi e Stefano__ Mordini" width="225" height="300" /></a>dal romanzo di Silvia Avallone, ad esempio, ha sancito quello che è stato e che resta il forte rapporto del cinema con la letteratura, tutta la retrospettiva poi dedicata al regista Leonardo Di Costanzo ha testimoniato forte quella che è la coscienza critica di una civiltà e il prestigioso Dolly d’oro quest’anno ha premiato la giovane regista Laura Samani      per il suo intenso e lirico film  “Piccolo corpo”.  Gordana Miletic De Santis, moglie del regista Giuseppe De Santis, ha provveduto a consegnare il prezioso simulacro del Fondi, la statuetta in bagno d’oro che raffigura un dolly in miniatura (il simbolo della cifra stilistica del cinema del maestro) nelle mani del <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/10/la-consegna-del-Dollydoro-al__-film-Piccolo-corpo.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-1615" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/10/la-consegna-del-Dollydoro-al__-film-Piccolo-corpo-300x168.jpg" alt="la consegna del Dollyd'oro al__ film Piccolo corpo" width="300" height="168" /></a>cosceneggiatore del film Marco Borromeo, in assenza della regista Laura Samani poiché impossibilitata a raggiungere Fondi.  Ha detto Marco Grossi nel congedare la serata: “non vorrei a questo punto sembrare un disco rotto se tutti      gli anni, nel chiudere la manifestazione, mi soffermo sulle difficoltà  che si incontrano nell’organizzare, pianificare, programmare l’evento, ma quest’anno siamo stati sul punto di non sapere, fino a pochissimi  mesi prima, se c’erano le forze per mettere in piedi la XXI edizione”. Il Fondi è giunto alla sua serata finale dopo undici giorni intensi di ospiti, intensi anche per la qualità delle opere proiettate, per i libri proposti e    per la nutrita partecipazione del pubblico. Evidentemente sul territorio c’è una grande voglia del Fondi ed una grande voglia di cultura. Auguriamoci ora che resti nel pubblico del FondiFilmFestival, e nel pubblico   più in generale, la voglia di tornare sempre più in sala. Anche ora che si sono spente le luci di questa edizione.</p>
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		<title>THE HARVEST-IL RACCOLTO”,  IL FILM DI ANDREA PACO MARIANI E MARCO OMIZZOLO PRESENTATO  AL FONDIFILMFESTIVAL</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 13:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Berardi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono ormai anni che il sociologo pontino Marco Omizzolo, docente di sociopolitologia delle migrazioni alla Sapienza e sociologo Eurispes, denuncia lo sfruttamento compiuto da alcune aziende agricole e il reato di caporalato compiuto ai danni soprattutto della comunità indiana della provincia di Latina. Lo ha fatto attraverso inchieste giornalistiche, documentari, libri, anche sul terreno pratico delle accuse penali (una retata, epilogo di una sua inchiesta, ha mandato in prigione, per la gestione disumana dei braccianti agricoli nell’area del litorale pontino, alcuni schiavisti, i cosiddetti caporali, un sindacalista e un ispettore del lavoro)   e lo ha fatto anche attraverso un progetto cinematografico, “The Harvest &#8211; Il raccolto” che Marco Omizzolo ha firmato insieme al regista Andrea Paco Mariani e che è stato in rassegna a Fondi nell’ambito della XXI edizione del FondiFilmFestival. Abbiamo avvicinato Marco Omizzolo e gli abbiamo rivolto qualche domanda: -Il film presentato a Fondi è una appendice dei tuoi lavori editoriali sul tema della presa di coscienza e poi della rivolta alla schiavitù del lavoro, al padronato capitalista, alle agromafie, al caporalato?  Il film oggi è un documento importante. E’ stato realizzato durante l&#8217;organizzazione dello sciopero del 18 aprile del 2016.  Deriva da una nostra inchiesta, “Doparsi per lavorare [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/10/Omizzolo-Berardi.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-full wp-image-1602" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/10/Omizzolo-Berardi.jpg" alt="Omizzolo Berardi" width="479" height="642" /></a>Sono ormai anni che il sociologo pontino Marco Omizzolo, docente di sociopolitologia delle migrazioni alla Sapienza e sociologo Eurispes, denuncia lo sfruttamento compiuto da alcune aziende agricole e il reato di caporalato compiuto ai danni soprattutto della comunità indiana della provincia di Latina. Lo ha fatto attraverso inchieste giornalistiche, documentari, libri, anche sul terreno pratico delle accuse penali (una retata, epilogo di una sua inchiesta, ha mandato in prigione, per la gestione disumana dei braccianti agricoli nell’area del litorale pontino, alcuni schiavisti, i cosiddetti caporali, un sindacalista e un ispettore del lavoro)   e lo ha fatto anche attraverso un progetto cinematografico, “The Harvest &#8211; Il raccolto” che Marco Omizzolo ha firmato insieme al regista Andrea Paco Mariani e che è stato in rassegna a Fondi nell’ambito della XXI edizione del FondiFilmFestival. Abbiamo avvicinato Marco Omizzolo e gli abbiamo rivolto qualche domanda:</p>
<p style="text-align: justify;">-Il film presentato a Fondi è una appendice dei tuoi lavori editoriali sul tema della presa di coscienza e poi della rivolta alla schiavitù del lavoro, al padronato capitalista, alle agromafie, al caporalato?</p>
<p style="text-align: justify;"> Il film oggi è un documento importante. E’ stato realizzato durante l&#8217;organizzazione dello sciopero del 18 aprile del 2016.  Deriva da una nostra inchiesta, “Doparsi per lavorare come schiavi”, redatta da me e da Simone Andreotti e pubblicata dalla coop. In Migrazione. In questa inchiesta denunciavamo, già nel 2014, l&#8217;utilizzo indotto da parte dei lavoratori indiani di sostanze dopanti come le metanfetamine, gli antispastici    e l’oppio con lo scopo di reggere le fatiche estreme legate allo sfruttamento e alle varie forme di emarginazione e violenza che spesso subiscono. E’ un dossier che ha fatto il giro del mondo e che continua  a far parlare di sé. Da questo dossier deriva il film di Paco Mariani, vincitore di numerosi festival, sia in Italia che all&#8217;estero.  “The Harverst-Il raccolto” è il fenomeno, peraltro ancora diffuso, anzi in continua evoluzione, sul quale è necessario tenere vigile lo sguardo, l&#8217;analisi e l&#8217;azione di prevenzione e contrasto per evitare che   i lavoratori diventino &#8220;arnesi&#8221; nelle mani di sfruttatori italiani e di immigrati privi di scrupoli.</p>
<p style="text-align: justify;">-Per mesi hai fatto il bracciante agricolo, lasciavi la macchina al residence Bella Farnia di Sabaudia e raggiungevi i campi in bicicletta. Diventavi il bracciante, uno di loro, proprio per dare verità assoluta ai tuoi studi …</p>
<p style="text-align: justify;"> Si tratta di una esperienza che in sociologia si chiama osservazione partecipata. E&#8217; una  <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/10/locandinath1.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-full wp-image-1604" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/10/locandinath1.jpg" alt="locandinath1" width="300" height="413" /></a>metodologia originariamente propria dell&#8217;antropologia e nel contempo ancora fondamentale per scendere in profondità nei fenomeni sociali in sé complessi, articolati e in continua evoluzione per evitare letture stereotipate, retrograde e poco utili come quella che ancora oggi conduce alcuni ad affermare la diffusione di una sorta  di &#8220;lavoro grigio&#8221; da intendere come forma di sfruttamento meno impattante di quello &#8220;nero&#8221;. In realtà il &#8220;lavoro grigio&#8221; è, a parer mio, una forma evoluta, sofisticata dello sfruttamento tradizionale che è in grado   di esprimere e nel contempo nascondere forme di schiavismo, come molte ricerche accademiche hanno dimostrato. Sotto questo punto di vista mi appoggio molto alle ricerche di Thomas Casadei, docente di filosofia del diritto all&#8217;università di Modena e Reggio Emilia e a molti report delle Nazioni Unite. Quella esperienza mi ha permesso di vivere l&#8217;esperienza dello sfruttamento nella sua complessità e di percepirne la natura tridimensionale, complessa, permanente e il relativo &#8220;cervello sociale&#8221; che porta alla sua evoluzione e sofisticazione continua. Per questo l&#8217;azione sindacale non basta ma deve essere affiancata dalla ricerca sul campo più evoluta e coraggiosa. Come dice il professor Franco Ferrarotti nella prefazione del mio libro &#8220;Per motivi di giustizia&#8221;, pubblicato da People, l&#8217;oggetto della sociologia non è un oggetto ma un soggetto, una persona, con una specifica esperienza biografica esistenziale. Questa esperienza va conosciuta e per quanto possibile approfondita e (ri)vissuta per indagarne la complessità panoramica e così capire anche le vie di uscita.</p>
<p style="text-align: justify;">-Vivere tra le intimidazioni, perché per il tuo lavoro ne hai ricevute parecchie, gravissime e pericolosissime,<br />
cosa ha comportato nel percorso della tua esistenza?</p>
<p style="text-align: justify;"> Ha significato guardare con occhi attenti a coloro che si avvicinavano, cambiare provincia di residenza, avere timore per i propri familiari. Ma ho bene in mente quanto affermava un celebre partigiano anarchico, Taro, il quale diceva, quando gli facevano la stessa domanda: &#8220;Paura sempre, non paura sempre anche quella&#8221;. Ed è così. Non si può non avere paura, ma non ci si deve far condizionare. I risultati ottenuti grazie all&#8217;impegno di braccianti immigrati, italiani, donne e uomini, merita di continuare e di diventare collettivo, contro ogni tentativo di appropriazione del tema per fini solo speculativi di carriera o di potere, come invece spesso avviene. E comunque penso che se vogliano vivere da uomini e donne liberi dobbiamo pagare un prezzo      e io ho deciso di pagarlo.</p>
<p style="text-align: justify;"> &#8211; Il tuo ultimo libro si intitola &#8220;Per motivi di giustizia&#8221;. In questo testo sviluppi una serratissima critica nei confronti di quelli che definisci &#8220;sedicenti leader della comunità indiana pontina&#8221;. Cosa intendi?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/10/Marco-Omizzolo.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-1603" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/10/Marco-Omizzolo-300x224.jpg" alt="Marco Omizzolo" width="300" height="224" /></a> Sostengo che vi sia stato e sia ancora un corso un alto tradimento dei percorsi di emancipazione e lotta condotti nel corso degli ultimi anni per via di interessi assunti e svilupparti da leader della comunità indiana che però nessuno ha mai votato o sostenuto democraticamente essere tali per ambizione di potere economico e politico, ossia di rappresentanza. Sono già capitati omicidi, spedizioni punitive, ricatti e minacce. Si può parlare di sistema criminale indiano e questo sta ipotecando dall&#8217;interno il lungo lavoro sviluppato nel corso degli ultimi anni. Ciò che i padroni italiani non sono riusciti a fare con le loro minacce e ritorsioni, in sostanza riescono a farlo questi finti leader, nei confronti dei quali per fortuna nel corso degli ultimi mesi si è sviluppato un fronte interno alla comunità che si sta contrapponendo con coraggio al loro strapotere e al loro desiderio smodato di affermazione e affarismo. Lo stesso vale per alcuni operatori e operatrici sociali, sia indiani sia italiani, che credo siano stati già segnalati alle forze dell&#8217;ordine. Queste ultime invece sono la punta avanzata nel contrasto allo sfruttamento per competenza e determinazione e a loro va il mio plauso e sostegno.</p>
<p style="text-align: justify;"> &#8211; Da “Per motivi di giustizia”, cosa inviti a leggere , in particolare, ad un tuo giovane lettore?</p>
<p style="text-align: justify;"> Direi la storia di Balbir, bracciante indiano a cui per la prima volta viene riconosciuto un permesso di soggiorno per motivi di giustizia dopo aver vissuto di fatto in schiavitù per 6 anni alle dipendenze e sotto il ricatto e a volte violenze fisiche e minacce di morte del suo padrone italiano, molto vicino ad organizzazioni mafiose. E poi la storia di Gill, emblematica anche per capire la qualità di parte della nostra classe politica, che lo ha attaccato pubblicamente insieme ai giornalisti che denunciavano sfruttamento e caporalato, dopo essere stato preso a bastonate e buttato in un fosso dal suo padrone, imprenditore residente a Borgo Hermada, a Terracina, solo per aver chiesto di lavorare con la mascherina. Alla faccia del lavoro grigio e di   un sistema alla fine sotto controllo.</p>
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		<title>“LE REGOLE DELL’ACQUA. IL NUOTO E LA VITA”. L’ESORDIO, NEL ROMANZO, DI  RAOUL BOVA: “COMINCIAMO A RICORDARE FINALMENTE LE COSE BELLE”</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2022 16:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Berardi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Raoul Bova con il suo libro ha colto una occasione: quella di raccontarsi non attraverso i lustrini dello spettacolo, che oggi rappresentano gli apici maggiori della professione di attore, ma bensì attraverso un aspetto della propria vita che riguarda decisamente il passato immediato, quello che è stata la passione della sua gioventù: il nuoto. Questo naturalmente rende Raoul Bova uno scrittore onesto e speciale.  Il suo libro si intitola “Le regole dell’acqua. Il nuoto e la vita”, Rizzoli editore, ed è un titolo che spiega moltecose. Raoul Bova lo abbiamo incontrato spesso nei nostri lidi, a Sabaudia come ad Anzio e a Nettuno, al Circeo come a Lavinio. A Borgo Sabotino poi, dove per mesi ha calpestato letteralmente la tenuta nei dintorni di Torre Astura quando, sotto la regia di Pupi Avati, era sul set del film “I cavalieri che fecero l’impresa”.  Il giorno in cui poi Raoul Bova si era potuto raccontare meglio al nostro cospetto, proprio tra un panino ed un altro, ma soprattutto tra un fiume esagerato di lattine di Coca Cola, era perché una imbarcazione del set, un galeone dell’epoca, teatro della scena da girare, si era capovolta nel mare dell’Astura e le riprese subirono una [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/07/Torre-Astura-set-de-I-cavalieri__-che-fecero-limpresa.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-1396" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/07/Torre-Astura-set-de-I-cavalieri__-che-fecero-limpresa-300x199.jpg" alt="Torre Astura, set de I cavalieri__ che fecero l'impresa" width="300" height="199" /></a>Raoul Bova con il suo libro ha colto una occasione: quella di raccontarsi non attraverso i lustrini dello spettacolo, che oggi rappresentano gli apici maggiori della professione di attore, ma bensì attraverso un aspetto della propria vita che riguarda decisamente il passato immediato, quello che è stata la passione della sua gioventù: il nuoto. Questo naturalmente rende Raoul Bova uno scrittore onesto e speciale.  Il suo libro si intitola “Le regole dell’acqua. Il nuoto e la vita”, Rizzoli editore, ed è un titolo che spiega moltecose. Raoul Bova lo abbiamo incontrato spesso nei nostri lidi, a Sabaudia come ad Anzio e a Nettuno, al Circeo come a Lavinio. A Borgo Sabotino poi, dove per mesi ha calpestato letteralmente la tenuta nei dintorni di Torre Astura quando, sotto la regia di Pupi Avati, era sul set del film “I cavalieri che fecero l’impresa”.  Il giorno in cui poi Raoul Bova si era potuto raccontare meglio al nostro cospetto, proprio tra un panino ed un altro, ma soprattutto tra un fiume esagerato di lattine di Coca Cola, era perché una imbarcazione del set, un galeone dell’epoca, teatro della scena da girare, si era capovolta nel mare dell’Astura e le riprese subirono una lunga pausa durata l’intero pomeriggio. Il giorno dopo tutta la troupe si sarebbe affacciata dal belvedere di Sermoneta dove allestirono un ulteriore set che faceva capo all’attore pontino Donato Palmisano.  All’ombra del castello di Torre Astura Raoul Bova, certamente accompagnato quasi per <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/07/La-copertina-de-Le-regole__-dellacqua.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-full wp-image-1397" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2022/07/La-copertina-de-Le-regole__-dellacqua.jpg" alt="La copertina de Le regole__ dell'acqua" width="536" height="866" /></a>mano dalla immagine del monte Circeo stagliato all’orizzonte aveva poi ricordato, divertendosi anche un mondo, quello che era stato il suo esordio nel cinema quando, chiamato da Roberto D’Agostino per un ruolo nel suo film  “Mutande pazze”, che guarda caso lo vedeva a Sabaudia per girare la scena della seduzione, al mare e da un chiosco sulle dune, una seduzione gestita, dal personaggio certo, un po’ immaturamente, quasi con toni da imbranato, di Eva Grimaldi, al ritmo anche del brano “Io, tu e le rose” di Orietta Berti. “I cavalieri che fecero l’impresa” raccontava un po’ quello che era stato il tempo della ricerca dell’Arca di Noè, quell’Arca che si sostiene, ancora oggi, custodita in gran segreto presso i tesori della nostra Abbazia di Valvisciolo. Il set era stato tenuto aperto per giorni nella spiaggia di Torre Astura e i tanti bagnanti che in quei giorni vivevano il territorio per la vacanza, spesso si lasciavano andare anche a solenni proteste, vedendo quel litorale così invaso dai mezzi mobili della troupe, che invadevano proprio ogni angolo del bosco e della spiaggia, proteste che rientravano però, proprio come una magia, all’apparire di Raoul Bova. Il ricordo di quei giorni corre anche ad una rocambola tra due donne che non riuscivano ad ottenere foto e autografo dal bel Raul, e che per un discorso di precedenze, dettate anche dal poco tempo a disposizione dell’attore, in quei frangenti, per dedicarsi ai fan, erano arrivate addirittura alle mani. Grazie poi a Raoul Bova nella provincia pontina si è potuto ambientare un film difficile, di cui Bova è molto orgoglioso, un film che l’ha visto anche produttore, oltre che attore, un film risolto quasi tutto sull’isola di Ponza, con qualche puntata anche a Terracina, “Io e l’altro”, film che ha segnato il debutto alla regia di un autore tunisino, Moshen Melliti, un giornalista esperto di diritti umani nei paesi arabi.  Il Raoul Bova che invece esce oggi dal suo libro è un Raoul Bova certamente cresciuto, che ha superato una serie di difficoltà e di momenti tristissimi, tanto da fargli ammettere che il libro da scrivere gli è capitato forse nel periodo più adatto.  Bova dice che la prima idea di scrivere un libro ha una data, risale a circa venticinque anni fa.  L’ispirazione più concreta invece ha addirittura una matrice di dolore: la perdita dei genitori, avvenuta a distanza di pochi mesi uno dall’altra tra il 2019 e il 2020.Dice Raul Bova: “scrivere è stato quello che si dice una valvola di scarico, una rimessa a punto perché a un certo punto mi sono detto: cominciamo a ricordare finalmente le cose belle”.</p>
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		<title>ANTONIO PENNACCHI. IL RICORDO</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2021 16:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Berardi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Antonio Pennacchi se ne è andato esattamente martedì 3 agosto. Giungiamo con questo  ricordo per ultimi, una scelta, certo, anche per esimerci, in fondo, dal piangerlo in diretta.  Quello che salta agli occhi,  immediatamente, è riconoscere che le grandi stagioni che la letteratura italiana ha vissuto in questi ultimi anni passa certamente anche attraverso i libri di Antonio Pennacchi ed anche attraverso le sue urla. Sin dai suoi primi titoli,  Mammut, Palude, Una nuvola rossa,  il mondo editoriale aveva capito che cominciava davvero a fare i conti con uno scrittore fuori dai sistemi convenzionali. Non era poco per una editoria italiana indirizzata, in quei tardi anni ottanta,  verso una status che lambiva una buona dose di banalità.  Poche le eccezioni, pochi i capolavori letterari sul mercato ed  Antonio Pennacchi in questo senso ha certo segnato anche la novità.  Il suo tema, quasi unico, la narrazione dell’Agro pontino ed il suo processo di redenzione, una idea e un ambiente sino allora trascurato completamente dalla cultura italiana, un quotidiano storico che  Antonio Pennacchi ha raccontato poi attraverso i suoi braccianti e i suoi ingegneri che arrivavano nell’agro su treni simili ad arche di Noè. Solo Corrado Alvaro, nel lontano 1936 aveva provato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2021/08/Antonio-Pennacchi.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1321" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2021/08/Antonio-Pennacchi-150x150.jpg" alt="Antonio Pennacchi" width="150" height="150" /></a>Antonio Pennacchi </strong>se ne è andato esattamente martedì 3 agosto. Giungiamo con questo  ricordo per ultimi, una scelta, certo, anche per esimerci, in fondo, dal piangerlo in diretta.  Quello che salta agli occhi,  immediatamente, è riconoscere che le grandi stagioni che la letteratura italiana ha vissuto in questi ultimi anni passa certamente anche attraverso i libri di Antonio Pennacchi ed anche attraverso le sue urla. Sin dai suoi primi titoli,  <strong><em>Mammut</em></strong>, <strong><em>Palude</em></strong>, <strong><em>Una nuvola rossa</em></strong>,  il mondo editoriale aveva capito che cominciava davvero a fare i conti con uno scrittore fuori dai sistemi convenzionali. Non era poco per una editoria italiana indirizzata, in quei tardi anni ottanta,  verso una status che lambiva una buona dose di banalità.  Poche le eccezioni, pochi i capolavori letterari sul mercato ed  Antonio Pennacchi in questo senso ha certo segnato anche la novità.  Il suo tema, quasi unico, la narrazione dell’Agro pontino ed il suo processo di redenzione, una idea e un ambiente sino allora trascurato completamente dalla cultura italiana, un quotidiano storico che  Antonio Pennacchi ha raccontato poi attraverso i suoi braccianti e i suoi ingegneri che arrivavano nell’agro su treni simili ad arche di Noè. Solo <strong>Corrado Alvaro</strong>, nel lontano 1936 aveva provato a scrivere una prima essenziale cronaca del territorio con il suo <strong><em>Terra nuova. Prima cronaca dell’Agro pontino</em></strong>,<strong><em>  </em></strong>poi sull’argomento, culturalmente e storicamente, <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2021/08/Daniele-Luchetti.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-large wp-image-1322" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2021/08/Daniele-Luchetti-1024x768.jpg" alt="Daniele Luchetti" width="620" height="465" /></a>è calato quasi il silenzio. Dopo sono le urla di Antonio Pennacchi e i suoi romanzi, testi che non hanno mai speso una parola per inneggiare ai fasti del ventennio, ma piuttosto hanno raccontato i costi pagati dal popolo umile, proprio in termini di riduzioni, sacrifici, delusioni. Ed Antonio Pennacchi con questi temi è arrivato lontano, con il suo libro <strong><em>Canale Mussolini </em></strong>poi sino sul podio del premio Strega, certo il premio nazionale più importante riconosciuto anche a livello internazionale. Personalmente poi con Antonio Pennacchi ci si incontrava spesso per le vie di Latina, incontri che sempre si traducevano in occasioni per rinnovare la nostra vecchia chiacchierata che aveva come assoluto riscontro il mondo del cinema, il mondo delle opere cinematografiche, soprattutto di quelle opere che Antonio non riusciva esattamente a ritenere come <em>“proprietà dello spirito</em>” convinto quale era della promiscuità e della contaminazione che realizzare un film certo comporta. Aveva insomma anche lì il suo buon contestare. Ma erano sempre contestazioni propositive. Si usciva solo arricchiti dalle sue discussioni, che Antonio amava sempre condire da una buona dose di spettacolo. Spesso e volentieri  poi la “diatriba”  aveva al centro il suo romanzo tradotto dal cinema, quel <strong><em>Fasciocomunista</em></strong> diventato poi  <strong><em>Mio fratello è figlio unico</em></strong>, che tanto durante la lavorazione lo aveva inviperito. Lui non amava certo le opere filmiche del regista <strong>Daniele Luchetti</strong>, non amava colui che aveva pensato per prima che il romanzo <strong><em>Il Fasciocomunista</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">arricchito dalle immagini, poteva portare, storicamente nella diatriba politica dei rossi contro i neri una certa comprensione, una equità “anche” dalle scene, per raccontare gli antichi alterchi, anche se lo scorrere degli anni insieme alle mutate eventualità, nello stato sociale, le aveva ormai anche un po’ assopite. Diceva Daniele Luchetti, a Latina, in sede di lavorazione del film: “<em>attraverso il libro di Antonio Pennacchi voglio provare a raccontare la forza popolare del movimento sociale italiano che ancora, mi sembra, non è mai stata raccontata. Anche per questo voglio provarci, nel tempo descritto dal romanzo, che va dal 1963 al 1974, proprio nella stagione in cui i giovani italiani diventarono una categoria presente</em>”.  Fin qui il regista Luchetti, che tendeva anche a ricordare comunque la sua militanza politica,  a sinistra,  da cittadino qualunque, all’epoca con una leggera simpatia per i girotondini. E lo scrittore Antonio Pennacchi nel frattempo?  Sentito proprio mentre a Latina si realizzavano alcune scene del suo romanzo, lo scrittore restava contrariato da come le cose nel tempo si erano evolute. Prima ci fu un tentativo della produzione di coinvolgerlo nella scrittura del film,  poi la produzione decise in maniera diversa, infine Antonio Pennacchi venne estromesso dal progetto del film.  E per questo lo scrittore prese a lanciare veri e propri strali all’indirizzo della produzione. Ma Daniele Luchetti, con gli <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2021/08/Sandro-Petraglia-1.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-large wp-image-1323" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2021/08/Sandro-Petraglia-1-1024x768.jpg" alt="Sandro Petraglia (1)" width="620" height="465" /></a>sceneggiatori  <strong>Sandro Petraglia</strong> e <strong>Stefano Rulli</strong>, questa forza aveva percepito dalle pagine di Pennacchi e questa forza voleva portare a galla, anche sacrificando un po’ quello che era lo spirito di Antonio Pennacchi, quindi lo spirito del romanzo. Ma Antonio non ci poteva stare, anzi non ci voleva stare, non riusciva a capire perché “<em>quei cinematografari</em>” venuti da Roma dovevano interferire “<em>proprio</em>” nel suo romanzo.  Già in sede di sopralluoghi a Latina il regista Luchetti aveva messo  “<em>paura</em>” a Pennacchi, proprio quando aveva detto “<em>oggi il centro storico di Latina non è più leggibile in stile fascista”  </em>ed anche quando aveva aggiunto<em>  “il mio è un film  liberamente tratto da un romanzo, che nel caso specifico è la formazione sociopolitica di uno scrittore della zona, Antonio Pennacchi appunto, ma resta un film che si nutre sempre di estrema ricostruzione</em>”. Di contro  Antonio Pennacchi, ma sempre più Ma Antonio, come ci aveva sempre detto, nutriva grossi dubbi sulla capacità di scrittura del cinema</p>
<p style="text-align: justify;">italiano, anzi nutriva seri dubbi proprio sulla capacità di produrre cultura da parte della “<em>azienda Italia</em>”,come la aveva apostrofata<em>  “a partire anche dalla fiction di Canale 5, appena andata in onda, “Questa è la mia terra” e di come l’Assessorato alla Cultura dell’Amministrazione provinciale ha fatto i manuali di storia a Latina. Io quindi, alla luce di quello che penso, non posso non nutrire dubbi anche verso quelli che faranno il film dal mio romanzo</em>” diceva Antonio Pennacchi. Ma allora Antonio, dacci una risposta finalmente precisa: quale il regista più adatto, oggi in Italia, a tradurre il tuo romanzo in immagini? Provocatoria, ovvio, la risposta: “<em>Carlo Vanzina</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
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		<title>L’INQUISIZIONE ROMANA E I SUOI ARCHIVI  &#8211; A vent’anni dell’apertura dell’ACDF. Cronaca della Bellezza vista da un architetto</title>
		<link>http://www.presentefuturo.org/linquisizione-romana-e-i-suoi-archivi-a-ventanni-dellapertura-dellacdf-cronaca-della-bellezza-vista-da-un-architetto/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2018 15:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ugo De Angelis]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo pomeriggio del 16 maggio si respira un’aria di festa, forse perché è una giornata fresca e soleggiata, oppure perché l’appuntamento in piazza della Minerva per i vent’anni dell’apertura dell’ACDF non può che esercitare in me quel fascino per l’arte e per la storia, o forse sono entrambe le cose, fatto sta che da piazza dei Cinquecento dove ora mi trovo, decido di raggiungere a piedi la prestigiosa location della Biblioteca del Senato della Repubblica. Si lo ammetto, è distante, ma ringraziando il cielo mi posso arrogare la libertà di chi può scegliere di camminare su lunghi tratti a passo misto: “normale e o veloce” e per questo apprezzare da irriducibile narciso impenitente quei scorci che altrimenti difficilmente potrei ammirare. Lascio alle mie spalle la Basilica di Santa Maria Maggiore e scendo giù a passo spedito verso via Urbana, qui quasi d’istinto volgo lo sguardo a destra dove avrei voluto vedere il Casino di villa Felice Peretti (futuro Sisto V).  Ma certo! Fu demolita nella seconda metà dell’800, però vuoi mettere lo spettacolo? Rivederla apparire ora? E vabbe! Pazienza. Mi incammino sul fronte opposto e a pochi metri, sul fianco si presenta la chiesa di Santa Pudenziana del V secolo. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/11/Ugo-De-Angelis-Copia.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1015" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/11/Ugo-De-Angelis-Copia-150x150.jpg" alt="Ugo De Angelis - Copia" width="150" height="150" /></a>Questo pomeriggio del 16 maggio si respira un’aria di festa, forse perché è una giornata fresca e soleggiata, oppure perché l’appuntamento in piazza della Minerva per i vent’anni dell’apertura dell’<strong>ACDF</strong> non può che esercitare in me quel fascino per l’arte e per la storia, o forse sono entrambe le cose, fatto sta che da piazza dei Cinquecento dove ora mi trovo, decido di raggiungere a piedi la prestigiosa location della <strong>Biblioteca del Senato della Repubblica</strong>. Si lo ammetto, è distante, ma ringraziando il cielo mi posso arrogare la libertà di chi può scegliere di camminare su lunghi tratti a passo misto: “normale e o veloce” e per questo apprezzare da <em>irriducibile narciso impenitente</em> quei scorci che altrimenti difficilmente potrei ammirare. Lascio alle mie spalle la Basilica di Santa Maria Maggiore e scendo giù a passo spedito verso via Urbana, qui quasi d’istinto volgo lo sguardo a destra dove avrei voluto vedere il <em>Casino di villa Felice</em> <em>Peretti</em> (futuro Sisto V).  Ma certo! Fu demolita nella seconda metà dell’800, però vuoi mettere lo spettacolo? Rivederla apparire ora? E vabbe! Pazienza. Mi incammino sul fronte opposto e a pochi metri, sul fianco si presenta la chiesa di Santa Pudenziana del V secolo. Però prima di riprendere le sembianze da recordman  del maratoneta, rivestendomi dei miei più consoni panni di architetto, mi soffermo ad osservare il caratteristico campanile romanico edificato nel XIII secolo, su i cui tre livelli superiori spiccano magnifiche trifore su colonnine marmoree e capitelli a stampella. Riprendo il mio percorso e più avanti interseco via Panisperna, che se ricordate è nota per  quel giovanissimo gruppo di ricercatori italiani del Regio Istituto di Fisica dell&#8217;Università di Roma ubicato nella stessa via, che nel 1934 collaborò assieme a Enrico Fermi ai primi esperimenti di fisica nucleare e che poi portò alla realizzazione del primo reattore e alla successiva bomba atomica. La strada è un lungo rettifilo e finalmente giunto su via Quattro Novembre, decido di infilarmi su via della Pilotta, raggiungere l’omonima Piazza e attraversare piazza SS Apostoli, perché voglio cercare di evitare la vista del Vittoriano che per la sua forma molti chiamano con il dispregiativo “la macchina da scrivere”. Si certo,  forse non è corretto soprattutto nei confronti di tutti gli eroi della patria, ma per la forma architettonica della Mole non solo simpatizzo con i suoi detrattori, ma soprattutto per tutti quegli edifici che furono demoliti per far posto a questa opera. Pensare che furono spazzati via il Convento di Santa Maria Aracoeli, la Torre di Paolo III, la casa di Giulio Romano e tutto il medievale complesso che caratterizzava quel tessuto urbano capitolino della seconda metà dell’800. Poi mi riviene in mente lo scempio della demolizione del Palazzo Torlonia insieme alla dimora di Michelangelo, finalizzato all’ampliamento di piazza Venezia previsto dal PRG del 1883 e si fu perpetrato un vero e proprio sacrilegio. Vado avanti, mi distraggo osservando le vetrine dei negozi, è meglio così, altrimenti mi ci faccio il sangue amaro, d’altronde quegli interventi sono iniziati più di 130 anni fa e poi dopo ci ha pensato pure il fascismo a completare le opere di sventramento. Così dei nuclei storici della Roma dei Papi e dei suoi pittoreschi scorci magnificamente ritratti dall’acquarellista romano Ettore Roesler Franz (1845 + 1907), non è che sia rimasto poi così tanto, sono stati in gran parte spazzati via dalla furia di Roma capitale. Vado avanti su via del Corso e fiancheggiato il Palazzo Doria Pamphilj  mi immetto su via Lata , mi fermo incuriosito in piazza del Collegio Romano, dove un gruppetto di ragazzi sono intenti a posare grandi lastre di rame sulla pavimentazione stradale. Incuriosito mi siedo sui gradini del portale chiuso dell’ edificio scolastico dell’Ammannati che oggi ospita anche un Liceo Classico, le lastre posizionate sul selciato vengono battute con un martello in legno ottenendo così la nitida forma in rilievo dei sampietrini e l’effetto ottenuto è veramente fantastico.  Lì seduto a guardare rifletto sul fascino di questa Città e quanta storia si cela dietro ogni monumento e quanta bellezza, già la bellezza, chissà perché mi viene sempre in mente la frase di Peppino Impastato nel dialogo del film I cento passi: “…bisognerebbe ricordare alla gente cos&#8217;è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. Sì, la bellezza. È importante la bellezza. Perché in uomini e donne non si insinui più l&#8217;abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”. Quindi che cos’è la bellezza l’amore, la fede, l’arte, la storia, lo sguardo felice di un bambino, il biondo sorriso dagli occhi azzurri,  il profumo e il rumore del mare e ancora tutto ciò che c’è di bello intorno a noi, io penso che bisognerebbe imparare a vederla perché solo se si riesce a vedere la si può conoscere e se la si conosce poi si ama.</p>
<p style="text-align: justify;">Si sta facendo tardi, ma è sempre così per me a Roma, quando sono solo mi perdo sempre nei miei pensieri, ma ecco poco dopo finalmente si mostra davanti a me piazz<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180516_152617.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-1080" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180516_152617-576x1024.jpg" alt="20180516_152617" width="300" height="534" /></a>a della Minerva con al centro l’infaticabile berniniano elefantino che è lì da tre secoli e mezzo portando sul dorso l’obelisco di granito rosa del faraone Aprie. Fuori il portale del Palazzo della Minerva dove ha sede la Biblioteca del Senato della Repubblica, vedo un gruppetto di persone, tra cui il <strong>Mons. Alejandro Cifres</strong> Direttore dell’Archivio della CDF organizzatore del Convegno : L’Inquisizione Romana e i suoi Archivi – A vent’anni dall’apertura dell’ACDF, riconosco il <strong>Prof. Andrea Del Col</strong> che ieri pomeriggio è già intervenuto all’apertura dei lavori con la <em>Lectio Magistralis</em> dal titolo:  “<em>Vent’anni di studi sull’Inquisizione romana: Risultati e attese”</em>. Certo non incontravo il Professore da dieci anni, cioè dalla prima rassegna organizzata il 21-23 febbraio del 2008: “A dieci anni dall’apertura dell’ACDF”. Beh, ma è possibile che son passati tutti questi anni? Lo rammento con l’entusiasmo e la gratitudine  di chi è stato insignito della medaglia d’oro e forse è proprio giusto ricordarlo così, giorno che mi vide  partecipare come relatore su un aspetto insolito dell’attività istituzionale del Sant’Uffizio quale è stata la gestione economica, industriale e sociale dell’Inquisizione nella tenuta di <strong>Conca dell’Agro Romano</strong>. E ora che ci penso, se torniamo indietro dal 2008 quasi altrettanti ne son passati allorchè ebbi la fortuna di conoscere il Direttore e il Prefetto della CDF <strong>Cardinal Joseph Ratzinger</strong>, quindi se la matematica non è una opinione il tutto somma a venti anni, o all’incirca. Incredibile è proprio vero che il tempo passa in un baleno,  ricordo come  il precedente Convegno che fu allestito nella sala del mezzanino, mentre ora entrando constato che oggi si svolge nei locali del piano terra, già in questo  ampio ambiente che pone il fianco ad uno dei bracci del monumentale <strong>Chiostro della Basilica di S. Maria sopra Minerva</strong>. Il magnifico chiostro così come appare ora è sicuramente il risultato dei diversi adattamenti e rimaneggiamenti che il complesso conventuale <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180516_153058.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-1081" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180516_153058-168x300.jpg" alt="20180516_153058" width="217" height="388" /></a>ha subito  dal XIII secolo ad oggi.  Noto, poggiati sul pavimento, materiali di spoglio di strutture romane che testimoniano insediamenti più antichi, così anche sul prato del giardino un integro doccione con testa di montone di origine medievale. Si certo che la <em>maniera</em> con cui sono stati dipinti gli splenditi affreschi le decorazioni e le scene raffigurate che avvolgono le crociere, le lunette e parte delle pareti, per le fattezze e l’effetto cromatico, lasciano veramente stupiti e si c’è proprio da esclamare: quanta bellezza! E poi tra le varie lunette raffiguranti opere a tema, come non poteva cogliere la mia attenzione la “<em>Battaglia navale di Lepanto sotto gli auspici di S.Pio”</em>,  dipinta dal bolognese Giovanni Valesio nel suo soggiorno a Roma nella prima metà del ‘600. Di certo, non posso negare che il motivo di tanta attenzione è dovuto all’ormai cronico attaccamento al mio territorio e ai conseguenti studi sulla tenuta di Conca che già nel 1566 il pontefice Pio V con la <em>Bolla “Dum inter archana”, </em>donò al Sant’Uffizio. L’intento di papa Ghislieri era di far acquisire alla Congregazione una propria autonomia gestionale per le spese di mantenimento dei carcerati e per le altre attività fino ad allora a carico dell’erario pontificio. Il Sant’Uffizio esercitava il potere giurisdizionale sui territori della <em>valle dell’Astura</em>, con la possibilità di locarla, senza per questo rinunciare ai suoi diritti sulla tenuta. Il Dicastero quindi esercitava il potere civile, giudiziario e criminale sia sulla tenuta sia sugli edifici delle ferriere, con tutti i diritti e i privilegi, tra cui la libertà della franchigia o dazio. I privilegi si estendevano anche agli abitanti della tenuta che venivano chiamati “patentati”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “passaporto” o “franchigia” si estendeva su tutti i prodotti come sul ferro grezzo importato e lavorato, sul bestiame, carbone, cereali. Nei contratti di aff<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180516_171827.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-medium wp-image-1082" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180516_171827-168x300.jpg" alt="20180516_171827" width="168" height="300" /></a>itto o di subaffitto era menzionata sempre l’esenzione, come quello con il Sig. Micacci del 1765: «avrà la Franchigia concessa dalla Pia Casa, Privilegi, diritti ed esenzioni». Così anche al fine di attrarre manodopera in quella remota zona della Campagna Romana <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0598-Copia.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-1084" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0598-Copia.jpg" alt="DSC_0598 (Copia)" width="314" height="283" /></a>dove incombeva il flagello della malaria, fu istituito nella tenuta di Conca il diritto d’asilo per i contumaci, esclusi coloro accusati di omicidio volontario, di rapina ed infine gli eretici. Rilevante fu l’attività metallurgica esercitata nelle fonderie di Conca dove furono prodotti i cerchioni in ferro utilizzati  per il <strong>consolidamento della cupola di San Pietro in Vaticano</strong> <strong>(1743-1748). </strong>E si, perché già dagli inizi del 1700 cominciarono ad apparire evidenti e diffuse fessure nell’impianto strutturale della Cupola. Nel 1740 il papa <strong>Benedetto XIV</strong> preoccupato per l’entità delle lesioni estese sull’intero organismo murario decise di avvelersi della consulenza dell’eminente scienziato <strong>Giovanni Poleni</strong> il quale a seguito di scrupolose verifiche e attenti studi  propose di rinforzare la cupola con sei cerchioni di ferro di cui il più grande raggiunge il diametro di 60 metri. I lavori di restauro e consolidamento della cupola eseguiti da <strong>Luigi Vanvitelli</strong> “architetto della reverenda fabbrica” con la supervisione scientifica del Poleni iniziarono nel 1743 ed ebbero termine con successo nel 1748. Ma dove eravamo rimasti? Ah, si la battaglia di Lepanto, certo è un altro riferimento da annoverare nella storia del nostro territorio, si perchè Marcantonio Colonna principe dei territori di Nettuno e della roccaforte dell’Astura, avamposto in difesa delle scorribande saracene,  fu nominato da Pio V Capitano Generale delle Galere Pontifice che facero parte della Santa Lega che vedeva alleati il Papa, il Re di Spagna e il Doge di Venezia. Il principe si distinse come grande condottiero nella battaglia di Lepanto, contribuendo a sconfiggere i Turchi nella battaglia di Lepanto del 1571 mettendo fine all’egemonia ottomana nel Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180516_172428.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-1083" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180516_172428.jpg" alt="20180516_172428" width="314" height="481" /></a>Ora però la ricreazione è finita e si deve rientrare in sala, ha inizio la seconda parte dei lavori del Conv<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180516_153358.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-1085" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180516_153358.jpg" alt="20180516_153358" width="255" height="453" /></a>egno, mi siedo e ascolto con interesse i vari interventi di studiosi provenienti dalle più prestigiose Università italiane, europee e di oltreoceano, con gran parte di giovani di cui molti frequentano l’Archivio della CDF . Devo anche ammettere che la mia formazione di architetto e studioso del territorio mi induce spesso a preferire materiale storico cartografico ed  iconografico, perché con uno sguardo attento spesso si riesce a cogliere e interpretare dettagli importanti altrimenti non visibili nella pur importantissima storiografia. Il primo ad intervenire è <strong>Andreea Badea</strong>, a cui seguirà <strong>Bruno Boute</strong> e dopo ancora <strong>Hannah Marchus</strong> assistente professore presso il Dipartimento di storia della scienza dell’Università di Harvard che ha descritto un quadro esaustivo di Girolamo Rossi (1539-1607) storico, medico e censore per la Congregazione dell’Indice. Nella sua “<em>honorata impresa” </em>importante fu anche il suo contributo di insegnamento ai medici e altri esperti laici. Ma adesso è ora del Coffee Break, ovviamente necessario e piacevole per il corpo, ma a me ristora soprattutto l’animo i magnifici affreschi del chiostro che osservo avidamente come i deliziosi pasticcini offerti dall’ottima organizzazione. Tornati in sala è l’ora di <strong>Chiara Franceschini</strong> Professoressa dell’ Istituto di storia dell&#8217;arte di Monaco di Baviera, la gran parte del suo intervento si è concentrata sul rapporto tra arte e Inquisizione  e una interessante analisi sulla questione figurativa  attraverso la quale diversi artisti furono coinvolti nei procedimenti giudiziari promossi a loro carico dall’Inquisizione. Molto interessante è stato il confronto del relatore con il Mons. Cifres già autore nell’aprile 2013 del saggio: “<em>Fra Innocenzo da Petralia, reo dell’Inquisizione: Fra critica d’arte e censura teologica</em>”, nel quale, tra l’altro, scrive la storia dettagliata della denuncia inoltrata al Sant’Uffizio, contro Fra Innocenzo colpevole di aver raffigurato un Crocifisso ligneo con molte vistose e copiose ferite sanguinolente su tutto il corpo,  ritenute dai suoi detrattori troppo oltraggiose e “<em>contro il comune uso della Santa Chiesa”. </em>Beh, se poi vogliamo parlare di simpatia, bene io ritengo che il primo posto vada assegnato a <strong>Don Davide Marino</strong> che ha esordito paragonando la sua emozione e soddisfazione per l’invito in questa prestigiosa sede con quel sogno diventato realtà dei due calciatori Cutrone e Chiesa che fino a qualche anno fa avevano attaccato nella loro cameretta il poster del loro idolo Messi e che poi se lo son trovato dinanzi sul campo di calcio contro la nazionale Argentina. Il suo intervento sulla: “Storia <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180518_125352.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter  wp-image-1086" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180518_125352.jpg" alt="IMG_20180518_125352" width="1062" height="259" /></a>dell’Indice. Chiesa e opere storiche nel XIX secolo attraverso la documentazione dell’ACDF”, si sofferma sui procedimenti censori dell’Ottocento, esponendone l’approccio metodologico e i criteri adottati nella censura delle opere storiografiche nel XIX secolo. Con il successivo intervento di <strong>Fernanda Alfieri</strong> di Trento: “Psicologie all’Indice. Uno studio esplorativo (XIX secolo)”, termina questa interessante e corposo appuntamento di oggi. Sono le 19.00 e a quest’ora è in programma il concerto presso la chiesa di S. Maria sopra Minerva dove è in attesa di esibirsi l’Orchestra Barocca e Coro della Cappella Musicale Santa Maria in Campitelli diretta dal Maestro <strong>Vincenzo Di Betta</strong>. Beh, che dire lo spazio gotico e la luce sacrale di maggio penetra nella navata centrale voltata a crociera affrescata con un cielo stellato colore dell’azzurro intenso dei lapislazzuli. Nel transetto son già presenti i principali attori con i propri s<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180516_193032.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter  wp-image-1090" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180516_193032.jpg" alt="20180516_193032" width="758" height="427" /></a>trumenti musicali, i componenti del coro, i soprani e i tenori, ecco apparire il Maestro di Cappella e l’opera tratta da un libretto del 1656 dal titolo “La Caduta degli Angeli” del compositore Don Francesco Nicolò De Rossi, può avere inizio. Ora come si può raccontare a parole tale bellezza? Perché le voci e  i suoni possono essere solo ascoltati, per questo mi limiterei a descrivere il tutto con il solo aggettivo superlativo: “sublime”. E’ sera ormai e la fine del concerto ci rimanda all’indomani, giovedì 17 maggio alle ore 9.30, terzo appuntamento e giorno di chiusura dei lavori.  Questa mattina il Convegno si svolge come programma, qui appresso non nominerò tutti i pur illustrissimi interventi comunque meritevoli di citazione dei relatori,  ma mi si consenta di riportare i contr<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180517_144851.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-1089" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180517_144851.jpg" alt="20180517_144851" width="200" height="355" /></a>ibuti che più hanno colpito la mia curiosità. <strong>Giuseppina Minchella</strong> studiosa di storia moderna, con il suo contributo:  “I rapporti tra religioni nella Repubblica di Venezia: una questione di fonti” descrive le relazioni fra cristiani, ebrei e mussulmani nella Venezia del XVI e XVII secolo che attestano i plurimi passaggi di fede che mettono in evidenza un aspetto del contesto Mediterraneo aperto, ma  dove ovviamente emergono conflittualità con  l’Inquisizione Romana. Devo dire che l’annuncio di una Miscellanea  composta da numerose suppliche rivolte al Senato dei rettori veneziani ha colpito la mia fantasia, perché con uno studio lucido si potrebbe ricostruire la storia di un inedito tessuto sociale di quel tempo.<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180518_100748.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-1088" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180518_100748.jpg" alt="IMG_20180518_100748" width="561" height="421" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mario Gauci</strong> studioso dell’Archivio dell’Inquisizione di Malta presso la Cattedrale (La Valletta) l’Archivio dell’Inquisizione di Malta( 1561-1798): il suo contributo ha come tema il patrimonio di documenti che arricchisce la storia di Malta e il suo contesto mediterraneo, le bellissime immagini che scorrono rendono più chiara ed esaustiva la sua esposizione e mettendo in risalto anche lo stesso arcipelago maltese e  per questo ovviamente coglie ancor più la mia attenzione. Oltre alla storia dell’Archivio ne illustra le varie vicissitudini e l’apprezzamento dei tanti studiosi che hanno dedicato la loro vita per far luce sui documenti dei tre distinti ordinamenti  che convivono all’interno dell’Archivio dell’Inquisizione di Malta: Il Tribunale della Congregazione della Fede, il Tribunale Civile e il Tribunale della Reverenda Fabbrica di San Pietro. Concludendo con l’auspicio che questo Archivio patrimonio dell’umanità   venga salvaguardato per il beneficio di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180517_142552.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter  wp-image-1092" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/20180517_142552.jpg" alt="20180517_142552" width="879" height="402" /></a>Ed eccoci giunti di nuovo al Coffee Break, approfitto per infilarmi nel primo gruppo di 15 persone con l’intento di visitare l’attiguo <strong>Archivio di S. Maria sopra Minerva</strong>. Ad attenderci troviamo il Direttore <strong>Fr. Luciano Cinelli</strong>, ci dice che l’Archivio è stato inaugurato il 20 novembre del 2014 e oggi contiene circa 8.000 unità archivistiche che vanno dal sec. XIII [ prima metà ] &#8211; sec. XXI. Il Direttore racconta la storia e  le sorti toccate al prezioso  Archivio del Convento che attualmente consta di due fondi: il “Fondo Provincia Romana” e il “Fondo Convento”. Mi soffermo ad osservare i documenti e le cartografie esposte per l’occasione sui tavoli della piccola sala avvolta tutt’intorno da scaffali contenenti faldoni termici per la conservazione dei manoscritti. Nel mentre ci congediamo per far posto al secondo gruppo di visitatori, ci informano per chi fosse interessato, che l’ingresso all’Archivio è libero e che si può consultare dal mercoledì al venerdi dalle 10.00 alle 16.00.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180518_1005281.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-1093" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180518_1005281.jpg" alt="IMG_20180518_100528" width="361" height="413" /></a>Come da copione, si riparte con il tema dell’Inquisizione fra narrativa, cinema e pubblicistica, introducendo così quel concetto individuato empiricamente dal sentire comune e quindi dall’immaginario collettivo. Nell’occasione modera <strong>Gian Maria Vian</strong> direttore de L&#8217;Osservatore Romano che introduce quel che poi sarà l’argomento di questo pomeriggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>William Zammit</strong> Professore di Sistemi di Conoscenza presso l&#8217;Università Junior College di Malta nella sua presentazione: L’Inquisizione maltese nei romanzi popolari dell’Ottocento, approfondisce il processo di trasformazione attraverso il quale l’Inquisizione a Malta è stata percepita come una istituzione di terrore attraverso la narrativa dell’orrore.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguire gli interventi di <strong>Giuseppe Di Giacomo</strong> e <strong>Matteo Brera</strong>, mentre <strong>Pierfrancesco Bruni</strong> Archeologo direttore Coordinatore del Ministero Beni Culturali di Taranto : “Inquisizione romana nella filmografia tra critica e spettacolo” si sofferma sul linguaggio cinematografico che insieme al narrato filmico spesso non rispettano fedelmente quello storico scientifico, come la questione dell’Inquisizione che viene presentata con una chiave di lettura volutamente forzata. Sulla filmografia dedicata più agli aspetti spettacolari come nel film “Padrona del suo destino” del 1998 o “L’opera in nero” del 1988, tratto da un romanzo della Yourcenar ambientato nel 1600 in cui narra della condanna a morte da parte dell’Inquisizione del medico Zanone, con un chiaro riferimento a Giordano Bruno, che sarebbe stato mandato al rogo il 17 febbraio del 1600.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo paragone accende gli animi di qualche studioso, ne nasce un dibattito forse un po’ sopra le righe che viene ragionevolmente sopito con grande professionalità e umiltà sia dal moderatore che dal Direttore</p>
<p style="text-align: justify;">Chiude la sequenza degli interventi <strong>Anna Foa</strong> storica, editorialista dell’Osservatore Romano con il suo puntuale contributo: “Le passioni e i pregiudizi: l’immagine dell’Inquisizione nei media negli ultimi vent’anni”, pone anch’essa l’attenzione  sull’utilità di <em>far progredire le ricerche degli studiosi</em> mettendo a loro disposizione le fonti dell’Archivio anche al fine di  ridurre la distanza che ancora oggi si pone tra ricerca e la visione mitologica dei media.<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180518_095853.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter  wp-image-1091" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180518_095853.jpg" alt="IMG_20180518_095853" width="581" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come da programma prende la parola <strong>Herman H. Schwedt</strong>: storico esperto dell&#8217;Inquisizione romana e della Congregazione dell&#8217;Indice, nel suo intervento pone in rilievo l’importante ruolo dell’ACDF e la necessità di un suo potenziamento sia di mezzi che di risorse economiche ed umane. Ammetto che a quest’ora a pochi minuti dal “rompete le righe” la mia attenzione si è un po’ affievolita, e per questo chiedo indulgenza, ma essendo un cronico ottimista credo che nel congedarsi con quella frase: “<em>…per questo, l’Archivio dovrebbe essere Inquisito</em>”, il Professore intendesse indirettamente elogiare la Direzione e il personale attualmente in servizio, per il grande lavoro profuso in questi vent’anni e per aver gestito brillantemente un così impegnativo e prestigioso evento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente la chiusura del Convegno spetta al <strong>Mons. Alejandro Cifres, Direttore dell’ACDF</strong> che con poche, coincise ed esaustive parole, si è scusato con gli studiosi e il pubblico se nel corso del dibattito fosse emersa da parte dell’Archivio, la volontà  di prendere posizione su aspetti “pregiudiziali” a favore e contro l’Inquisizione, precisando che  la ricchezza del dibattito si debba manifestare proprio  nella pluralità di opinioni che vanno comunque tutte rispettate. Il vero obiettivo è indagare affinché si possa accrescere la conoscenza, questo è il ruolo dell’ACDF aprire la ricerca a tutti gli studiosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Si chiude così anche il ventesimo anniversario dell’apertura dell’ACDF con la consapevolezza che oltre alla <strong>Bellezza</strong> oggi ho assistito ad un gesto di grande umiltà e si, una virtù che dimora nelle grandi persone.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Maggio e giugno al Circeo, quattro eventi con la rubrica:  “Incontro con gli autori e artisti”- Domenica 13 maggio ore 18.30 con &#8220;I PaeSaggi di Leonardo&#8221; di Eros Ciotti</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2018 16:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ugo De Angelis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[La rassegna “ Incontro con gli autori e artisti”, organizzata dalle Associazioni PFpresentefuturo e Beethoven, si trasferisce nel magico scenario del Circeo.  Il programma promosso da Anna Elena Tassini e stilato in collaborazione con Angelo Guattari,  il Comune di San Felice Circeo e la locale Associazione Pro Loco, si articola in quattro appuntamenti domenicali distribuiti nei mesi di maggio e giugno dove vedremo protagonista lo stesso collaudato format che fino ad oggi ha ottenuto il giusto e meritato successo. “E’ un’attività senza scopo di lucro che però ha dato i suoi frutti, a testimonianza che se si fa promozione sinergica si ottengono consensi e apprezzamento da  parte della critica e del pubblico”. Così dichiarano con piena soddisfazione i due organizzatori: Dott.ssa Assunta Gneo e l’Architetto Ugo De Angelis. Il primo appuntamento è previsto domenica 13 maggio alle ore 18.30 presso La Porta del Parco – Pro Loco- Piazza Lanzuisi 1, San Felice Circeo“ che vedrà protagonista l’autore Eros Ciotti con il suo libro “i PaeSaggi di Leonardo”- Atlante Editore- 2016. L’architetto e ricercatore pontino con questo saggio ripercorre l’affascinante ipotesi già dallo stesso trattata e pubblicata nel 2008 proponendo la teoria che il paesaggio sullo sfondo della Gioconda potesse essere evocativo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/11/Ugo-De-Angelis-Copia.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1015" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/11/Ugo-De-Angelis-Copia-150x150.jpg" alt="Ugo De Angelis - Copia" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/received_10214271021163126.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-1057" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/received_10214271021163126-261x300.jpg" alt="received_10214271021163126" width="190" height="218" /></a>La rassegna “ Incontro con gli autori e artisti”, organizzata dalle Associazioni PFpresentefuturo e Beethoven, si trasferisce nel magico scenario del Circeo.  Il programma promosso da Anna Elena Tassini e stilato in collaborazione con Angelo Guattari,  il Comune di San Felice Circeo e la locale Associazione Pro Loco, si articola in <em>quattro appuntamenti</em> domenicali distribuiti nei mesi di maggio e giugno dove vedremo protagonista lo stesso collaudato format che fino ad oggi ha ottenuto il giusto e meritato successo. <em>“E’ un’attività senza scopo di lucro che però ha dato i suoi frutti, a testimonianza che se si fa promozione sinergica si ottengono consensi e apprezzamento da  p</em><em>arte della critica e del pubblico”.</em> Così dichiarano con piena soddisfazione i due organizzatori: Dott.ssa<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/San-Felice-locan-prova.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter  wp-image-1058" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/San-Felice-locan-prova-724x1024.jpg" alt="San Felice locan prova" width="326" height="460" /></a> Assunta Gneo e l’Architetto Ugo De Angelis. Il primo appuntamento è previsto <strong>domenica 13 maggio</strong> <strong>alle ore 18.30</strong> presso La Porta del Parco – Pro Loco- Piazza Lanzuisi 1, San Felice Circeo“ che vedrà protagonista l’autore <strong>Eros Ciotti</strong> con il suo libro <em>“<strong>i PaeSaggi di Leonardo</strong>”- Atlante Editore- 2016</em>. L’architetto e ricercatore pontino con questo saggio ripercorre l’affascinante ipotesi già dallo stesso trattata e<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/COPERTINA.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-medium wp-image-1060" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/COPERTINA-222x300.jpg" alt="COPERTINA" width="222" height="300" /></a> <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/Eros-Ciotti.png" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-1059" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/Eros-Ciotti-300x227.png" alt="Eros Ciotti" width="300" height="227" /></a>pubblicata nel 2008 proponendo la teoria che il paesaggio sullo sfondo della Gioconda potesse essere evocativo delle antiche paludi pontine. Con questo secondo testo l’autore si sofferma su quel paesaggio, il suo significato, la storia del quadro e gli intrighi socio-politici che contornano questa immensa opera del grande Leonardo da Vinci. Il testo contempla il nostro territorio pontino e riprende alcune interessanti considerazioni del Vasari su particolari aspetti dell’immagine pittorica. Il geologo Roberto Picozza in qualità di relatore scientifico esporrà uno studio sul confronto tra il paesaggio della Gioconda e quello pontino con particolare riferimento al promontorio del Circeo. Alcuni brani del libro verranno interpretati nella performance artistica degli attori Giorgia Piracci e  Dario De Francesco, questo connubio teatrale e letterario e artistico, spiegano gli organizzatori sicuramente stupirà gli spettatori in una magica atmosfera di musica con il maestro: Luka Hoti ,  la performance canora di Sabrina Fardello. Come abbiamo scritto il programma prevede i seguenti altri tre appuntamenti: 27 maggio con il libro “In un battito d’Ali” di Gianni Milano, il 10 giugno con il libro Il vino e le rose di Claudia Conte e a chiudere il 24 giugno con il libro Transtiberim di Giuseppe Lorin. Oltre all’ingresso libero, alla conclusione di ogni evento è previsto un ricco buffet.</p>
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		<title>UNA RUBRICA DI SUCCESSO : &#8220;Incontro con gli autori e artisti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2018 17:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ugo De Angelis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ dal connubio delle due Associazioni Culturali: Beethoven e PF Presentefuturo che è nata l’iniziativa di organizzare una rubrica culturale dedicata all’“Incontro con gli autori ed artisti”: “E’ un’attività senza scopo di lucro che però ha dato i suoi frutti, a testimonianza che se si fa promozione sinergica si ottengono consensi e apprezzamento da  parte della critica e del pubblico”, così dichiarano con piena soddisfazione i due organizzatori: Dott.ssa Assunta Gneo e l’Architetto Ugo De Angelis dichiarando altresì che questa rubrica ormai giunta all’ottava edizione, sicuramente riprenderà a settembre di quest’anno sempre presso il Museo della Terra Pontina con ulteriori ospiti della cultura provenienti da tutta Italia. Gli stessi protagonisti ci informano che la rubrica nel mese di maggio e giugno si sposterà a San Felice Circeo dove si svolgeranno quattro eventi con la stessa formula che diremo ormai ben collaudata. Noi possiamo dire che è stato un successo in crescendo mese dopo mese grazie ad una formula culturale ben studiata e ben messa in opera. La prima domenica in genere, o a volte il primo sabato, il Museo della Terra Pontina direttrice Manuela Francesconi ha ospitato l’evento culturale promosso dalle due Associazioni e che ha gremito la sala del museo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/received_1248527358612106-Copia.jpeg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-1040" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/received_1248527358612106-Copia-189x300.jpeg" alt="received_1248527358612106 - Copia" width="189" height="300" /></a>E’ dal connubio delle due Associazioni Culturali: Beethoven e PF Presentefuturo che è nata l’iniziativa di organizzare<img class="alignright size-medium wp-image-1041" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/FB_IMG_1486374057766-300x199.jpg" alt="FB_IMG_1486374057766" width="300" height="199" /> una rubrica culturale dedicata all’“Incontro con gli autori ed artisti”: “E’ un’attività senza scopo di lucro che però ha dato i suoi frutti, a testimonianza che se si fa promozione sinergica si ottengono consensi e apprezzamento da  parte della critica e del pubblico”, così dichiarano con piena soddisfazione i due organizzatori: Dott.ssa Assunta Gneo e l’Architetto Ugo De Angelis dichiarando altresì che questa rubrica ormai giunta all’ottava edizione, sicuramente riprenderà a settembre di quest’anno sempre presso il Museo della Terra Pontina con ulteriori ospiti della cultura provenienti da tutta Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli stessi protagonisti ci informano che la rubrica nel mese di maggio e giugno si sposterà a San Felice Circeo dove si svolgeranno quattro eventi con la stessa formula che diremo ormai ben collaudata.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi possiamo dire che è stato un successo in crescendo mese dopo mese grazie ad una formula <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/received_1534357143351852-Copia.jpeg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-1042" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/received_1534357143351852-Copia.jpeg" alt="received_1534357143351852 - Copia" width="977" height="473" /></a>culturale ben studiata e ben messa in opera. La prima domenica in genere, o a volte il primo sabato, il Museo della Terra Pontina direttrice Manuela Francesconi ha ospitato l’evento culturale promosso dalle due Associazioni e che ha gremito la sala del museo in modo inaspettato. Oltre a nomi dei due organizzatori hanno presentato i lo<img class="alignright size-medium wp-image-1044" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/received_10214074375923782-300x225.jpeg" alt="received_10214074375923782" width="300" height="225" />ro libri: Fiorella Cappelli, Daniela Mancini, Anna Appolloni, Isoke Aikpitanyi – Laura Maragnani, Angela Tiberi e Anna Elena Cassini. Per l’intrattenimento <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/FB_IMG_1486374213417.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-1045" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/FB_IMG_1486374213417-300x199.jpg" alt="FB_IMG_1486374213417" width="300" height="199" /></a>musicale si è avvalso dell’opera del maestro Luka Hotis, mentre per la lettura degli attori: Gina Ragazzo, Nicola Pagano e Dario De Francesco, e ancora con le esibizioni canore liriche di Sabrina Fardello che ha proposto brani di musica lirica napoletana e poi la partecipazione del Coro “Voci … in Canto” diretti dalle maestre Marilena Guarnacci, Carla Di Vincenzo, Mascia Giuliani e Annamaria Vecchione della Scuola Primaria “Donna Lelia Caetani “ di Pontenuovo Sermoneta. A tutti gli otto eventi ha partecipato l’ex senatore Claudio Moscardelli che negli incontri pur ess<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20161008_180952-Copia.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1046" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20161008_180952-Copia-204x300.jpg" alt="IMG_20161008_180952 - Copia" width="204" height="300" /></a>endo impegnato nella sua carica istituzionale non ha fatto mancare la sua presenza e il suo contributo culturale.  Un Museo dunque quello della Terra Pontina che ospitando questo evento culturale diviene un museo vivo, polifunzionale perché attraverso queste iniziative si riesce a coinvolgere il pubblico creando interesse per la nostra storia  attraverso l’esposizione dei reperti contenuti io un contesto culturale che unisce tutte le fasce di età a partire dai bambini e dalle famiglie. Un ringraziamento particolare va alla Direttrice del Museo Manuela Francesconi sempre attentae sensibile alle iniziative che promuovono la cultura e la storia del nostro territorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/20171202_173026-Copia.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-content wp-image-1047" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/20171202_173026-Copia-620x264.jpg" alt="20171202_173026 - Copia" width="620" height="264" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/20171001_111353.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-large wp-image-1053" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/20171001_111353-1024x576.jpg" alt="20171001_111353" width="620" height="348" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/received_10214271021163126.jpeg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-medium wp-image-1049" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/received_10214271021163126-300x225.jpeg" alt="received_10214271021163126" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/received_10214074381403919.jpeg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-1048" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/04/received_10214074381403919-300x225.jpeg" alt="received_10214074381403919" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>L’evento “Incontro con gli autori e artisti” ospita la Preside scrittrice Daniela Mancini. Al Museo della Terra Pontina, domenica 5/11/2017 0re 11,00.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Nov 2017 12:38:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ugo De Angelis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 5 novembre alle ore 11.00 si terrà il secondo evento mensile: “ Incontro con gli autori e artisti”, organizzato dalle Associazioni PF presentefuturo e Beethoven. Nell’occasione porgeranno il proprio benvenuto Manuela Francesconi Direttrice del Museo e Claudio Moscardelli. Nell’occasione Rosa Simonelli, Assunta Gneo e Ugo De Angelis introdurranno l’ospite che questo mese di novembre sarà la scrittrice Daniela Mancini con i suoi due sui libri:  “La tua storia nella mia”, un excursus dalla campagna Toscana degli anni Cinquanta all’Italia di oggi, pubblicato nel 2016 e “Per distrazione“, un romanzo dei sentimenti universali come l’amore, la passione, l’amicizia, la gelosia vengono declinati nelle nuove generazioni pubblicato nel 2017 con la stessa casa editrice Ibiskos Ulivieri . Daniela Mancini nata a “Lazzeretto” dell’interland metropolitano fiorentino, nel 1977 si è laureata in Filosofia della Scienza e Logica all’Università di Firenze, ha insegnato per circa un decennio nei vari ordini di scuola. Da venti anni è Preside di Istituti Superiori e dal 2001 è Dirigente Scolastico all’Istituto Professionale I.P.I.A. “Ferraris – Brunelleschi” di Empoli. Predilige l’Istruzione Tecnica e Professionale e cerca di aiutare studenti ed insegnanti occupandosi da anni di formazione dei docenti sulle tematiche del disagio, dell’innovazione e della gestione delle classi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<ul>
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<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/05/bis-UGO-DE-ANGELIS.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-720" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/05/bis-UGO-DE-ANGELIS-150x150.jpg" alt="bis UGO DE ANGELIS" width="115" height="115" /></a>Domenica</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">5</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">novembre</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> alle ore </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">11</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">.00 si terrà </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">il secondo evento mensile:</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> “ Incontro con </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">gli </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">autor</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">i e artisti</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">”, organizzato dal</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">le Associazioni PF presentefuturo e </span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">Beethoven. Nell’occasione porgeranno il p<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/11/ok-locandi-MANCINI.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-1003" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/11/ok-locandi-MANCINI-723x1024.jpg" alt="ok locandi MANCINI" width="331" height="469" /></a>roprio benvenuto Manuela Francesconi Direttrice del Museo e Claudio Moscardelli. Nell’occasione Rosa Simonelli, Assunta Gneo e Ugo De Angelis introdurranno l’</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ospite </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">che questo mese di novembre sarà</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">l</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">a</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> scritt</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">rice</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">Daniela Mancini </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">con i suoi</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">due</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> su</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">i</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> libr</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">i:  </span><strong>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;">La tua storia nella mia”</span></strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, un excursus dalla campagna Toscana degli anni Cinquanta all’Italia di oggi, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">pubblicato nel 2016 e “</span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Per distrazione</span></strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;">“, un romanzo dei sentimenti universali come l’amore, la passione, l’amicizia, la gelosia vengono declinati nelle nuove generazioni pubblicato nel 2017 con la stessa casa editrice Ibiskos Ulivieri .</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Daniela Mancini nata a “</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lazzeretto” </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">d</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ell’interland metropolitano fiorentino,</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">nel 1977</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">si</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">è l</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">aureata in Filosofia della Scienza e Logica all’Università di Firenze, ha insegnato per circa un decennio nei vari ordini di scuola. Da venti anni è Preside di Istituti Superiori </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">e</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">d</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">al 2001 è Dirigente Scolastico al</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">l’Istituto Professionale I.P.I.A.</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> “Ferraris – Brunelleschi” di Empoli. Predilige l’Istruzione Tecnica e Professionale e cerca di aiutare studenti ed insegnanti occupandosi da anni di formazione dei docenti sulle tematiche del disagio, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">dell’innovazione </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">e della gestione delle classi difficili. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Si interessa di teatro e di tradizioni popolari e ha pubblicato negli ultimi due anni, alcuni racconti di vario argomento in antologie con Ibiskos Ulivieri.</span></p>
<p class="western" align="justify"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/11/Daniela-Mancini.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-1004" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/11/Daniela-Mancini-300x293.jpg" alt="Daniela Mancini" width="207" height="202" /></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La coordinatrice giornalista Fiorella Cappelli </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">e l’autrice </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">attraverso il </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">loro</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> racconto condurr</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">anno</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> lo spettatore in un viaggio speciale e a ritroso </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">alla ricerca </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">delle</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> radici della città </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">e di quel mondo </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">contadin</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">o</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> Toscan</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">o</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">ormai</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> sepolt</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">o</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> nella memoria, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ma anche </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">con </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">un</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">a</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">disamina</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">delle</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> trasformazioni sociali e </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">sui</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> decenni del terrorismo del “periodo della tensione” </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">tra cui </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">la</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> strage del treno Italicus</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">nel vissuto</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">familiare </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">dell’autrice figlia dell’</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">aiuto macchinista Giovanni </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Mancini</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"> e che riappaiono</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">nei</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">coinvolgenti </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">brani interpretati nella performance artistica reading dagli attori Gina Ragazzo e Nicola Pagano. Claudio Fiorentini  : pittore, poeta e scrittore che esporrà le sue opere artistiche è un attivista della cultura e promotore di eventi, dal 2016 conduce il programma radiofonico di promozione letteraria “Visioni da Captaloona”, è presente in diverse antologie ed è relatore,  del manifesto culturale “Il Bandolo”. Questo connubio teatrale,  letterario e artistico, spiega</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">no gli organizzatori</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> sicuramente stupirà gli spettatori in una magica atmosfera </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">di musica con il</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">maestro Luka Hoti e </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">la performance canora di</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> Sabrina Fardello. Oltre all’</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ingresso libero,</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">alle ore 10,00 è prevista una visita gratuita al Museo, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">mentre</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">alla conclusione dell’evento </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">si può partecipare</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, previa prenotazione, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">al </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">pranzo conviviale presso la tavola cald</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">a</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> Conny’s.</span></p>
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		<title>LIBRI:DA PALAZZO FIRENZE IN COSTIERA AMALFITANA</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 10:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ugo De Angelis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 22 maggio 2017 presso la Sala del Primaticcio all’interno della prestigiosa cornice di Palazzo Firenze in Roma, si è svolta la serata evento  di presentazione del programma dell’XI edizione incostieraamalfitana.it Festa del libro in Mediterraneo di cui il giornalista Alfonso Bottone ne è il direttore artistico. Il programma degli eventi si snoderà lungo le più incantevoli e suggestive location della costa amalfitana, ovviamente con tappe ad Amalfi: 28 maggio 2017- 8 giugno 2017 e a Tramonti 16 giugno 2017. Nell’occasione a fare gli onori di casa è stata Lisa Bernardini, direttrice artistica del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo”, che ha consegnato il Premio Leonessa 2017 ad Anita Garibaldi pronipote del famoso Giuseppe  . Nel corso della kermesse si sono alternati diversi protagonisti dell&#8217; arte tra cui il il pittore pontino Gino Sperone, della cultura, storia e letteratura e sono stati presentati tre autori consolidati ed emergenti: Simonetta Bumbi con il libro “Iostoconletartarughe” (Emigli), Silvana Lazzarino con il libro“Oltre le immagini tra visione ed emozione (Pagine) e Ugo de Angelis con il libro “In quella foto c’è Maria” (Nane). Gli stessi autori saranno ancora ospiti il 16 giugno 2017 nell’evento dell’XI edizione della Festa del libro in Mediterraneo in Costiera [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/05/bis-UGO-DE-ANGELIS.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-720" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/05/bis-UGO-DE-ANGELIS-150x150.jpg" alt="bis UGO DE ANGELIS" width="150" height="150" /></a>Il 22 maggio 2017 presso la <strong>Sala del Primaticcio</strong> all’interno della prestigiosa cornice di <strong>Palazzo Firenze</strong> in Roma, si è svolta la serata evento  di presentazione del progr<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/COPERTINA-ANNUARIO-PALAZZO-FIRENZE.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-medium wp-image-965" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/COPERTINA-ANNUARIO-PALAZZO-FIRENZE-207x300.jpg" alt="COPERTINA ANNUARIO PALAZZO FIRENZE" width="207" height="300" /></a>amma dell’XI edizione incostieraamalfitana.it Festa del libro in Mediterraneo di cui il giornalista <strong>Alfonso Bottone</strong> ne è il direttore artistico. Il programma degli eventi si snoderà lungo le più incantevoli e suggestive location della costa amalfitana, ovviamente con tappe ad Amalfi: 28 maggio 2017- 8 giugno 2017 e a Tramonti 16 giugno 2017. Nell’occasione a fare gli onori di casa è stata <strong>Lisa Bernardini</strong>, direttrice artistica del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo”, che ha consegnato il Premio Leonessa 2017 ad <strong>Anita Garibaldi</strong> pronipote del famoso Giuseppe  . Nel corso della kermesse si sono alternati diversi protagonisti dell&#8217; arte tra cui il il pittore pontino <strong>Gino Sperone</strong>, della cultura, storia e letteratura e sono stati presentati tre autori consolidati ed emergenti: <strong>Simonetta Bumbi</strong> con il libro “Iostoconletartarughe” (Emigli), <strong>Silvana Lazzarino</strong> con il libro“Oltre le immagini tra visione ed emozione (Pagine) e <strong>Ugo de Angelis con il libro “In quella foto c’è Maria” (Nane).</strong> Gli stessi autori saranno ancora ospiti il <strong>16 giugno</strong> <strong>2017 </strong>nell’evento dell’<strong>XI edizione della</strong> <strong>Festa del libro in Mediterraneo in Costiera Amalfitana</strong> ed esattamente presso il  <strong>“Giardino Segreto dell’Anima” in  Campinola di Tramonti.</strong> Nel corso della serata presenteranno le loro opere e verranno intervistati da Alfonso Bottone nel fantastico e suggestivo scenario amalfitano. L’edizione è dedicata ai bambini di Amatrice vittime inermi del drammatico terremoto dell’Agosto 2016 nel Centro Italia, e ai bambini di Aleppo vittime innocenti dei terribili bombardamenti in Siria.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/SALA-PALAZZO-FIRENZE.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-966" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/SALA-PALAZZO-FIRENZE-200x300.jpg" alt="SALA PALAZZO FIRENZE" width="200" height="300" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/PUBBLICO-PALAZZO-FIRENZE.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-967" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/PUBBLICO-PALAZZO-FIRENZE-300x200.jpg" alt="PUBBLICO PALAZZO FIRENZE" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/TAVOLO-CON-SCRITTORI-E-ORGANIZZATORI-PALAZZO-FIRENZE.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-968" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/TAVOLO-CON-SCRITTORI-E-ORGANIZZATORI-PALAZZO-FIRENZE-300x168.jpg" alt="TAVOLO CON SCRITTORI E ORGANIZZATORI PALAZZO FIRENZE" width="300" height="168" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/ANITA-E-UGO-PALAZZO-FIRENZE.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-medium wp-image-969" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/ANITA-E-UGO-PALAZZO-FIRENZE-300x168.jpg" alt="ANITA E UGO PALAZZO FIRENZE" width="300" height="168" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/SIMONETTA-SILAVA-UGO-PALAZZO-FIRENZE.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-medium wp-image-970" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/SIMONETTA-SILAVA-UGO-PALAZZO-FIRENZE-300x200.jpg" alt="SIMONETTA, SILAVA, UGO PALAZZO FIRENZE" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/UGO-PALAZZO-FIRENZE.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-medium wp-image-971" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/UGO-PALAZZO-FIRENZE-300x200.jpg" alt="UGO PALAZZO FIRENZE" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/SILVANA-E-PROSPERI-PALAZZO-FIRENZE.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-medium wp-image-972" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/06/SILVANA-E-PROSPERI-PALAZZO-FIRENZE-300x200.jpg" alt="SILVANA E PROSPERI PALAZZO FIRENZE" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
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