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	<title>PresenteFuturo.org &#187; Francesco Giuliano</title>
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	<description>Associazione culturale per la valorizzazione del territorio</description>
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		<title>“La ricerca” (Aracne ed.), ultimo romanzo di Francesco Giuliano</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Aug 2018 08:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Francesco Giuliano - sostiene Marcella Cossu -, potrebbe ritirare un patentino di membro onorario della “scuola Pontina” ovvero il circolo degli artisti contemporanei che vivacizzano in questi anni la cultura di Latina e del suo hinterland. Innanzitutto perché, come molti illustri predecessori e suoi stessi contemporanei, è un pontino di adozione, nato in Sicilia in quel di Francofonte, attaccato come pochi al suo Mongibello e agli inconfondibili panorami della sua terra d’origine. Ma, al tempo stesso, profondamente radicato nella patria adottiva, dove ha insegnato chimica, i principi alla base di composizione e s-composizione della vita, e dove ha, negli anni, declinato il fulgore di lenti tramonti infuocati del litorale, passeggiando sulla riva o, più semplicemente, ammirando giorno dopo giorno l’abbacinante occhio di sole dardeggiante dalla curva ritorta del grande inconfondibile albero mille volte postato su fb con altrettanto inconfondibile amore. SantExupéry sostiene che solo chi è molto triste ama il quotidiano appuntamento con il coucher de soleil; Francesco, pur vivendo del coucher de soleil, ne fa misura e regola kantiana del proprio essere nel mondo, sottomettendo sentimento e ragione alle immortali leggi della natura. Nasce così, in un empito di creazione artistica, un’abbondante e felice produzione letteraria, “che bundabat che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/08/FotoConcorso.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-1127" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/08/FotoConcorso-724x1024.jpg" alt="FotoConcorso" width="296" height="418" /></a>“<em>Francesco Giuliano </em>- sostiene Marcella Cossu -, <em>potrebbe ritirare un patentino di membro onorario della “scuola Pontina” ovvero il circolo degli artisti contemporanei che vivacizzano in questi anni la cultura di Latina e del suo hinterland. Innanzitutto perché, come molti illustri predecessori e suoi stessi contemporanei, è un pontino di adozione, nato in Sicilia in quel di Francofonte, attaccato come pochi al suo Mongibello e agli inconfondibili panorami della sua terra d’origine. Ma, al tempo stesso, profondamente radicato nella patria adottiva, dove ha insegnato chimica, i principi alla base di composizione e s-composizione della vita, e dove ha, negli anni, declinato il fulgore di lenti tramonti infuocati del litorale, passeggiando sulla riva o, più semplicemente, ammirando giorno dopo giorno l’abbacinante occhio di sole dardeggiante dalla curva ritorta del grande inconfondibile albero mille volte postato su fb con altrettanto inconfondibile amore. SantExupéry sostiene che solo chi è molto triste ama il quotidiano appuntamento con il coucher de soleil; Francesco, pur vivendo del coucher de soleil, ne fa misura e regola kantiana del proprio essere nel mondo, sottomettendo sentimento e ragione alle immortali leggi della natura. Nasce così, in un empito di creazione artistica, un’abbondante e felice produzione letteraria, “che bundabat che bena”, per dirla nell’idioma dei sardi, ovvero che scaturisce spontanea e regolare dall’aver individuato la via, anzi la “terza via”. La terza via, per Francesco il Chimico e il Poeta, autore di arguti aforismi e poesie di bellezza greco-classica, è un mix di cultura umanistica e scientifica, un Trivio e Quadrivio al..bivio: una cultura in definitiva la più contemporanea, tale da servirsi del pragmatismo e dell’empirismo scientifico filtrati dal senso estetico e filosofico della cultura classica. La Sicilia natale, Sikelìe dei Greci, è in tale senso paradigmatica allo sviluppo della produzione romanzesca di Francesco, dove dai tramonti infuocati ( veramente ispirati, secondo me, al litorale pontino) si passa alla descrizione, epica, della complessità della flora delle brughiere native dominate dalla cappa del Mongibello innevato, o a intrigantissimi composti e intrugli tra il chimico e l’alchemico, che solo un chimico – e scrittore &#8211; come Francesco riesce a rendere imprescindibili e irrinunciabili per il lettore, anche il più sprovveduto, o, ancora, a quel mare mitologico, violaceo e vinoso, delle isole di Sicilia. Una serie di saperi e di esperienze si intrecciano in questa personalità con l’inesauribile entusiasmo di essere qui ora, avendo individuato il principio di un afflato cosmico che rende la vita irrinunciabile.</em>”<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/08/Copertina-Copia.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-1125" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/08/Copertina-Copia.jpg" alt="Copertina - Copia" width="328" height="492" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sapientemente il romanzo “La ricerca” edito da Aracne, collana ContempoRagni (luglio 2018), si inserisce, come tutte le sue altre opere dello scrittore Francesco Giuliano, nella “terza via” o “terza cultura”, dove non si fa differenza tra le due culture umanistica e scientifica, tant’è che romanticismo e scienza si fondono così perfettamente che nessuna differenza traspare tra essi, e dove mito, realtà e cultura si mescolano in modo intrinseco nel racconto di una storia dei nostri giorni che descrive le vicissitudini di due giovani ricercatori, il chimico Sam e il mirmecologo Piter, con le rispettive compagne, Lora e Carmen, coinvolti nelle premesse e nelle lente e poco chiare procedure burocratiche relative all’incerta approvazione di una ricerca scientifica e alla sua realizzazione. In questo loro procedere, nel contempo, i quattro giovani vedono entrare in collisione inconsapevolmente i loro sentimenti reciproci come avviene tra le molecole delle sostanze reagenti in una reazione chimica. Parallelamente alla ricerca scientifica, si crea una relazione sentimentale tra le due coppie che sconvolge l’equilibrio su cui si basa la loro amicizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, dunque, un passo da cui si evince il carattere dinamico e poliedrico dell’autore che coinvolge il lettore stimolandolo passo dopo passo</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>E, allora, noi scriviamo ciò che non possiamo realizzare ma che ci farebbe piacere realizzare. Non un mondo chimerico, non un mondo utopico, ma un mondo a misura d’uomo, un mondo possibile rendendo l’uomo rinnovato, libero da condizionamenti religiosi e moralistici e da ideologie di parte e, al tempo stesso, ricco di cultura che lo rendesse libero e franco dagli stereotipi e dalle necessità fondamentali. In quel mondo dovremmo cogliere e afferrare subito la felicità perché essa dura un attimo. Ecco perché non dovremmo farci sfuggire quell’attimo. La felicità è un sentimento evanescente, effimero perché l’attimo ha la durata di un battito d’ali. E per questo che, piuttosto che andare alla sua ricerca, non dovremmo farcela sfuggire quando ce l’abbiamo a portata di mano. Succede che distratti da altre cose non riusciamo che</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>a coglierla raramente. In quel mondo, dovremmo svegliarci con le prime luci dell’alba e, come faceva l’uomo primitivo, osservarne i colori intensi, variopinti, la bellezza intrinseca che nasconde una profonda verità, respirarne l’aria fresca, tersa, leggera, pura, cogliere i momenti in cui il buio gradualmente viene sostituito dalla luce, che rende visibile ogni cosa, le dà forma e sostanza. Dovremmo prendere insegnamento da questa variabilità positiva quotidiana, che rende chiaro, visibile ciò che prima non lo era, e agire parimenti ogni giorno nel prosieguo della nostra attività lavorativa, cercando di compiere ogni nostra azione avulsa da inganno e falsità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dovremmo osservare i fenomeni quotidiani che avvengono attorno a noi, e di cui spesso non ce ne avvediamo perché siamo distratti o presi da altri problemi che non ci lasciano un attimo di tregua. Dovremmo andare anche alla ricerca di eventi eccezionali come stavano facendo quella sera di dicembre, con il cielo eccezionalmente privo di nubi, Sam e Lora. Si stavano recando al ponte Milvio, dove la visibilità del cielo era molto più ampia per osservare l’eclissi parziale della luna.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«L’eclissi di luna è come una carezza o come un bacio che ha perduto il suo senso» disse Lora con lo sguardo rivolto verso il cielo, mentre l’eclissi stava per volgere al termine. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Ti trasmette una sensazione bellissima, ti attrae, ti coinvolge come un bacio. E come un bacio ne perde il senso se a quel bacio non corrisponde sincerità e amore. O come il primo orgasmo, all’inizio della pubertà, che porta l’uomo per la prima volta all’eiaculazione, la quale trasmette un piacere bizzarro, sconosciuto, genuino, umano, una sensazione originale, primigenia, dal gusto esclusivo, indescrivibile, inimitabile e di cui non si coglie o si perde la sua essenza profonda e incommensurabile» rispose Sam che, tenendo il naso all’insù anche lui, teneva stretta a sé con forza la sua amata.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">“La ricerca”, ultimo romanzo dell’autore, per i suoi connotati attuali connessi con il mondo della ricerca e per il filo conduttore (la passione per la crescita intellettuale e per il lavoro), è un libro da leggere tutto d’un fiato.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Giuliano Francesco è chimico, scrittore e poeta: I<em> sassi di Kasmenai</em>, Ed.<a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-editore_Ass+Culturale+Il+Foglio-ass_culturale_il_foglio.htm"> Il foglio</a> (2008), <em>Come fumo nell’aria</em>, Prospettiva ed. (2010), <em>Il cercatore di tramonti</em>, Ed. Il foglio (2011), <em>L’intrepido alchimista</em>, Sensoinverso ed. (2014), <em>M’accorsi d’amarti</em>, Libreria Ed. Urso (2014), <em>Quando bellezza m’appare, </em> Libreria Ed. Urso (2015), <em>Ragione e Sentimento</em>, Libreria Ed. Urso (2016), <em>Sulle ali dell’immaginazione</em>, NarrativAracne Aracne (2016); <em>Voglio lasciare traccia</em>, Libreria Ed. Urso (2017), <em>Tra albori e crepuscoli,</em> Libreria Ed. Urso (2018). Recensisce film e pubblica articoli scientifici su diversi siti.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>“SULLE ALI DELL’IMMAGINAZIONE” il nuovo romanzo di Francesco Giuliano sarà presentato al Museo della Terra Pontina Venerdì 24 marzo 2017, alle ore 17.30</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 14:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presso la sede del Museo della Terra Pontina (piazza del Quadrato, 24 – Latina), venerdì 24 marzo 2017, alle ore 17.30, dopo l’introduzione della dott.ssa Manuela Francesconi, direttrice del Museo, il giornalista Fabrizio Giona presenterà il romanzo “Sulle ali dell’immaginazione”, ISBN: 978-88-548-9887-5, (Aracne editrice, collana NarrativAracne, dicembre 2016), coadiuvato da alcune letture della studentessa liceale Benedetta Fabietti. Francesco Giuliano, in questa sua ultima fatica letteraria, propone una nuova chiave di lettura, basata sulla “teoria del caos” &#8211; i cui effetti sono intesi come dipendenza sensibile alle condizioni iniziali -, di tutto ciò che caratterizza la nostra epoca, come il nostro modo di vivere, la famiglia, la scuola, la fede religiosa, l’appartenenza politica, il terrorismo, l’omologazione sociale, la limitazione della libertà individuale, i pregiudizi, differenza tra morale e  moralismo, la separazione tra la cultura scientifica e la cultura umanistica e i suoi effetti sulla società, e così via. E lo fa attraverso due giovani studenti liceali, Fausto e Monica, che si innamoreranno ma che si troveranno ad affrontare una situazione caotica che li travolgerà come un tronco in un fiume in piena. Al fine di fare cogliere alcuni tratti del romanzo, si propongono alcuni passi del romanzo: «Il sistema educativo dovrebbe [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-826" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2-150x150.jpg" alt="foto_f_giuliano2" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/03/Bozza-nuova-Presentazione-libro-F.-Giuliano-24-marzo-2017.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-935" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/03/Bozza-nuova-Presentazione-libro-F.-Giuliano-24-marzo-2017.jpg" alt="Bozza nuova Presentazione libro F. Giuliano 24 marzo 2017" width="522" height="696" /></a>Presso la sede del Museo della Terra Pontina (piazza del Quadrato, 24 – Latina), venerdì 24 marzo 2017, alle ore 17.30, dopo l’introduzione della dott.ssa Manuela Francesconi, direttrice del Museo, il giornalista Fabrizio Giona presenterà il romanzo “Sulle ali dell’immaginazione”, ISBN: 978-88-548-9887-5, (Aracne editrice, collana NarrativAracne, dicembre 2016), coadiuvato da alcune letture della studentessa liceale Benedetta Fabietti.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco Giuliano, in questa sua ultima fatica letteraria, propone una nuova chiave di lettura, basata sulla “teoria del caos” &#8211; i cui effetti sono intesi come dipendenza sensibile alle condizioni iniziali -, di tutto ciò che caratterizza la nostra epoca, come il nostro modo di vivere, la famiglia, la scuola, la fede religiosa, l’appartenenza politica, il terrorismo, l’omologazione sociale, la limitazione della libertà individuale, i pregiudizi, differenza tra morale e  moralismo, la separazione tra la cultura scientifica e la cultura umanistica e i suoi effetti sulla società, e così via. E lo fa attraverso due giovani studenti liceali, Fausto e Monica, che si innamoreranno ma che si troveranno ad affrontare una situazione caotica che li travolgerà come un tronco in un fiume in piena.</p>
<p style="text-align: justify;">Al fine di fare cogliere alcuni tratti del romanzo, si propongono alcuni passi del romanzo:</p>
<p style="text-align: justify;">«Il sistema educativo dovrebbe essere tale da educare alla libertà di pensiero e alla creatività per evitare che un individuo cada nella sudditanza del potere. Ho letto un libro di un filosofo polacco in cui racconta che un re regalò al figlio una carrozza trainata da cavalli. Il padre non condivideva che suo figlio, piuttosto che percorrere le strade controllate, si aggirasse liberamente per le campagne del regno. Questo regalo il re lo fece perché il figlio non avesse la necessità di camminare e non gli fosse più consentito di farlo. Capisci cosa vuole dire, tutto ciò?»</p>
<p style="text-align: justify;">«Certo che lo capisco. Il re voleva evitare che il figlio vedesse ciò che non doveva vedere. In sintesi, il potere costituito utilizza tutti gli strumenti necessari per obbligare subdolamente il popolo a non esprimere giudizi negativi sul proprio governo e a limitarne la libertà.»</p>
<p style="text-align: justify;"> «La cultura serve a fare acquisire spirito critico, a produrre idee che conferiscono creatività e che fanno maturare e ampliare la visuale con cui guardare e interpretare la realtà. Con le idee si cambia il mondo. Senza idee si rimane tali e quali, anzi si peggiora e si diventa schiavi degli altri.»</p>
<p style="text-align: justify;"> Tra la verità di ragione e la verità di fede bisognerebbe fare una valutazione attenta per capire da cosa dipendono i mali del mondo. Forse una scelta moderata e bilanciata tra le due verità sarebbe la soluzione migliore, anche se forse la fede nella ragione e quindi la fede nella scienza sarebbe il compromesso per avviare un discorso verso un mondo migliore.</p>
<p style="text-align: justify;"> «Per far sì che questa unione culturale avvenga effettivamente » continuò Fausto «già da alcuni decenni, è stata creata negli Stati Uniti una fondazione che si propone di dare vita a una <em>terza cultura </em>che permetta di far cogliere e comprendere a chicchessia, con spirito critico, i risultati scientifici al fine di arginare le varie forme di prevaricazione sia sociale che politica. Favorire il proliferare della <em>terza cultura </em>non significa rinunciare alle varie e molteplici specializzazioni, la cui vastità è enorme, o formare dei tuttologi superficiali, ma corrisponde a fornire a ogni individuo una razionalità malleabile con degli strumenti appropriati e una chiave di lettura opportuna per poter comprendere la molteplicità culturale dei tempi moderni, e a renderlo consapevole più proficuamente di tutto ciò che avviene al mondo. Altrimenti c’è il rischio di un nuovo medioevo, in cui si ritornerà a credere agli <em>asini che volano, </em>come è il caso emblematico delle cosiddette <em>scie chimiche </em>associato a quello del <em>complotto</em>, oppure si continuerà maggiormente a fare ricorso a tutte le pratiche magiche, note e meno note, con il proliferare di stregoni, maghi e fattucchiere, il cui unico scopo è quello di raggirare la gente, o ancora si diffonderà, a macchia d’olio, la credenza nei miracoli e nei prodigi, che invece sono eventi casuali inspiegabili».</p>
<p style="text-align: justify;"> «La nostra vita è governata dal caos sin dal concepimento. Essendo il caos definito come un’evoluzione temporale con dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, ne deriva che l’evolversi della vita è una dipendenza sensibile a partire dalla nascita e dall’educazione. …»</p>
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		<title>Al Circolo Hemingway di Latina il concerto del quartetto romano ROOTS MAGIC Sabato 11 Marzo ore 22.30</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 14:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quartetto ROOTS MAGIC, costituito daALBERTO POPOLLA (clarinetti),ERRICO DE FABRITIIS (sassofoni),GIANFRANCO TEDESCHI (contrabbasso) e FABRIZIO SPERA (batteria), si esibirà dalle 22.30. Una sorta di Avant-Blues Repertory Band!!! La musica suonata da Roots Magic attinge ai due estremi della tradizione musicale afro-americana. Dal Blues ancestrale di Blind Willie Johnson e Charlie Patton al Free di Ornette Coleman e John Carter. Dall&#8217;afro-futurismo di Sun Ra fino al Jazz creativo di Phil Cohran, Julius Hemphill e Henry Threadgill. Per capirci, dal Delta Blues al Jazz Creativo, un repertorio calibrato intorno all&#8217;idea di reinvenzione della radice Blues fra tradizione e innovazione. Il progetto Roots Magic nasce a Roma nel corso del 2013. A Luglio 2015 esce il primo CD Hoodoo Blues &#38; Roots Magic pubblicato dall&#8217;etichetta portoghese Clean Feed. Roots Magic è stato votato tra i dieci migliori gruppi italiani e Hoodoo Blues è stato votato tra i dieci migliori dischi del 2015 nel referendum Top Jazz del mensile MusicaJazz. Best debut album The Big City Best Jazz Albums 2015 Honorable Mention, Best New Releases 2015 New York Jazz Record  La stampa ha scritto: “Un album di grande esito, che riesce a fondere blues e free, attualizzandoli e mantenendo appieno la ritualità dei due [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-826" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2-150x150.jpg" alt="foto_f_giuliano2" width="150" height="150" /></a>Il quartetto ROOTS MAGIC, costituito daALBERTO POPOLLA (clarinetti),ERRICO DE FABRITIIS (sassofoni),GIANFRANCO TEDESCHI (contrabbasso) e FABRIZIO SPERA (batteria), si esibirà dalle 22.30. Una sorta di Avant-Blues Repertory Band!!!</p>
<p style="text-align: justify;">La musica suonata da Roots Magic attinge ai due estremi della tradizione musicale afro-americana. Dal Blues ancestrale di Blind Willie Johnson e Charlie Patton al Free di Ornette Coleman e John Carter. Dall&#8217;afro-futurismo di Sun Ra fino al Jazz creativo di Phil Cohran, Julius Hemphill e Henry Threadgill. Per capirci, dal Delta Blues al Jazz Creativo, un repertorio calibrato intorno all&#8217;idea di reinvenzione della radice Blues fra tradizione e innovazione. Il progetto Roots Magic nasce a Roma nel corso del 2013. A Luglio 2015 esce il primo CD Hoodoo Blues &amp; Roots Magic pubblicato dall&#8217;etichetta portoghese Clean Feed.</p>
<p style="text-align: justify;">Roots Magic è stato votato tra i dieci migliori gruppi italiani e Hoodoo Blues è stato votato tra i dieci migliori dischi del 2015 nel referendum Top Jazz del mensile MusicaJazz.</p>
<p style="text-align: justify;">Best debut album The Big City Best Jazz Albums 2015</p>
<p style="text-align: justify;">Honorable Mention, Best New Releases 2015 New York Jazz Record</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/03/Roots-Magic.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-915" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/03/Roots-Magic.jpg" alt="Roots Magic" width="569" height="380" /></a>La stampa ha scritto:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Un</em> <em>album</em> <em>di</em> <em>grande</em> <em>esito,</em> <em>che</em> <em>riesce</em> <em>a</em> <em>fondere</em> <em>blues</em> <em>e</em> <em>free,</em> <em>attualizzandoli</em> <em>e</em> <em>mantenendo</em> <em>appieno</em> <em>la</em> <em>ritualità</em> <em>dei</em> <em>due</em> <em>àmbiti</em> <em>espressivi,</em> <em>in</em> <em>modo</em> <em>affatto</em> <em>naturale</em> <em>e</em> <em>privo</em> <em>di</em> <em>astrazione</em> <em>autoreferenziale,</em> <em>portando</em> <em>anzi</em> <em>costantemente</em> <em>la</em> <em>musica,</em> <em>sempre</em> <em>viva</em> <em>e</em> <em>pulsante</em> <em>verso</em> <em>l</em><em>’</em><em>ascoltatore.</em> <em>In</em> <em>un</em> <em>flusso</em> <em>compatto,</em> <em>dominato</em> <em>dalla</em> <em>tradizione</em> <em>vecchia</em> <em>e</em> <em>nuova.</em> <em>fortemente</em> <em>consigliato.”(</em>Sandro Cerini – MusicaJazz)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Suoni</em> <em>pastosi,</em> <em>ritmo</em> <em>trascinante,</em> <em>astrazioni</em> <em>fulminanti.</em> <em>Quello</em> <em>che</em> <em>sa</em> <em>fare</em> <em>il</em> <em>popolo</em> <em>del</em> <em>Blues</em><em>.” (</em>Gennaro Fucile – MusicaJazz)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Hoodoo</em> <em>blues</em> <em>&amp;</em> <em>Roots</em> <em>Magic</em> <em>è</em> <em>un</em> <em>disco</em> <em>che</em> <em>trova</em> <em>il</em> <em>blues</em> <em>nella</em> <em>musica</em> <em>di</em> <em>Julius</em> <em>Hemphill,</em> <em>John</em> <em>Carter</em> <em>e</em> <em>Sun</em> <em>Ra,</em> <em>Cogliendone</em> <em>la</em> <em>dimensione</em> <em>del</em> <em>racconto,</em> <em>del</em> <em>rito</em> <em>e</em> <em>della</em> <em>danza,</em> <em>rintracciando</em> <em>in</em> <em>un</em> <em>repertorio</em> <em>jazzistico</em> <em>la</em> <em>voce</em> <em>più</em> <em>tipica</em> <em>del</em> <em>blues,</em> <em>che</em> <em>si</em> <em>nutre</em> <em>di</em> <em>ambivalenze</em> <em>e</em> <em>ambiguità,</em> <em>in</em> <em>bilico</em> <em>tra</em> <em>lacerazione,</em> <em>saggezza</em> <em>e</em> <em>ironia.”</em><em> (</em>Antonia Tessitore – Internazionale)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Roots</em> <em>Magic,</em> <em>la</em> <em>forza</em> <em>antica</em> <em>delle</em> <em>radici.</em> <em>Il</em> <em>quartetto</em> <em>impone</em> <em>nella</em> <em>sua</em> <em>vivida</em> <em>e</em> <em>scabra</em> <em>forza</em> <em>espressiva</em> <em>un</em> <em>repertorio</em> <em>spesso</em> <em>rimosso</em> <em>integRato</em> <em>dall</em><em>’</em><em>originale</em> <em>e</em> <em>dolente</em> <em>Blues</em> <em>for</em> <em>Amiri</em> <em>B</em> <em>e</em> <em>l</em><em>’</em><em>espolsiva</em> <em>The</em> <em>Joint</em> <em>is</em> <em>Jumping.</em> <em>Non</em> <em>sara</em> <em>facile</em> <em>liberarsi</em> <em>del</em> <em>Blues</em> <em>nel</em> <em>XXI</em> <em>secolo</em> <em>Luigi</em> <em>Onori</em>.” (Il Manifesto)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.facebook.com/ROOTS-MAGIC-1492431237738572/?fref=ts">https://www.facebook.com/ROOTS-MAGIC-1492431237738572/?fref=ts</a></p>
<p style="text-align: justify;">Ingresso riservato ai soci ENAL del Circolo Hemingway, Piazza Aldo Moro n. 36, Latina &#8211; Cap 04100</p>
<p style="text-align: justify;">Info tel: 3933364694</p>
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		<title>“IL PADRE D’ITALIA”, CHE VOLGE CON OTTIMISMO LO SGUARDO AL FUTURO Dal 9 marzo nei Cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Mar 2017 15:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Titolo: Il padre d’Italia Regia: Fabio Mollo Soggetto e Sceneggiatura: Fabio Mollo, Josella Porto Musiche originali: Giorgio Giampà Produzione Stato: Italia, 2017 Cast: Luca Marinelli, Isabella Ragonese, Anna Ferruzzo, Mario Sgueglia,  Federico De Cola, Miriam Karlkvist, Esther Elisha, Sara Putignano, Filippo Gattuso, Franca Maresa, […]  Paolo (Luca Marinelli) è un giovane trentenne introverso, problematico, razionale, concreto che vive e lavora a Torino, dove conduce  una  vita  solitaria, in precarietà emotiva continua, senza una prospettiva che lo proietti nel futuro, che lo porta a vivere di nascosto come se avesse paura del mondo. Paura, forse, conseguenza di un’infanzia molto sofferta che l’ha segnato in modo irreversibile. Per caso, una notte, Paolo incontra Mia (Isabella Ragonese), una giovane dal carattere esplosivo, esuberante, disinibita, estroversa, insofferente, senza regole, anche bugiarda, senza punti di riferimento che, per rabbia, è andata via dalla sua famiglia che vive in Calabria. Mia, al sesto mese di gravidanza, porta Paolo a accompagnarla alla ricerca del padre della nascitura. Questo fa sì che ambedue intraprendono un viaggio con un furgone, on the road, da Torino passando per Asti, Roma, Napoli, e vanno “verso sud”, dove non c’è “niente” e dove le persone si spogliano mostrando tutto il loro carattere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-826" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2-150x150.jpg" alt="foto_f_giuliano2" width="150" height="150" /></a>Titolo: Il padre d’Italia</p>
<p style="text-align: justify;">Regia: Fabio Mollo</p>
<p style="text-align: justify;">Soggetto e Sceneggiatura: Fabio Mollo, Josella Porto</p>
<p style="text-align: justify;">Musiche originali: Giorgio Giampà</p>
<p style="text-align: justify;">Produzione Stato: Italia, 2017</p>
<p style="text-align: justify;">Cast: Luca Marinelli, Isabella Ragonese, Anna Ferruzzo, Mario Sgueglia,  Federico De Cola, Miriam Karlkvist, Esther Elisha, Sara Putignano, Filippo Gattuso, Franca Maresa, […]</p>
<p style="text-align: justify;"> Paolo (Luca Marinelli) è un giovane trentenne introverso, problematico, razionale, concreto che vive e lavora a Torino, dove conduce  una  vita  solitaria, in precarietà emotiva continua, senza una prospettiva che lo proietti nel futuro, che lo porta a vivere di nascosto come se avesse paura del mondo. Paura, forse, conseguenza di un’infanzia molto sofferta che l’ha segnato in modo irreversibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/03/IlPadre_d_Italia.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-full wp-image-903" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/03/IlPadre_d_Italia.jpg" alt="IlPadre_d_Italia" width="420" height="600" /></a>Per caso, una notte, Paolo incontra Mia (Isabella Ragonese), una giovane dal carattere esplosivo, esuberante, disinibita, estroversa, insofferente, senza regole, anche bugiarda, senza punti di riferimento che, per rabbia, è andata via dalla sua famiglia che vive in Calabria. Mia, al sesto mese di gravidanza, porta Paolo a accompagnarla alla ricerca del padre della nascitura. Questo fa sì che ambedue intraprendono un viaggio con un furgone, <em>on the road</em>, da Torino passando per Asti, Roma, Napoli, e vanno “verso sud”, dove non c’è “niente” e dove le persone si spogliano mostrando tutto il loro carattere prorompente. Paolo e Mia attraversano sia geograficamente che emotivamente tutta l’Italia, un paese in rovina che dovrebbe essere risollevato: “Ma come si fa? Chiede Mia. In qualche modo si fa”, risponde Paolo. E passano dai colori grigi, sfumati, freddi del nord ai colori fantasmagorici e vivi del sud, generando una novella amorosa che non vive di sessualità ma di rispetto reciproco.</p>
<p style="text-align: justify;">Lungo questo percorso Paolo e Mia scoprono i loro pregi e i loro difetti e si conoscono a fondo. Da questa conoscenza si sviluppa in loro l’aspirazione a sognare, anche se “ci sono sogni che si avverano e ci sono sogni che hai paura di sognare”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si genera tra Paolo e Mia, attraverso quel processo casuale, noto con il termine di serenpidità, che permette di trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un&#8217;altra, un equilibrio dinamico tra l’eros e l’agape, più spostato verso quest’ultimo sentimento. Scoprono la bellezza completandosi a vicenda perché i loro caratteri sono opposti l’uno all’altro: Paolo è taciturno, pensieroso, triste e ha paura di sapere nuotare, Mia è loquace, estroversa, non ha paura dell’acqua e esprime felicità; Mia ha abbandonato la sua famiglia, Paolo cerca di costruirsi una famiglia perché non l’ha mai avuta. In questo connubio si sviluppa un’esplosione emotiva attraverso tratti, a volte briosi a volte emotivi, che prendono e coinvolgono lo spettatore emotivamente e senza soluzione di continuità!</p>
<p style="text-align: justify;">Paolo e Mia rappresentano il passaggio dall’essere figlio a diventare genitore. E “essere genitore fa parte della natura dell’essere umano. E non esserlo? Cosa è naturale e cosa contro natura? Una donna che non vuole figli? Un omosessuale che vorrebbe essere padre? Esiste una natura diversa per gli eterosessuali e gli omosessuali? Cos’è l’istinto materno e esiste un istinto paterno?” Tutte domande che scaturiscono dalla visione di questo bel film, arricchito da primi piani dei due protagonisti, che ne mettono in evidenza i momentanei tratti emotivi, e da musiche eccezionali adeguate alla trama e da temi fondamentali della nostra società: rapporto padri-figli, assunzione di responsabilità, paternità, natura contro natura come “un miracolo che, per definizione è contro natura, presa di coscienza del futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il padre d’Italia”, tra queste diverse chiavi di lettura, che non si escludono ma si integrano, riporta anche quella che dà voce  ai disastri economici e lavorativi creati dai genitori da nord a sud,e che soltanto i figli possono risolvere con la speranza di un futuro migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il film, che mostra una carattere innovativo del cinema italiano, a tratti rievoca “Una giornata particolare” (1977) di Ettore Scola e “Il ladro di bambini” (1992) di Gianni Amelio, a cui il regista si è ispirato.</p>
<p style="text-align: justify;">Filmografia</p>
<p style="text-align: justify;">Il sud è niente.</p>
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		<title>“VOGLIO LASCIARE TRACCIA” di Francesco Giuliano è la quarta raccolta di poesie pubblicata dalla libreria editrice Urso</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2017 16:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa quarta raccolta, Francesco Giuliano, attraverso la sua perspicacia accorta ed emotiva e con l’attenta osservazione di tutto ciò che avviene nel mondo, continua il suo peregrinare nell’animo umano rivelando, ancora una volta, le sue commozioni e il suo attaccamento alla natura da cui trae continuo sostentamento. Mentre sta adagiato “sull’amaca …”, guarda il cielo tra “le fronde odorose di tamerice” che “come finestre si aprono al mondo”, si immerge nella sua immensità che nel “silenzio gli dà il respiro”, e coglie con la meditazione la perenne diatriba tra la bellezza e la bruttezza insite nell’animo dell’essere umano.  Da una parte, infatti, il poeta insegue gli armoniosi passi della bellezza, che continuamente cerca nel suo “giardino segreto”, dove un giorno entrò per “dormire e sognare” una “divina creatura” e per cogliere “l’amore” che osanna con grande passione e che cerca “nei meandri della società”. Nel frattempo, sopravvengono impetuosamente, dall’altra parte, “giorni tetri profondamente tristi” che, con la celebrazione del “giorno della memoria”, gli fanno scoprire il “plagio irreversibile” che molti giovani, la cui “umanità è perduta” per sempre, subiscono acriticamente seminando “terrore” e “improvvisa morte” in “un’alienata società fonte d’infinita bruttezza e di immane meschinità”. Turbamenti emozionali e turbinosi vanno e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/02/CopertinaVoglioLasciareTraccia-Copia-2.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-full wp-image-871" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/02/CopertinaVoglioLasciareTraccia-Copia-2.jpg" alt="CopertinaVoglioLasciareTraccia - Copia (2)" width="205" height="413" /></a>In questa quarta raccolta, Francesco Giuliano, attraverso la sua perspicacia accorta ed emotiva e con l’attenta osservazione di tutto ciò che avviene nel mondo, continua il suo peregrinare nell’animo umano rivelando, ancora una volta, le sue commozioni e il suo attaccamento alla natura da cui trae continuo sostentamento. Mentre sta adagiato “sull’amaca …”, guarda il cielo tra “le fronde odorose di tamerice” che “come finestre si aprono al mondo”, si immerge nella sua immensità che nel “silenzio gli dà il respiro”, e coglie con la meditazione la perenne diatriba tra la bellezza e la bruttezza insite nell’animo dell’essere umano. <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/02/CopertinaVoglioLasciareTraccia-Copia.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-full wp-image-872" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/02/CopertinaVoglioLasciareTraccia-Copia.jpg" alt="CopertinaVoglioLasciareTraccia - Copia" width="552" height="490" /></a><br />
Da una parte, infatti, il poeta insegue gli armoniosi passi della bellezza, che continuamente cerca nel suo “giardino segreto”, dove un giorno entrò per “dormire e sognare” una “divina creatura” e per cogliere “l’amore” che osanna con grande passione e che cerca “nei meandri della società”. Nel frattempo, sopravvengono impetuosamente, dall’altra parte, “giorni tetri profondamente tristi” che, con la celebrazione del “giorno della memoria”, gli fanno scoprire il “plagio irreversibile” che molti giovani, la cui “umanità è perduta” per sempre, subiscono acriticamente seminando “terrore” e “improvvisa morte” in “un’alienata società fonte d’infinita bruttezza e di immane meschinità”. Turbamenti emozionali e turbinosi vanno e vengono nel suo animo mentre, trafitto dai raggi “del sole vivo calar scarlatto” brillante e fiammante, s’assopisce “sotto una coperta d’odorosi fiori” per godere di un po’ di serenità. Ecco cosa scrive di quest’ultima raccolta di poesie selezionata la poetessa Carmela Di Rosa: &#8220;&#8230; e subito dopo vediamo la luce&#8230;lo sfondo bianco della copertina di Francesco Giuliano ed il suo VOGLIO LASCIARE TRACCIA .Con Francesco ci ritroviamo come per incanto dal Piemonte in Sicilia&#8230;credetemi conosco bene la lunga tratta! Francesco è, infatti, un altro siciliano tra i libri di versi di Ciccio..Molto belli questi versi per musicalità e contenuto! Nutro lo stesso pensiero di Francesco e di quanti vogliono lasciare traccia in questo mondo sempre più rovinato dalla stupidità umana &#8230;da quanti vogliono sempre più apparire che essere e vivono senza pensare che questo mondo divenuto ormai quasi invivibile sarà la vera eredità che lasceremo domani ai nostri figli,ai nostri nipoti,alle future generazioni che nessuna colpa hanno! La matita non a caso lasciata su questa copertina è uno dei mezzi che abbiamo per poter lasciare traccia di noi.Complimenti Francesco e d&#8217;istinto mi metto insieme a te a scavare solchi per terra …&#8221;. A cui aggiunge il suo sentire anche la brava poetessa Nina Esposito: &#8220;Un versificare delicato dove l&#8217;amore per la natura trapela da ogni pennellata lirica con cui l&#8217;autore dipinge i versi. Si percepisce un gran dolore ed una profonda sofferenza lenita appena dalla speranza che le parole, la ‘Poesia’ possa diventare seme nell&#8217;animo del lettore e far germogliare così nuovi pensieri, fiori del futuro che con le loro radici prosciughino il pantano in cui si macera il mondo odierno e facciano evaporare il disprezzo, l&#8217;ignoranza, la zizzania &#8230; seme che fruttifichi in un domani migliore &#8230; Complimenti all&#8217;autore!&#8221; E questa è la poesia che ha dato il titolo alla raccolta:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/02/CopertinaVoglioLasciareTraccia.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-full wp-image-873" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/02/CopertinaVoglioLasciareTraccia.jpg" alt="CopertinaVoglioLasciareTraccia" width="361" height="490" /></a>“Voglio lasciare traccia/ come fa il vomere in terra/ per dare germoglio/ al seme che è in me/ per nutrire chi/ non m’ha voluto<br />
conoscere/ m’ha disprezzato/ o anche ignorato // Voglio lasciare traccia/ come fa il vomere in terra/ con un solco profondo/ per rimuovere / la stupidità umana/ figlia dell’ignoranza/ che come zizzania/ infesta ogni cosa/ facendola evaporare/ e disperderla ognora// Voglio lasciare traccia/ come fa il vomere in terra/ per far riflettere / sulle cose del mondo/ che l’inquinano/ irrimediabilmente/ e lo trascinano/ in un imo acquitrino/ senza ritorno.”</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco Giuliano nasce a Francofonte (Siracusa), consegue la maturità classica presso il Liceo-Ginnasio Gorgia di Lentini e si laurea in Chimica presso l’Università di Catania. Svolge, quindi, la professione di docente di Chimica e Tecnologie Chimiche presso gli istituti statali, diventa Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS – ind. SN dell’Università RomaTre. Coglie i difetti della scuola italiana e diviene fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria.  È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai, Ed. Il foglio (2008), Come fumo nell’aria, Prospettiva ed. (2010), Il cercatore di tramonti, Ed. Il foglio (2011) e L’intrepido alchimista, Sensoinverso ed. (2014), romanzo storico, la cui recensione è pubblicata nella Rivista della Società Chimica Italiana (SCI): la Chimica e l’Industria web, ottobre 2014.</p>
<p style="text-align: justify;">È autore anche di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015) e Ragione e Sentimento (2016), editi tutti dalla Libreria Ed. Urso.<br />
Scrive recensioni di film (<a href="http://info-italia-cinema.blogspot.it/">http://info-italia-cinema.blogspot.it/</a>) e articoli di cultura generale on line (<a href="http://www.buongiornolatina.it/">www.buongiornolatina.it</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Suoi articoli scientifici sono pubblicati in CnS-La Chimica nella Scuola (SCI) e in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (Ass. Italiana del Libro).<br />
Per sapere di più: <a href="http://www.libreriaeditriceurso.com/giulianofrancesco.html">http://www.libreriaeditriceurso.com/giulianofrancesco.html</a></p>
<p style="text-align: justify;"> Francesco Giuliano, “Voglio lasciare traccia – POESIE, 2017, 8°, pp. 56,</p>
<p style="text-align: justify;">Libreria Editrice Urso,Collana &#8220;ARABA FENICE&#8221; n. 282, € 10,00 – ISBN 978-88-6954-127-8. Il volume sarà in vendita a partire dal 20 marzo 2017 e prenotabile inviando una e-mail a info@libreriaeditriceurso.com.</p>
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		<title>LA PIANTA DELL’ÀGAVE E I SUOI USI</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2017 09:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[L’àgave è una pianta grassa, succulenta, il cui nome gli venne dato, nel XVIII secolo, dal botanico e naturalista svedese Carl Nilsson Linnaeus (1707 – 1778), meglio conosciuto come Linneo, il padre della classificazione scientifica degli organismi viventi.Conosciuta anche come pianta dei cento anni, l’àgave fu importata in Europa dagli spagnoli dall’America centro-settentrionale.Si presenta come una pianta perenne con le foglie carnose distribuite a rosetta attorno al breve fusto. Le foglie carnose, il cui colore varia dal verde-grigio (nei climi caldi) al verde azzurro (nei climi freddi), sono ricche di molte fibre (sisal)  molto resistenti alla trazione e all’usura che, in Sicilia, venivano usate per fabbricare le corde. Presso le Latomie di Siracusa, esattamente nella Latomia del Paradiso nei pressi del più famoso Orecchio di Dionisio, infatti, esiste la grotta dei Cordari, utilizzata appunto dai costruttori di corde di àgave. Le fibre hanno molti altri usi, tra cui la fabbricazione dello spago, della carta, della stoffa, di tappeti e di rivestimenti vari.Alla sommità di ogni foglia e anche lungo i margini sono presenti spine. Quando fiorisce formando una bellissima infiorescenza alla sommità di un ramo fiorifero, detta candelabro, la pianta muore. Si dice che questo avvenga dopo cento anni. Bisogna fare [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’àgave è una pianta grassa, succulenta, il cui nome gli venne dato, nel XVIII secolo, dal botanico e naturalista svedese Carl Nilsson Linnaeus (1707 – 1778), meglio conosciuto come Linneo, il padre <img class="alignleft size-thumbnail wp-image-826" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2-150x150.jpg" alt="foto_f_giuliano2" width="150" height="150" />della classificazione scientifica degli organismi viventi.Conosciuta anche come pianta dei cento anni, l’àgave fu importata in Europa dagli spagnoli dall’America centro-settentrionale.Si presenta come una pianta perenne con le foglie carnose distribuite a rosetta attorno al breve fusto. Le foglie carnose, il cui colore varia dal verde-grigio (nei climi caldi) al verde azzurro (nei climi freddi), sono ricche di molte fibre (sisal)<img class="alignright  wp-image-859" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/01/320px-Steran_num_ABCD.svg_.png" alt="320px-Steran_num_ABCD.svg" width="288" height="186" />  molto resistenti alla trazione e all’usura che, in Sicilia, venivano usate per fabbricare le corde. Presso le <strong>Latomie di Siracusa</strong>, esattamente nella <strong>Latomia del Paradiso</strong> nei pressi del più famoso <strong>Orecchio di Dionisio</strong>, infatti, esiste la <strong>grotta dei Cordari</strong>, utilizzata appunto dai costruttori di corde di àgave. Le fibre hanno molti altri usi, tra cui la fabbricazione dello spago, della carta, della stoffa, di tappeti e di rivestimenti vari.Alla sommità di ogni foglia e anche lungo i margini sono presenti spine. Quando fiorisce formando una bellissima infiorescenza alla sommità di un ramo fiorifero, detta <em>candelabro</em>, la pianta muore. Si dice che questo avvenga dopo cento anni. Bisogna fare attenzione, tagliando le foglie dell’àgave, a non fare venire a contatto con la pelle il succo fogliare che può causare una forte dermatite vescicolare con intenso prurito, il quale può durare diversi giorni e che può ripresentarsi anche entro un anno dal primo evento. L’irritazione è causata da una sostanza altamente urticante avente una struttura chimica steroidea, l’<strong>ecogenina</strong>, usata nell’industria farmaceutica per la produzione degli ormoni steroidi (composti chimici naturali la cui molecola contiene il sistema tetraciclico del <strong>ciclopentanofenantrene</strong>), come gli steroli, gli ormoni sessuali, gli acidi biliari, il colesterolo, ecc.. L’irritazione si cura con una pomata cortisonica. Di contro, l’agave ha anche “<em>proprietà farmacologiche: la tintura di foglie fresche è diuretica e depurativa mentre l’infuso di foglie secche è usato come collirio antinfiammatorio</em>”. In Messico, il liquido zuccherino &#8211; detto <strong>aguamiel</strong> o <em>acqua di miele</em> -, estratto dalla pianta, si fa fermentare con il lievito <em>Saccharomyces cerevisiae</em> (lo stesso lievito che fa avvenire la fermentazione alcolica sia per il pane che per il vino) per produrre una bevanda alcolica, chiamata <strong>pulque</strong>, di gradazione che varia da 7° al 18°, che sarebbe l’<strong>ixtac octli </strong>(liquore bianco), che dagli Atzechi era considerata bevanda sacra.</p>
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		<title>I GRASSI INSATURI CONOSCIUTI CON IL NOME DI “OMEGA3” RISOLVONO VERAMENTE I PROBLEMI DI SALUTE TANTO PROPAGANDATI?</title>
		<link>http://www.presentefuturo.org/i-grassi-insaturi-conosciuti-con-il-nome-di-omega3-risolvono-veramente-i-problemi-di-salute-tanto-propagandati/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2017 18:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[ “Negli ultimi decenni gli omega-3 sono diventati sempre più popolari e richiesti come integratori alimentari per gli effetti benefici che questi prodotti avrebbero sulla salute umana, dalla diminuzione del rischio di disturbi cardiovascolari a quella dell’incidenza di demenza senile, insomma una panacea per tutti i mali. Ma cosa sono esattamente gli omega-3 e quanto sono veramente efficaci?” scrive Rinaldo Cervellati (professore associato di Chimica-Fisica presso l’Università di Bologna) nel blog della Società Chimica Italiana (SCI) “La Chimica e la Società” del 9 gennaio 2017. (leggi l’articolo completo in  https://ilblogdellasci.wordpress.com/author/saintjust47/).  Gli acidi grassi polinsaturi hanno una struttura chimica  caratterizzata da una lunga sequenza di atomi di carbonio di numero pari, in cui sono presenti diversi doppi legami (=) tra questi atomi. Quelli raggruppati sotto il nome “omega-3” (l’acido α-linolenico o ALA con 18 atomi di carbonio e 3 doppi legami, l’acido timnodonico o eicopentaenoico o EPA con 20 atomi di carbonio e 5 doppi legami, l’acido cervonico o docosaesaenoico o DHA con 22 atomi di carbonio e 6 doppi legami) presentano un doppio legame nel terzo atomo di carbonio a partire da quello terminale della catena, che si trova dalla parte opposta al gruppo funzionale carbossilico -COOH, che caratterizza gli acidi grassi. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-826" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2-150x150.jpg" alt="foto_f_giuliano2" width="150" height="150" /></a>“<em>Negli ultimi decenni gli omega-3 sono diventati sempre più popolari e richiesti come integratori alimentari per gli effetti benefici che questi prodotti avrebbero sulla salute umana, dalla diminuzione del rischio di disturbi cardiovascolari a quella dell’incidenza di demenza senile, insomma una panacea per tutti i mali. Ma cosa sono esattamente gli omega-3 e quanto sono veramente efficaci?</em>” scrive Rinaldo Cervellati (professore associato di Chimica-Fisica presso l’Università di Bologna) nel blog della Società Chimica Italiana (SCI) “La Chimica e la Società” del 9 gennaio 2017. (leggi l’articolo completo in  <a href="https://ilblogdellasci.wordpress.com/author/saintjust47/">https://ilblogdellasci.wordpress.com/author/saintjust47/</a>).</p>
<p style="text-align: justify;"> Gli acidi grassi polinsaturi hanno una struttura chimica  caratterizzata da una lunga sequenza di atomi di carbonio di numero pari, in cui sono presenti diversi doppi legami (=) tra questi atomi. Quelli raggruppati sotto il nome “omega-3” (l’<strong>acido α-linolenico </strong>o ALA con 18 atomi di carbonio e 3 doppi legami, l’<strong>acido timnodonico </strong>o eicopentaenoico o EPA con 20 atomi di carbonio e 5 doppi legami, l’<strong>acido cervonico </strong>o docosaesaenoico o DHA con 22 atomi di carbonio e 6 doppi legami) presentano un doppio legame nel terzo atomo di carbonio a partire da quello terminale della catena, che si trova dalla parte opposta al gruppo funzionale carbossilico -COOH, che caratterizza gli acidi grassi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli acidi grassi “omega-3” agiscono nel metabolismo degli esseri umani che, però, non riescono a sintetizzareli, ma possono ottenere ALA con la dieta che l’organismo trasforma poiu in EPA e da questo in DHA, il più importante.</p>
<p style="text-align: justify;">Essi si trovano in alcuni oli vegetali (oliva, noce, olio di lino, olio di soia, semi di lino, fagioli secchi, ecc) e animali (salmone, tonno, sgombro, alici, fegato di merluzzo che ne è particolarmente ricco, ecc.)<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/01/omega3.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-853" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/01/omega3.jpg" alt="omega3" width="445" height="237" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dalle ricerche effettuate, risulta che un maggior consumo alimentare degli “omega-3” non diminuisce il rischio di possibili patologie tumorali o previene le malattie cardiovascolari, ma è accertato che producono un abbassamento della pressione arteriosa, stimolano la circolazione sanguigna e aumentano la rottura della proteina <strong>fibrina</strong> coinvolta nella coagulazione del sangue.</p>
<p style="text-align: justify;"> C’è una correlazione positiva, però, tra gli effetti dell’olio di pesce e i sintomi dell’artrite reumatoide,anche se ci potrebbero essere secondo l’ACR, il Collegio Americano di Reumatologia, effetti collaterali gastrointestinali.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli “omega-3” sono raccomandati per i bambini che soffrono di ADHD (Deficit di attenzione/iperattività), autismo o altri disturbi dello sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Essi hanno qualche effetto su problemi cognitivi lievi ma nulla riguardo le differenze fra persone sane e persone affette da demenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Risulta chiaro che gli “omega-3” non possono essere considerati una cura per il trattamento e prevenzione delle malattie, ma la loro integrazione risulta utile nei casi di carenza perché essi intervengono nel corretto funzionamento dell’organismo umano mantenendolo in salute.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, usare una dieta che li contenga (olio di oliva, noci, pesce azzurro, salmone, ecc) non è assolutamente nociva, anzi qualche beneficio all’organismo potrebbe procurarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, ricorrere agli “omega3” al di fuori di quelli contenuti nella dieta lascia qualche perplessità. Infatti &#8211; conclude il prof. Cervellati -, “<em>il mercato degli omega-3 ha un fatturato annuo di miliardi di dollari con enormi guadagni dato anche il basso costo della materia prima, non sorprende quindi il volume pubblicitario di persuasione su questo prodotto</em>”.</p>
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		<title>IL NEOLOGISMO “POST-VERITÀ”, DERIVA DALLE NOTIZIE FALSE, ALIAS “BUFALE”, SPACCIATE PER VERE E ATTE AD INFLUENZARE L’OPINIONE PUBBLICA SENZA RIMEDIO ALCUNO</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 09:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, ho assistito con grande piacere e partyicolar interesse alla trasmissione “In mezz’ora” diretta dalla giornalista Lucia Annunziata sul tema attualissimo della  “post-verità”, con due ospiti di eccezione come Enrico Mentana, direttore del tgLa7,e Francesco Merlo, giornalista del quotidiano ‘La Repubblica’. Post-verità è la traduzione dell’inglese ‘post-truht’, neologismo coniato nel 1992 dallo scrittore Steve Tesich, che l’Oxford English Dictionary ha eletto a parola dell’anno 2016 perché, nella carta stampata e nei socialnetwork, è in continuo aumento l’abitudine di pubblicare notizie false che vengono propinate come vere, in quanto sono in grado di influenzare una parte dell’opinione pubblica. Ma una precisazione va fatta, in relazione a questo neologismo, come sostiene Marco Biffi, componente della Consulenza Linguistica dell&#8217;Accademia della Crusca, in un intervento dal titolo ‘Viviamo nell&#8217;epoca della post-verità?’: “La rete ha senza dubbio delineato i connotati fondamentali di questa dimensione oltre la verità. ‘Oltre’ è il significato che qui sembra assumere il prefisso post-(invece del consueto ‘dopo’): si tratta cioè di un ‘dopo la verit’&#8217; che non ha niente a che fare con la cronologia, ma che sottolinea il superamento della verità fino al punto di determinarne la perdita di importanza. E, analizzando le modalità in cui il superamento si concretizza di volta in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-826" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2-150x150.jpg" alt="foto_f_giuliano2" width="150" height="150" /></a>Oggi, ho assistito con grande piacere e partyicolar interesse alla trasmissione “In mezz’ora” diretta dalla giornalista Lucia Annunziata sul tema attualissimo della  “post-verità”, con due ospiti di eccezione come Enrico Mentana, direttore del tgLa7,e Francesco Merlo, giornalista del quotidiano ‘La Repubblica’. Post-verità è la traduzione dell’inglese ‘post-truht’, neologismo coniato nel 1992 dallo scrittore Steve Tesich, che l’Oxford English Dictionary ha eletto a parola dell’anno 2016 perché, nella carta stampata e nei socialnetwork, è in continuo aumento l’abitudine di pubblicare notizie false che vengono propinate come vere, in quanto sono in grado di influenzare una parte dell’opinione pubblica.<img class="alignright  wp-image-847" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/01/post-truth-banner.jpg" alt="post-truth-banner" width="454" height="175" /> Ma una precisazione va fatta, in relazione a questo neologismo, come sostiene Marco Biffi, componente della Consulenza Linguistica dell&#8217;Accademia della Crusca, in un intervento dal titolo ‘<em>Viviamo nell&#8217;epoca della post-verità?’</em>: “La rete ha senza dubbio delineato i connotati fondamentali di questa dimensione <em>oltre la verità</em>. ‘Oltre’ è il significato che qui sembra assumere il prefisso post-(invece del consueto ‘dopo’): si tratta cioè di un ‘dopo la verit’&#8217; che non ha niente a che fare con la cronologia, ma che sottolinea il superamento della verità fino al punto di determinarne la perdita di importanza. E, analizzando le modalità in cui il superamento si concretizza di volta in volta, colpisce la vocazione profetica che la parola nasconde tra le sue lettere: la post-verità, infatti, spesso finisce per scivolare nella <em>verità dei post</em> (come è successo spesso sulla rete proprio in relazione alle campagne politiche legate alla Brexit Brexi o alle elezioni americane).” Senza possibilità di interagire con i tre validi interlocutori, di cui condivido in pieno le rispettive motivazioni che considero valide e corrette, mi voglio soffermare sull’origine di tale fenomeno, che sta dilagando in tutto il mondo, sfruttato, soprattutto da quei partiti o movimenti politici che si affidano all’arma del populismo al fine di fare proseliti, inconsapevoli delle falsità dette, a loro vantaggio.Una delle<img class="alignright  wp-image-849" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/01/WORD-COUNT-V2a-011.jpg" alt="word-count-v2a-01" width="456" height="328" /> cause di ciò, a mio modesto parere di cittadino consapevole, è dovuta al fatto che, nell’era in cui la Scienza ha fatto e sta facendo enormi progressi in tutti i campi, la conoscenza scientifica e il metodo su cui essa si basa sono ignoti ai non addetti ai lavori anche se si insegnano discipline scientifiche in tutte le scuole di ogni ordine e grado. L’insegnamento delle Scienze, infatti, risulta fallace e quindi non efficace in quanto non trasferisce idonee capacità critiche perché non si avvale delle peculiarità metodologiche che le contraddistinguono da tutte le altre discipline umanistiche. Un’altra causa, come ho scritto altre volte, è dovuto all’avvento della Meccanica quantistica che ha messo in discussione il “principio di non contraddizione” aristotelico, facendolo sostituire con quello di “esplosione” o “principio di complementare contraddittorietà”.Basta leggere questo mio articolo di qualche anno fa:I filosofi Talete di Mileto (640 – 547 a.C.), secondo cui “la ragione governa il mondo”, e Pitagora (570 – 495 a.C.), secondo il quale “la matematica è l’essenza della natura”, sono stati, separatamente, i fautori della prima grande rivoluzione del pensiero scientifico. Grazie alla meditazione, scoprirono la potenza del “lógos”, che ha il significato di “pensiero”, “parola”, “concetto”, “ragione”, in base a cui, mettendo da parte il mito, l’umanità considerò i fenomeni naturali non più espressione arbitraria di un dio autoritario e dispettoso, ma piuttosto espressione coerente e logica di un dio matematico. Ciò determinò il passaggio dall’incertezza alla certezza, tant’è che successivamente Aristotele (384- 322 a.C.) enunciò il “principio di non-contraddizione” secondo cui “È impossibile che il medesimo attributo, nel medesimo tempo, appartenga e non appartenga al medesimo oggetto e sotto il medesimo riguardo” o, più semplicemente, la proposizione “P è anche non-P” è falsa. Prima di lui, anche Parmenide, il filosofo eleatico vissuto nel sesto secolo a.C., sosteneva che la legge formale della non-contraddizione è la legge dell’Essere, a cui il pensiero risulta vincolato in modo necessario per dargli compiutezza e validità. Dialettica, dunque, che si riscontra pure in Platone, secondo il quale la logica è la costruzione matematica delle connessioni delle idee, le quali costituiscono la base della realtà e confutano gli errori e i paradossi applicando il principio di non contraddizione. Sin da allora, l’uomo pensante, dunque, si è posto di fronte alla logica, sostantivo che deriva appunto dal greco” lógos”, che permette di discernere ciò che è valido da ciò che non è valido, in definitiva ciò che è coerente da ciò che è incoerente, ciò che contraddice un concetto ritenuto valido, nel contempo e nel contesto. Da allora sia la logica che il “principio di non-contraddizione”, asserti inscindibili della coerenza, sono stati basilari per la costruzione del pensiero e del ragionamento congruente al fine della risoluzione di un problema qualsiasi. Circa ventidue secoli dopo, Galileo Galilei (1564 – 1642) scrisse nel “Il Saggiatore” che “ La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscere i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.” Con l’avvento della meccanica quantistica (1925-1926), grazie a Werner Heisenberg e Erwin Schrödinger, si è passati all’indeterminatezza, in quanto l’elettrone – con la scoperta, nel 1924, del dualismo onda-corpuscolo, fatta dal fisico francese Louis De Broglie -, oltre a comportarsi come un corpo ha il carattere di un’onda, in quanto manifesta proprietà ondulatorie, cioè l’elettrone risulta al tempo stesso “essere” (corpuscolo) e “non-essere” (onda). Un indeterminazione che convive con la certezza. Una “certezza-incerta”, oserei dire. In altre parole, si è passati dalla dialettica aristotelica a quella antidialettica o eraclitea. Secondo quest’ultima, infatti, “negli stessi fiumi scendiamo e non scendiamo” a causa dello scorrere dell’acqua o ancora “Il mare è l’acqua più pura e impura: per i pesci è bevibile e vitale, per gli uomini è imbevibile e mortale”. Questo ha comportato, allora, il passaggio alla logica in cui risultano “vere un’affermazione e la sua negazione!”, cioè, come si diceva in latino, “ex falso (sequitur) quod libet” ovvero “dal falso (segue) una qualsiasi cosa a piacere”. In definitiva, il “principio di non contraddizione” è stato sostituito dal “principio di complementare contraddittorietà”, che equivale a quello che si chiama “principio di esplosione”: data una proposizione risultano vere tutte le proposizioni che la negano.</p>
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		<title>I CONSERVANTI ANTIOSSIDANTI</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 11:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’aria secca è costituita principalmente da due gas, l’azoto (~ 78%) e l’ossigeno (~ 21%). Quest’ultimo componente, a causa della sua diffusione in natura, indispensabile alla vita degli esseri viventi, dà origine, tra l’altro, a fenomeni di ossidazione degli alimenti. La reazione di ossidazione può avvenire per via chimica o per via  biologica. Anche se il termine “ossidazione” inizialmente era associato esclusivamente alla combinazione di un elemento chimico con l’ossigeno, con esso deve intendersi per l’elemento che la subisce un aumento del suo numero di ossidazione, che corrisponde alla perdita di uno o più dei suoi elettroni di valenza. Ciò significa che un elemento chimico può subire l’ossidazione anche senza ossigeno. L’ossidazione comporta alterazioni degli alimenti perché dà origine a prodotti aventi sapore disgustoso, odore nauseabondo o colore sgradevole, comunque diverso da quello originale, e, in taluni casi, anche a prodotti tossici.L’ossidazione chimica è causata principalmente dall’ossigeno dell’aria e da radicali liberi (atomi o molecole con elettroni singoli non legati), dove sia la luce che tracce di metalli agiscono da catalizzatori, mentre quella biologica è provocata da microbi (batteri, funghi e lieviti) o da enzimi contenuti negli alimenti stessi, dove la presenza dell’acqua assume un ruolo determinante. Conseguentemente, bloccando i [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’aria secc<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/Copia-di-FotoF_G1.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-281" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/Copia-di-FotoF_G1-150x150.jpg" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" width="150" height="150" /></a>a è costituita principalmente da due gas, l’azoto (~ 78%) e l’ossigeno (~ 21%). Quest’ultimo componente, a causa della sua diffusione in natura, indispensabile alla vita degli esseri viventi, dà origine, tra l’altro, a fenomeni di ossidazione degli alimenti. La reazione di ossidazione può avvenire per via chimica o per via  biologica. Anche se il termine “ossidazione” inizialmente era associato esclusivamente alla combinazione di un elemento chimico con l’ossigeno, con esso deve intendersi per l’elemento che la subisce un aumento del suo numero di ossidazione, che corrisponde alla perdita di uno o più dei suoi elettroni di valenza. Ciò significa che un elemento chimico può subire l’ossidazione anche senza ossigeno. L’ossidazione comporta alterazioni degli alimenti perché dà origine a prodotti aventi sapore disgustoso, odore nauseabondo o colore sgradevole, comunque diverso da quello originale, e, in taluni casi, anche a prodotti tossici.L’ossidazione chimica è causata principalmente dall’ossigeno dell’aria e da radicali liberi (atomi o molecole con elettroni singoli non legati), dove sia la luce che tracce di metalli agiscono da catalizzatori, mentre quella biologica è provocata da microbi (batteri, funghi e lieviti) o da enzimi contenuti negli alimenti stessi, dove la presenza dell’acqua assume un ruolo determinante.</p>
<p style="text-align: justify;">Conseguentemente, bloccando i rispettivi fattori, sia in quella chimica che in quella biologica, gli alimenti si possono conservare per un tempo sufficientemente lungo.<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/06/antiossidanti.gif" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-full wp-image-741" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/06/antiossidanti.gif" alt="antiossidanti" width="283" height="260" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio di ossidazione chimica molto comune è offerto da una fetta di mela lasciata all’aria, la cui superficie dopo un po’ di tempo diventa di colore bruno, in quanto i polifenoli che si trovano nella polpa del frutto subiscono l’ossidazione enzimatica (fenolasi). Se sulla la fetta di mela si cosparge della vitamina C o del succo di limone, ricco di vitamina C, l’imbrunimento non avviene perché la vitamina è un antiossidante.</p>
<p style="text-align: justify;">Le alterazioni di natura biologica si possono evitare inibendo i microbi o disattivando gli enzimi, che sono essenzialmente di natura proteica, con processi termici, come la pastorizzazione (che può essere bassa se l’alimento si tiene a circa 60 °C per mezz’ora, o  alta se si tiene a circa 85 °C per 15 secondi), la sterilizzazione termica o attraverso radiazioni, l’uperizzazione o UHT (sterilizzazione ad alta temperatura per pochi secondi), il congelamento o il surgelamento. In taluni casi si può ricorrere anche alla liofilizzazione che consiste nel togliere quasi del tutto l’acqua dall’alimento con il minimo deterioramento delle sostanze che lo costituiscono.</p>
<p style="text-align: justify;"> Quando tali metodi non sono adatti a prevenire l’ossidazione chimica, si ricorre a sostanze conservanti antiossidanti, che bloccano l’azione chimica ossidante delle sostanze che costituiscono l’alimento, oppure che inibiscono l’azione dei metalli presenti i quali catalizzano la formazione di radicali liberi, altamente reattivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste sostanze si trovano catalogate assieme ai correttori di acidità con le sigle che vanno da E<sub>300</sub> a E<sub>399</sub>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i conservanti antiossidanti più comuni si citano l’acido l-ascorbico (E<sub>300</sub>), meglio conosciuto con il nome di vitamina C, e alcuni suoi derivati (E<sub>301</sub> – E<sub>304</sub>), il butil-idrossi-anisolo   o BHA (E<sub>320</sub>)), il butil-idrossi-toluolo o BHT (E<sub>321</sub>), il propil-gallato (E<sub>310</sub>), il dodecil-gallato (E<sub>312</sub>), il DL-alfa-tocoferolo (E<sub>307</sub>), la lecitina (E<sub>322</sub>) usata come emulsionante, l’acido tartarico (E<sub>334</sub>) e i tartrati (E<sub>335</sub> –E<sub>337</sub>), l’acido citrico (E<sub>330</sub>), usato come regolatore di acidità, e i citrati (E<sub>331</sub>-E<sub>333</sub>), l’acido fosforico (E<sub>338</sub>) e i fosfati (E<sub>339</sub> – E<sub>343</sub>), l’estratto di rosmarino (E<sub>392</sub>), la niacina (E<sub>375</sub>) come stabilizzante del colore.</p>
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		<title>Progetto NewCiMed – Workshop &amp; Exhibition  Palermo/Ustica,17÷20 ottobre 2015</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 08:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli incontri con le autorità e non locali (sindaco, assessore, docenti, imprenditori, presidente del centro studi, scrittori, ecc.) di Ustica, da cui sono emerse le sue origini come centro abitato, hanno confermato allo scrivente, ancora una volta, che le sue idee riguardo le problematiche connesse con le città di nuova fondazione sono condivise da più parti, ma sono state anche spunto per la formazione di nuove. Dagli interventi dei vari interlocutori sono emersi, infatti, dei principi fondamentali (rispetto della dignità umana, lavoro, formazione, importanza della storia, ecc.) che bisogna prendere in considerazione al fine di favorire l’integrazione della popolazione in una città di nuova fondazione. Principi che richiedono per la loro osservanza molteplici strategie di ampia angolatura che risultano essenziali, in quanto non essendoci stata una genesi spontanea, così come,invece, è avvenuta per le città sorte naturalmente in un determinato luogo, una città di nuova fondazione viene ad essere costituita da genti provenienti da luoghi sicuramente diversi, vicini e  anche lontani. Ciò comporta il sorgere di squilibri culturali, sociali ed anche individuali che derivano principalmente dalle dif fuse differenze relative  ai costumi, alla storia del luogo di provenienza, ai modi di fare e di vestire, al credo religioso, al tipo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/06/images.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-full wp-image-732" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/06/images.jpg" alt="images" width="240" height="52" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/Copia-di-FotoF_G1.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-281" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/Copia-di-FotoF_G1-150x150.jpg" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" width="150" height="150" /></a>Gli incontri con le autorità e non locali (sindaco, assessore, docenti, imprenditori, presidente del centro studi, scrittori, ecc.) di Ustica, da cui sono emerse le sue origini come centro abitato, hanno confermato allo scrivente, ancora una volta, che le sue idee riguardo le problematiche connesse con le città di nuova fondazione sono condivise da più parti, ma sono state anche spunto per la formazione di nuove. Dagli interventi dei vari interlocutori sono emersi, infatti, dei principi fondamentali (rispetto della dignità umana, lavoro, formazione, importanza della storia, ecc.) che bisogna prendere in considerazione al fine di favorire l’integrazione della popolazione in una città di nuova fondazione. Principi che richiedono per la loro osservanza molteplici strategie di ampia angolatura che risultano essenziali, in quanto non essendoci stata una genesi spontanea, così come,invece, è avvenuta per le città sorte naturalmente in un determinato luogo, una città di nuova fondazione viene ad essere costituita da genti provenienti da luoghi sicuramente diversi, vicini e  anche lontani. Ciò comporta il sorgere di squilibri culturali, sociali ed anche individuali che derivano principalmente dalle dif<br />
fuse differenze relative  ai costumi, alla storia del luogo di provenienza, ai modi di fare e di vestire, al credo religioso, al tipo e al modo di alimentazione, alle basi educative, al dialetto, o addirittura alla lingua, ai comportamenti nei <img class="alignright  wp-image-731" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/06/newcimed-logo.png" alt="newcimed-logo" width="348" height="174" />confronti dell’altro, ai pregiudizi, ed ancora al concetto di società e a quello della politica. Da tutto ciò viene da sé che l’integrazione degli abitanti della città di nuova fondazione non può essere soltanto fisica perché gli individui non sono “fantocci”, ma risulta necessaria un’azione integrativa costante e impegnata che tenda alla costituzione di una cultura originale. Una cultura che derivi dall’incontro e non dallo scontro<br />
delle diverse culture, nel rispetto delle loro diversità. Da ciò ne deriverebbe senza dubbio un arricchimento culturale vantaggioso per tutti sia ai fini dello sviluppo socio-politico che economico.<br />
Ovviamente, le azioni delle istituzioni politiche preposte al raggiungimento di questo fondamentale obiettivo devono tener conto di una complessità variegata non indifferente, che richiede un’incombenza considerevole volta soprattutto al rispetto della dignità umana e anche al rispetto delle regole.  Per la realizzazione di una cultura originale risultano necessarie, allora, delle strategie adatte all’uopo: istituzione di adeguati corsi per la conoscenza della lingua per un suo corretto uso, creazione di un centro fisico della città, cioè di una piazza di tipo arcaico, di “un’agorà”, cioè, in cui si svolgano attività che favoriscano gli incontri sociali come manifestazioni folkroristiche, festival di vario tipo, giochi, teatro,  concerti, manifestazioni sportive da tavolo (s<br />
cacchi, ping-pong, calcio balilla, ecc.), assemblee che coinvolgano tutta la popolazione nel rispetto delle diverse usanze, apertura di tutti i luoghi fisici di proprietà comunale senza vincoli ma di utilizzo regolato, che diano sfogo a tutte le attività che arricchiscono la cultura della città, quali presentazione di libri, mostre di arte, cineforum, concerti e quant’altro, della istituzione di un centro studi che si faccia promotore della ricerca dei diversi usi e costumi e delle diverse abitudini della popolazione. Risulta necessario soprattutto il coinvolgimento di tutte le istituzioni scolastiche, alunni e docenti a partire dalla scuola primaria per la trasmissione della conoscenza della storia del territorio sia di quella recente che di quella antica, dell’eliminazione dei pregiudizi, dell’educazione al rispetto dell’altro sulla base dei principi costituzionali vigenti e dei principi etici e morali, della condivisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto, quindi, deve contribuire a favorire l’aggregazione sociale con il coinvolgimento di tutti gli abitanti, nessuno escluso, nel rispetto del loro ceto sociale, della razza di appartenenza, del credo religioso, del colore della pelle, e di quant’altro. Tutto deve tendere alla formazione della crescita intellettuale e del senso dell’appartenenza alla comunità, e allo sviluppo di un orgoglio campanilistico. Ovviamente, alla base di tutto questo c’è il lavoro, quindi bisogna utilizzare strategie che favoriscano la crescita del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"> Al fine di dare un esempio<img class="alignleft size-full wp-image-734" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/06/logo-regione-sardegna.png" alt="logo-regione-sardegna" width="454" height="176" /> delle azioni che si potrebbero intraprendere, lo scrivente tiene conto della realtà locale in cui abita, Latina, dove si è trasferito dalla Sicilia da circa 8 lustri. Città di nuova fondazione di epoca fascista, Latina, nata con il nome di Littoria, fu fondata nel 1932 in seguito alla bonifica della palude pontina (agro pontino). La città, inizialmente, fu popolata da immigrati italiani provenienti dal Veneto, dall’Emilia- Romagna, e dal Friuli. In seguito allo sviluppo di industrie agro-alimentari e chimico-farmaceutiche, l’aumento della richiesta di lavoro ha favorito l’immigrazione  dalle regioni meridionali, quali Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata, Abruzzi, Molise, Campania. A tutto ciò,  oggi, si aggiunga l’immigrazione delle popolazioni comunitarie, in particolar modo polacchi, rumeni e bulgari,  e anche di quelle extracomunitarie (profughi). Conseguentemente, si comprende che ogni immigrato ha portato con sé la sua storia e quella del territorio di provenienza assieme agli usi, i costumi e le abitudini e al dialetto, e, per i casi su esposti, anche alla lingua.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur essendo passati, dall’anno della fondazione diversi decenni si assiste a Latina, a tutt’oggi, ad un’integrazione non compiuta, all’inesistenza di un “centro” della città a causa del proliferare negli anni passati dei “centri commerciali” che ne hanno fatto perdere il senso dell’agorà di cui si è già detto, a cui si aggiunge la scarsa conoscenza della storia del territorio, soprattutto di quella antica relativa alla città latina di Satricum, sorta prima di Roma, di cui esistono a Borgo Le Ferriere (a meno di 10 km dal centro), gli scavi archeologici ed un istituendo museo archeologico ad essi connesso, di cui lo scrivente ha evidenziato i tratti fondamentali in un suo articolo pubblicato il 18 dicembre 2012 e succ. nel giornale on line www.buongiornolatina.it: <a href="http://www.buongiornolatina.it/latina-vetera-e-la-sua-storia-nellagro-pontino/">http://www.buongiornolatina.it/latina-vetera-e-la-sua-storia-nellagro-pontino/</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"> Basterebbe pensare all’alfabeto latino che oggi è diffuso in tutto il mondo e che, nel loro complesso, le lingue latine (italiano, francese, rumeno, spagnolo, portoghese, ecc.) sono le più parlate a livello mondiale, per comprenderne l’importanza non solo storica ma anche formativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Al fine di catalizzare la crescita culturale, di favorire il coinvolgimento e l’integrazione della popolazione, la conoscenza del territorio e della città a livello internazione anche per un concreto e valido sviluppo turistico, lo scrivente propone un’elencazione non esaustiva di attività volte a quanto sostenuto sopra:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Festival del libro pontino (Romanzi, poesie, saggi) con presentazione di libri di scrittori pontini, in cui inserire un Concorso di poesia e racconti</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">(Premio Litterarum Satricanorum)</p>
<p style="text-align: justify;">a livello internazionale, che coinvolga il grande pubblico e anche gli studenti delle istituzioni scolastiche pontine di ogni ordine e grado, con una giuria composta da scrittori, poeti e docenti delle scuole, in accordo con la Direzione scolastica provinciale e con il contributo di Associazioni culturali esistenti nel territorio;</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Festival delle Scienze (Didattica, invenzioni, modelli)</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">(Premio Scientiarum Satricanorum)</p>
<p style="text-align: justify;">che riguardi sia la didattica che la creatività scientifica e che coinvolga studenti e docenti della scuola secondaria pontina con una giuria composta da docenti delle scuola secondaria  e universitari, sia locali che di Roma;</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Festival del Folkrore pontino</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">(Premio del Folkrore pontino)</p>
<p style="text-align: justify;">riguardo usi, costumi e cucina dei vari luoghi di provenienza degli abitanti, con l’istituzione di una giuria popolare;</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Festival del Mimo</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">(Premio Gesticulatorum  Satricanorum)</p>
<p style="text-align: justify;">relativo ai mimi sia a livello nazionale che internazionale con una giuria popolare;</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">Istituzione di un Centro studi che si occupi di raccogliere la documentazione di usi e costumi delle popolazioni relativamente al territorio di provenienza e di relative pubblicazioni;</li>
<li style="text-align: justify;">Realizzazione di “murales” su pareti degradate di costruzioni pubbliche e anche private (in tal caso con il consenso dei proprietari) per dare sfogo ai writers al fine di evitare l’imbrattamento sia dei mezzi pubblici che degli edifici.</li>
</ol>
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