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	<title>PresenteFuturo.org &#187; shen</title>
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		<title>“FUORI ORARIO. 22 RACCONTI DEL MISTERO”. CRISTIANA ASTORI TORNA IN LIBRERIA</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 17:10:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Latina, luglio 1974. Quando il maresciallo Francesco Ruosi esce dal commissariato di  Latina fa un caldod’inferno. Piazza del Popolo è immobile ed abitata da ombre spezzate e surreali. Ruosi attraversa i portici silenti sotto la torre squadrata che taglia il cielo blu cobalto e si dirige verso la Giulia“. Così si apre il racconto  “Parla più piano”, il titolo del racconto rimanda alla omonima canzone di Johnny Dorelli, in voga negli anni settanta, il tempo di azione anche per la narrazione che la scrittrice piemontese Cristiana Astori ha dedicato a Latina e che ha inserito nella sua nuova raccolta  “Fuori Orario.22 racconti del mistero”, da pochi giorni disponibile in libreria. Il sunto che si legge nella quarta di copertina spiega: “… al di là di quella tendadi velluto c’è una sala buia dove si proietta tutta la notte, e se vi lasciate sprofondare tra quei sedili impolverati, allora li potrete anche incontrare: sbirri incorruttibili e morbose cartomanti, ragazzini fantasma ed oscuri serial killer,  e poi ancora vampire hippy e suore imbavagliate, nerd pronti a tutto e femmine fatali dagli occhi viola …”.   Latina torna quindi protagonista in un opera dell’ingegno letterario e torna protagonista in un contesto horror, come in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Lati<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-357" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/DSCN0476-150x150.jpg" alt="DSCN0476" width="150" height="150" />na, luglio 1974. Quando il maresciallo Francesco Ruosi esce dal commissariato di  Latina fa un caldod’inferno. Piazza del Popolo è immobile ed abitata da ombre spezzate e surreali. Ruosi attraversa i portici silenti sotto la torre squadrata che taglia il cielo blu cobalto e si dirige verso la Giulia“. Così si apre il racconto  “Parla più piano”, il titolo del racconto rimanda alla omonima canzone di Johnny Dorelli, in voga negli anni settanta, il tempo di azione anche per la narrazione che la scrittrice piemontese Cristiana Astori ha dedicato a Latina e che ha inserito nella sua nuova raccolta  “Fuori Orario.22 racconti del mistero”, da pochi giorni disponibile in libreria. Il sunto che si legge nella quarta di copertina spiega: “… al di là di quella tendadi velluto c’è una sala buia dove si proietta tutta la notte, e se vi lasciate sprofondare tra quei sedili impolverati, allora li potrete anche incontrare: sbirri incorruttibili e morbose cartomanti, ragazzini fantasma ed oscuri serial killer,  e poi ancora vampire hippy e suore imbavagliate, nerd pronti a tutto e femmine fatali dagli occhi viola …”.   Latina torna quindi protagonista in un opera dell’ingegno letterario e torna protagonista in un contesto horror, come in fondo è sempre stato lo stile della narrativa di Cristiana Astori.  La Astori non è sconosciuta alla cultura pontina, anni fa è stata una presenza della rassegna Giallolatino.  “Il delitto che lascia traccia” come ricorda ancora oggi la <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2021/03/Cristiana-Astori.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-full wp-image-1289" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2021/03/Cristiana-Astori.jpg" alt="Cristiana Astori" width="556" height="850" /></a>Astori citando lo slogan di lancio.  E proprio dalla scena pontina Cristiana Astori si era raccontata:la voglia di scrivere, aveva detto, gli appartiene già dalle scuole elementari, al nostro cospetto aveva poi ricordato come una delle prime gite di classe, forse esattamente la prima, quella al museo Egizio a Torino, si era subito trasformata in un esercizio di stile letterario e di pura fantasia. Dopo, nel relazionare la giornata nel compito in classe, la fervida immaginazione della Astori la vedeva prigionieraall’interno del museo,al buio, scacco di una mummia inferocita. L’anima delle sue storie, dice la Astori, risiedono in pieno nella poetica e nella musica di Bruce Springsteen: una musica che Cristiana spiega essere, nello stesso tempo, “oscura e solare”.  Non nega Cristiana di avere avuto modelli autorevoli che l’hanno formata nel suo percorso, per la letteratura cita Stephen King, Edgar Allan Poe, Joe R. Lansdale, Alessandro Manzoni, Joyce Carol Oates, Emilio Salgari, Raimond Chandler, mentre per il cinema, disciplina</p>
<p style="text-align: justify;">molto amata dalla Astori e che spesso nei suoi libri ne fa riferimento, i punti essenziali restano  John Carpenter, Dario Argento,  George Romero,  Jess Franco,  Lucio Fulci,  David Cronenberg,  David Lynch. Tra i successi letterari della Astori troviamo la serie che poi lei ha definito quale  “la trilogia dei colori”,  “Tutto quel nero”, “Tutto quel rosso”, “Tutto quel blu”, poi il romanzo “Tutto quel buio” edito nel 2018, serie in cui la Astori dà vita al personaggio di Susanna Marino. Dice Cristiana Astori: “Susanna Marino è una studentessa di cinema ventisettenne, fuori corso all’università, dove tra le sue specialità specifiche c’è soprattutto quella di cacciarsi nei guai. Certo poi che Susanna ovviamente mi assomiglia:è cinefila, curiosa, distratta ed ama le situazioni complicate”. Tra gli estimatori della  Astori, sin dalla prima ora, c’è lo scrittore statunitense Joe R. Lansdale. Dice Cristiana Astori: “Lansdale lo avevo incontrato al Noir In Festival che si svolge a Courmayer. In quei giorni lavoravo alla raccolta  “Il Re dei Topi ed altre favole oscure”.  Al suo cospetto intanto è stato immediato l’autografo alla rarissima edizione Urania della  “Notte del Drive-in”, edizione che da quel giorno custodisco assolutamente come un cimelio”. Sarà lo stesso Lansdale, dopo, a rendersi disponibile e scrivergli, per  “Il Re dei Topi ed altre favole oscure”, quello che Cristiana <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2021/03/La-copertina-di-Fuori-Orario.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-large wp-image-1290" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2021/03/La-copertina-di-Fuori-Orario-665x1024.jpg" alt="La copertina di Fuori Orario" width="620" height="954" /></a>Astori chiama ancora oggi  “lo splendido blurb”.</p>
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		<title>CONCLUSA A FONDI LA DICIANNOVESIMA EDIZIONE DEL FILMFESTIVAL</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2020 16:17:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ stata certamente una kermesse particolare questa diciannovesima edizione del FondiFilmFestival, dettata dai vincoli della legge antiCovid 19.  Dice subito Marco Grossi, direttore artistico del Fondi: “quando abbiamo deciso di dare corso alla diciannovesima edizione del FondiFilmFestival, e c’è stato un momento in cui abbiamo anche sfiorato l’idea di annullarne l’edizione, la condizione immediata, imposta dalla situazione pandemica del Covid-19, era quella di riformulare l’edizione, programmando serate all’aperto e proiezioni nel pomeriggio, a capienza ridotta, alla sala Lizzani. Riformulare l’edizione anche costringendoci ad un cambio di data, non più quella classica di fine settembre, nel preludio autunnale, subito dopo la conclusione della mostra d’arte cinematografica di Venezia, e che si ritiene la più logica, ma bensì a fine luglio, proprio nel pieno della stagione estiva“.  Un cambio di rotta che non ha creato particolari sofferenze alle abitudini pregresse di un pubblico di appassionati.  Il FondiFilmFestival quindi è tornato a Fondi, sul proscenio del chiostro di San Domenico sabato 25 luglio ed è stata una festa fino al 1 agosto, quando ha consegnato il Dolly d’oro Giuseppe De Santis al regista  Alberto Sironi per il suo film di esordio  Sole. Continua ancora Marco Grossi: “siamo contenti. I nostri sforzi sono stati [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ stata certamente una kermesse particolare questa diciannovesima edizione del FondiFilmFestival, dettata dai vincoli della legge antiCovid 19.  Dice subito Marco Grossi, direttore artistico del Fondi: “<em>q<img class="alignleft  wp-image-357" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/DSCN0476-779x1024.jpg" alt="DSCN0476" width="178" height="234" />uando abbiamo deciso di dare corso alla diciannovesima edizione del FondiFilmFestival, e c’è stato un momento in cui abbiamo anche sfiorato l’idea di annullarne l’edizione, la condizione immediata, imposta dalla situazione pandemica del Covid-19, era quella di riformulare l’edizione, programmando serate all’aperto e proiezioni nel pomeriggio, a capienza ridotta, alla sala Lizzani. Riformulare l’edizione anche costringendoci ad un cambio di data, non più quella classica di fine settembre, nel preludio autunnale, subito dopo la conclusione della mostra d’arte cinematografica di Venezia, e che si ritiene la più logica, ma bensì a fine luglio, proprio nel pieno della stagione estiva</em>“.  Un cambio di rotta che non ha creato particolari sofferenze alle abitudini pregresse di un pubblico di appassionati.  Il FondiFilmFestival quindi è tornato a Fondi, sul proscenio del chiostro di San Domenico sabato 25 luglio ed è stata una festa fino al 1 agosto, quando ha consegnato il Dolly d’oro Giuseppe De Santis al regista  <strong>Alberto Sironi</strong> per il suo film di esordio  <strong><em>Sole</em></strong>. Continua ancora Marco Grossi: “<em>siamo contenti. I nostri sforzi sono stati ampiamente ripagati,sia dalla qualità degli ospiti intervenuti, sia dalle proiezioni che dalla netta partecipazione del pubblico. Mentalmente siamo già proiettati al prossimo anno per l’edizione del ventennale. Speriamo che possa essere ancora più ricca ed appassionante. Da parte nostra, in questo senso,  l’impegno sarà assoluto”. </em>Certamente, facendo eco alle parole di Marco Grossi, negli anni sempre di più la manifestazione di Fondi, nata nel nome del regista Giuseppe De Santis, è diventata qualcosa di cui nessuno, in zona pontina, vuole farne più a meno. Il FondiFilmFestival è un festival di grandi star nazionali, che giungono a Fondi senza pretese, solo per condividere un progetto, culturale, che si ispira a Giuseppe De Santis, e che porterà a breve anche alla inaugurazione del museo del neorealismo a Fondi. Quest’anno il proscenio è spettato alla sceneggiatrice <strong>Giulia Calenda</strong>, al regista produttore  <strong>Simone Isola</strong>, al critico <strong>Marco Spagnoli</strong>, all’attore <strong>Lino Capolicchio</strong>, all’attrice <strong>Isabella Savona</strong> per l’omaggio al papà, il regista <strong>Leopoldo Savona</strong>, ai registi  <strong>Fabio Micolano, Giuseppe Sansonna, Giulia Cacchioni, Marcello Caporiccio, </strong>al musicista <strong> Ambrogio Sparagna</strong>. Con il regista Fabio Micolano, che ha portato a Fondi il suo  <strong><em>C’era una volta il prossimamente  </em></strong>poi si è respirata l’aria della grande stagione del cinema italiano, si è parlato e si è capito come sono cambiati nel tempo trascorso, i ritmi, le aspettative, il costume, la cultura, il gusto, i desideri di un pubblico forse non più disposto oggi alle emozioni più facili.  Attraverso appunto quei minifilm, quelli accenni chiamati a dare una prima sistemazione, “<em>erano come una premessa</em>” ha spiegato Micolano dal palco, qualcosa che poi doveva convincere lo spettatore a tagliare un nuovo biglietto per un nuovo ulteriore spettacolo, da vedersi poi rigorosamente in sala. Fabio Micolano, rispondendo a Marco Grossi, è stato esplicito: “<em>questi prossimamente, che il pubblico meno giovane vedeva nelle sale prima del film per cui avevano pagato un biglietto,</em> <em>erano filmati molto descrittivi, con una retorica molto adatta, cercavano quasi di prendere lo spettatore per mano, e ci riuscivano. Gli indicavano quasi nel dettaglio quelli che erano i protagonisti, le atmosfere, gli incastri, cercavano di interessarlo al massimo insomma rispetto al prossimo film. Si creava certo una atmosfera, qualcosa che poi ti spingeva quasi ad una prenotazione mentale e a tornare in sala per vedere il nuovo film”. </em>Con Giulia Calenda invece, sceneggiatrice oggi tra le più ricercate dal cinema e dalle serie televisive, si è potuto creare quel ponte che porta il copione scritto alla sua realizzazione in pellicola. Insieme a lei, Marco  Grossi ha po<img class="alignright size-large wp-image-1240" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2020/09/FFF-2020-il-successo-2-1024x620.jpg" alt="CASTELLARI/TARANTINO: I BASTARDI DEL TRENO BLINDATO" width="620" height="375" />i potuto omaggiare lo sceneggiatore  <strong>Ugo Pirro  </strong>(quest’anno avrebbe compiuto cento anni), che di  <strong><em>Delitto d’amore</em></strong>, il film proiettato a Fondi, è lo sceneggiatore insieme al regista <strong>Luigi Comencini</strong>. Le parole di Marco Grossi: <em>“&#8230; il film che proiettiamo, <strong>Delitto d’amore</strong>, è stato scritto dal regista Luigi Comencini con uno dei più grandi sceneggiatori, non solo del cinema italiano, che era Ugo Pirro. A noi era molto caro Ugo, lo abbiamo conosciuto nei primi anni di vita della Associazione, è stato collaboratore fisso di De Santis, si può dire che nasce al cinema grazie al rapporto con Peppe e la scrittura di Pirro in questo film credo sia stata determinante. Come non chiamare in causa, sul tema, il film  <strong>La classe operaia va in paradiso </strong>di Petri, che Pirro aveva scritto antecedentemente a questo, eppure lo stesso Pirro ha, come dire, per i due film stili di scrittura completamente diversi  …”</em>. Poi quelle di Giulia Calenda: “ <em>… di questo film apprezzo molto quello che sento essere la contrapposizione tra le due scritture, quella di nonno e </em><em>quella di Ugo Pirro, perché lo stile di Pirro, ideologico, roccioso, tosto, si incontra e non si scontra, con lo stile di nonno, portato più verso il sentimento, verso la comprensione delicata, verso l’analisi e la dialettica più introspettiva”</em>.<strong><em>Sole</em></strong>,  il film di Alberto Sironi,  che si è portato a casa il  Dolly d’oro  “Giuseppe De Santis”,  già trionfatore a Venezia nella sezione Orizzonti con il premio Fedic, era stato visto anche al festival di Toronto. Anche a Toronto il film di Sironi aveva avuto ampie segnalazioni critiche, a Fondi l’opera prima ha avuto una conferma precisa con il Dolly, che, come dice l’associazione  “<em>amiamo pensare</em> <em>essere l’occhio vigile ed attento  di Giuseppe De Santis verso la nuova generazione di registi</em>”. Nette le motivazioni che hanno visto premiare Sironi,  <em>“doti registiche immense nel dare senso e valore alle immagini”, “piena coerenza drammaturgica”, “rigore e pudore nel tratteggiare determinate atmosfere”. </em>Un bel cartellone insomma quello andato a Fondi, con un programma sempre mirato ad un preciso e solido concetto, e che da anni è decisamente il motore della associazione: l’onestà decisa di una cultura profonda.</p>
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		<title>QUARTO E ULTIMO APPUNTAMENTO STAGIONALE AL CIRCEO, INCONTRO CON L’AUTORE FRANCESCO GIULIANO. DOMENICA 24 GIUGNO ORE 18.30.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 07:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[shen]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[La rassegna “ Incontro con gli autori e artisti”, organizzata dalle Associazioni PFpresentefuturo e  Beethoven, si trasferisce nel magico scenario del Circeo. Il programma promosso da Anna Elena Tassini e stilato in collaborazione con Angelo Guattari, il Comune di San Felice Circeo e la locale Associazione Pro Loco, si articola in quattro appuntamenti domenicali distribuiti nei mesi di maggio e giugno dove vedremo protagonista lo stesso collaudato format che fino ad oggi ha ottenuto il giusto e  meritato successo e con piena soddisfazione dei due organizzatori: Dott.ssa Assunta Gneo e l’Architetto Ugo De Angelis. Siamo al quarto e ultimo appuntamento di questa stagione estiva, domenica 24 giugno alle ore 18.30 presso La Porta del Parco – Pro Loco- Piazza Lanzuisi 1, San Felice Circeo, vedrà protagonista l’autore Francesco Giuliano, di Francofonte (Siracusa), quindi siciliano di nascita ma pontino di adozione, laurea in Chimica presso l’Università di Catania, docente di Chimica All’Università Roma Tre. Giuliano  è un fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende a unificare la cultura umanistica con quella scientifica e quindi i suoi diversi romanzi, risentono di questo orientamento come nel suo quinto libro “Sulle ali dell’immaginazione” edito NarrativAracne (2016), dove racconta le vicende sentimentali di due giovani [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/06/Foto_F_Giuliano2.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-1115" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/06/Foto_F_Giuliano2-212x300.jpg" alt="Foto_F_Giuliano2" width="148" height="209" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/11/Ugo-De-Angelis-Copia.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1015" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/11/Ugo-De-Angelis-Copia-150x150.jpg" alt="Ugo De Angelis - Copia" width="150" height="150" /></a>La rassegna “ Incontro con gli autori e artisti”, organizzata dalle Associazioni <strong>PFpresentefuturo</strong> e  <strong>Beethoven</strong>, si trasferisce nel magico scenario del Circeo. Il programma promosso da <strong>Anna Elena Tassini</strong> e stilato in collaborazione con <strong>Angelo Guattari</strong>, il <strong>Comune di San Felice Circeo</strong> e la locale <strong>Associazione Pro Loco,</strong> si articola in <em>quattro appuntamenti</em> domenicali distribuiti nei mesi di maggio e giugno dove vedremo protagonista lo stesso collaudato format che fino ad oggi ha ottenuto il giusto e  meritato successo e con piena soddisfazione dei due organizzatori: <strong>Dott.ssa Assunta Gneo</strong> e <strong>l’Architetto Ugo De Angelis</strong>. Siamo al quarto e ultimo appuntamento di questa stagione estiva, <strong>domenica 24 giugno alle ore 18.30 presso La Porta del Parco – Pro Loco- Piazza Lanzuisi 1,</strong> <strong>San Felice Circeo,</strong> vedrà protagonista l’autore <strong>Francesco Giuliano</strong>, di Francofonte (Siracusa), quindi siciliano di nascita ma pontino di adozione, laurea in Chimica presso l’Università di Catania, docente di Chimica All’Università Roma Tre.</p>
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<p style="text-align: justify;">Giuliano  è un fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende a unificare la cultura umanistica con quella scientifica e quindi i suoi diversi <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/06/Copertina_F_Giuliano.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-1114" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/06/Copertina_F_Giuliano-696x1024.jpg" alt="Copertina_F_Giuliano" width="302" height="444" /></a>romanzi, risentono di questo orientamento come nel suo quinto libro <strong>“Sulle ali dell’immaginazione” edito </strong><strong>NarrativAracne (2016),</strong> dove racconta le vicende sentimentali di due giovani liceali: Fausto e Monica e del loro nascente e piacevole amore. In questa storia coinvolgente ed emozionante si inserisce la “teoria del caos”, le sue azioni sono concatenate, grazie a una trama impercettibile e di come un evento insignificante e trascurabile, in futuro potrebbe mostrare effetti travolgenti e disastrosi. Il romanzo rivolto ad un variegato pubblico si presta  a nuovi e ampi spunti di riflessione. Alcuni brani del libro verranno interpretati nella performance artistica degli attori <strong>Giorgia Piracci</strong> e  <strong>Dario De Francesco</strong>, questo connubio teatrale e letterario e artistico, spiegano gli organizzatori sicuramente stupirà gli spettatori in una magica atmosfera di musica con i maestri: <strong>Luka Hoti</strong>,  la performance canora di <strong>Sabrina Fardello</strong>. Oltre all’ingresso libero, alla conclusione di ogni evento è previsto un ricco buffet.<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/06/Giuliano-San-Felice-locan.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter  wp-image-1116" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/06/Giuliano-San-Felice-locan-723x1024.jpg" alt="Giuliano San Felice locan" width="355" height="502" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“UN NUOVO CAMPO” PER IL PD:   UNA POLITICA NUOVA, EUROPEA, ALTERNATIVA AL NAZIONALISMO, AL POPULISMO E AI SOVRANISTI.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2018 09:47:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il PD ha perso, ha perso per Renzi. La critica poi si declina con: perché è stato arrogante, perché non ha fatto politiche di sinistra, perché non è stato vicino a chi soffre, perché è stato padre padrone del partito, ecc. e quindi basta rimuovere Renzi e innalzare le vecchie bandiere e i voti torneranno. A nulla è servito evidenziare per esempio  come le politiche di Renzi siano state di centrosinistra con riforme e ampliamento dei diritti per i cittadini. L’opposizione interna al PD condivide il giudizio della campagna demolitoria portata avanti dal referendum ad oggi: rimuovere Renzi. Credo che il ritorno al passato sia un’illusione e che occorra un di più di ragionamento sugli errori politici del Pd, di Renzi e del gruppo dirigente, che ritengo siano stati le premesse per la sconfitta, evitando di confondere gli effetti con le cause. Il PD negli anni 2014 e 2015 era sondato tra il 35 e il 38% . Si dirà che era l’effetto del voto alle europee. Forse era vero per il 2014. Nel 2015 non poteva essere così, dopo oltre un anno di guida del Governo. Renzi era sempre lo stesso del 2018, con gli stessi pregi e difetti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/images12O2QZG6.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1067" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/images12O2QZG6-150x150.jpg" alt="images12O2QZG6" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/renzi-ana-rosato.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-1068" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/renzi-ana-rosato-1024x765.jpg" alt="renzi-ana-rosato" width="490" height="366" /></a>Il PD ha perso, ha perso per Renzi. La critica poi si declina con: perché è stato arrogante, perché non ha fatto politiche di sinistra, perché non è stato vicino a chi soffre, perché è stato padre padrone del partito, ecc. e quindi basta rimuovere Renzi e innalzare le vecchie bandiere e i voti torneranno. A nulla è servito evidenziare per esempio  come le politiche di Renzi siano state di centrosinistra con riforme e ampliamento dei diritti per i cittadini. L’opposizione interna al PD condivide il giudizio della campagna demolitoria portata avanti dal referendum ad oggi: rimuovere Renzi. Credo che il ritorno al passato sia un’illusione e che occorra un di più di ragionamento sugli errori politici del Pd, di Renzi e del gruppo dirigente, che ritengo siano stati le premesse per la sconfitta, evitando di confondere gli effetti con le cause. Il PD negli anni 2014 e 2015 era sondato tra il 35 e il 38% . Si dirà che era l’effetto del voto alle europee. Forse era vero per il 2014. Nel 2015 non poteva essere così, dopo oltre un anno di guida del Governo. Renzi era sempre lo stesso del 2018, con gli stessi pregi e difetti e l’Italia certo non stava certo meglio nel 2015. In</span></span><span style="color: #000000; font-size: medium;"> realtà nel 2014-2015 Renzi aveva consenso per le riforme che portava avanti, che al di là dei nemici che accumulava davano il senso di un cambiamento irresistibile. Il primo errore compiuto è stata la rottura del patto del Nazzareno a causa dell’elezione del Presidente della Repubblica: Berlusconi per Amato e Renzi per Mattarella. . Berlusconi non ha più votato la riforma costituzionale: con Forza Italia la riforma sarebbe stata approvata in Parlamento con i 2/3 dei voti entrando immediatamente in vigore senza bisogno di referendum, dando così una forza enorme a Renzi e al PD. Al contrario F.I. ha votato contro e si è andati al referendum e alla sconfitta. Renzi nel 2014 e nel 2015 aveva portato avanti molte riforme creandosi molti nemici nel Paese: ha fatto le riforme che l’Italia non ha avuto per decenni. Tutto questo ha prodotto per un Paese immobilizzato da anni la reazione di tanti per la messa in discussione di rendite di posizione. Una politica troppo forte, rafforzata dalla riforma delle riforme (quella costituzionale) non era l’auspicio di molti. In Francia la classe dirigente si è mobilitata contro la Le Pen, in Italia è stata a favore dei 5 stelle e sempre contro Renzi e il PD. Il 40% al referendum però rendeva Renzi , nonostante la sconfitta, ancora competitivo con un sistema proporzionale puro. Tutto il PD si è speso per non andare al voto. Intanto era partita la scissione di Bersani e D’Alema, come hanno compreso che non avrebbero potuto riprendersi il PD. Fallito il Tedeschellum, rimaneva in piedi un sistema proporzionale con sbarramento e con le preferenze, molto funzionale al PD che non aveva coalizione e comunque presente sul territorio. A settembre 2017 il PD era ancora sondato come primo partito intorno al 28%, i 5 stelle arrancavano al 25% e il centro destra in ordine sparso con Forza Italia in crisi e la Lega pure, inchiodata all’11%. Qui è avvenuto il suicidio della classe dirigente del PD. Dopo aver investito per tre anni sul PD senza coalizione e dopo aver subito la scissione, tutti si sono fatti in quattro per convincere Renzi a fare la nuova legge elettorale che prevedendo la coalizione anche solo per un terzo dei parlamentari da eleggere con i collegi uninominali ha rivitalizzato il centro destra, che nei sondaggi era diventato subito la prima coalizione . Il PD a quel punto è apparso facile preda da spazzare via. La soluzione? Non ritengo che sia nel ritorno al passato e che non sia la divisione del PD, come auspicato da alcuni. Penso invece che il PD debba valorizzare la capacità riformatrice dimostrata con Renzi e recuperare impegno sul partito quale strumento indispensabile per la nostra democrazia, essenziale per interpretare e rappresentare una nuova fase politica in cui il paradigma è cambiato.  La posizione e la funzione del PD sono legate ad una visione del mondo, nel senso del significato di libertà , di democrazia , di sviluppo, di giustizia sociale e di cura della persona e della comunità di cui è parte. Questo complesso di valori aspira a tradursi in una politica capace di occuparsi dei rapporti internazionali e della governance mondiale, per favorire la pace, il progresso e il lavoro. Cosa intendo ? Il 21 marzo scorso in Africa 44 Paesi hanno firmato un accordo per creare un’area di libero scambio, abbattendo le barriere doganali, per favorire il commercio e lo sviluppo del continente africano. <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/61015_6xy7esf.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-1069" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2018/05/61015_6xy7esf.jpg" alt="61015_6xy7esf" width="482" height="484" /></a>Sono interessate 1,2 miliardi di persone e l’area si estende da Rabat (Marocco) a Città del Capo (Sudafrica). Il modello è quello del Mercato Comune in Europa . L’Africa punta alla pace, allo sviluppo, alla cooperazione politica e al progresso delle proprie comunità, in controtendenza ai nazionalismi e populismi europei o alla guerra commerciale con dazi e barriere di Trump. Cosa significa ? Significa che il PD deve farsi carico di dare risposte alle paure e alle aspirazioni dei cittadini attraverso scelte politiche all’altezza delle sfide che la paura della globalizzazione, dell’immigrazione e della mancanza di lavoro pongono, alternative ai populisti e ai nazionalisti che sanno solo alimentarle e rappresentarle ma senza avere soluzioni credibili. Il PD vuole gli Stati Uniti d’Europa perché l’unita’ politica dell’Europa è l’unica strada per assicurare pace, sviluppo e progresso per gli europei che divisi sarebbero deboli e marginali nel mondo. Una politica che aspira a dare risposte ai temi di carattere mondiale deve a maggior ragione farsi carico della cura della persona , degli squilibri e delle ingiustizie che subiscono gli ultimi, le persone più fragili, più deboli, meno protette, come i giovani, gli anziani, chi non ha lavoro. La pace e la cooperazione tra i popoli, il libero commercio sono strumenti per favorire il progresso e per dare risposta alle ondate migratorie sospinte dalla fame e dalle guerre, a condizione che ci sia la politica per governare le dinamiche economiche e per metterle al servizio dei cittadini.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-size: medium;">Siamo per gli Stati Uniti d’Europa per cedere sovranità per istituzioni federali , ossia istituzioni comuni che ci rendano più forti e più capaci di assicurare lavoro e progresso alle comunità nazionali e locali. In questo senso l’Europa unita è il contrario della mortificazione delle nazioni europee, è invece lo strumento politico ed ideale per dare loro un futuro. Il PD deve promuovere in Italia e in Europa un nuovo paradigma politico in cui i valori di giustizia sociale e di solidarietà siano legati ad una società che valorizzi i corpi intermedi e le comunità in un’ottica di coesione sociale e dentro un’idea di democrazia che o è rappresentativa o è un’illusione o peggio un imbroglio come la democrazia diretta che è funzionale alla manipolazione e alla disinformazione che riducono gli spazi di libertà . In Europa il PD deve porre al PSE il tema di concorrere con altre forze europeiste , sia liberali che di ispirazione cristiana e popolare per organizzare un nuovo campo per una politica nuova, europea, alternativo al nazionalismo, al populismo e ai sovranisti.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"> </span></p>
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		<title>RISCUOTE SUCCESSO “L’INTREPIDO ALCHIMISTA”</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 16:47:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Intrepido alchimista (Senso Inverso Edizioni, 2014) di Francesco Giuliano Recensione della docente dott.ssa Gabriela Cultrera, Professore a contratto di Lingua  Francese presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università degli Studi di Pavia. Nella cornice meridionale del XVII secolo, in cui “la bassa umanità” rappresenta la più seria ragione storica della inferiorità intellettuale, politica ed economica, incapace di esprimere una coscienza attiva, per parafrasare Gabriele Pepe, incapace di manifestare nel corso del secolo positivi sintomi di riscatto, si situa il romanzo di Francesco Giuliano, L’intrepido alchimista. Raccontando la storia della famiglia del religiosissimo barone Gervasio, in attesa che la moglie dia alla luce due figli gemelli, l’autore dipinge una Sicilia dove dominano ignoranza intellettuale, potere politico, religioso e filosofico. Con questi convive lo studio dell’alchimia, quella scienza occulta, che secondo la tesi del Michelet è esistita come adorazione della natura e al contempo come rivolta notturna e segreta delle classi inferiori contro i poteri civili e religiosi istituiti. Fin dall’infanzia, Tiburzio e Alonzo, i figli del barone Gervasio, rivelano un temperamento diverso. Il primo, il figlio prediletto, negligente nei confronti dello studio, eredita le ricchezze del padre e svela  una vigorosa indole verso i piaceri carnali. Il secondo, invece, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>L’Intrepido alchimista (Senso Inverso Edizioni, 2014) </em>di Francesco Giuliano</p>
<p style="text-align: justify;">Recensione della docente dott.ssa Gabriela Cultrera, Professore a contratto di Lingua  Francese presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università degli Studi di Pavia.<img class="alignright  wp-image-864" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/02/Articolo_Giona.jpg" alt="Articolo_Giona" width="409" height="578" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nella cornice meridionale del XVII secolo, in cui “la bassa umanità” rappresenta la più seria ragione storica della inferiorità intellettuale, politica ed economica, incapace di esprimere una coscienza attiva, per parafrasare Gabriele Pepe, incapace di manifestare nel corso del secolo positivi sintomi di riscatto, si situa il romanzo di Francesco Giuliano, <em>L’intrepido alchimista</em><em>. </em>Raccontando la storia della famiglia del religiosissimo barone Gervasio, in attesa che la moglie dia alla luce due figli gemelli, l’autore dipinge una Sicilia dove dominano ignoranza intellettuale, potere politico, religioso e filosofico. Con questi convive lo studio dell’alchimia, quella scienza occulta, che secondo la tesi del Michelet è esistita come adorazione della natura e al contempo come rivolta notturna e segreta delle classi inferiori contro i poteri civili e religiosi istituiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin dall’infanzia, Tiburzio e Alonzo, i figli del barone Gervasio, rivelano un temperamento diverso. Il primo, il figlio prediletto, negligente nei confronti dello studio, eredita le ricchezze del padre e svela  una vigorosa indole verso i piaceri carnali. Il secondo, invece, spinto da una bramosa curiosità per i misteri della vita, persegue la conoscenza con lo studio. Costretto ad abbandonare il suo grande amore, Genoveffa, perché promessa in sposa al fratello Tiburzio per volere del padre, Alonzo decide di partire per la Provenza dove riscopre l’amore e conosce l’alchimista Pierre Gatien e il conte Valery. Dal profondo rapporto di amicizia con quest’ultimo nasce  una raffinata intesa intellettuale. L’apprendimento delle nuove tecniche di chimica e i numerosi esperimenti implicheranno per Alonzo un’esperienza di crescita e un processo di liberazione spirituale. In questo contesto narrativo, le specificità linguistiche, le metafore, le similitudini, le iperboli, la ricchezza descrittiva attraverso l’uso di molteplici aggettivi in successione, un po’ alla maniera di Umberto Eco,  sembrano rendere eterno il pensiero. A volte, il linguaggio specialistico si impregna di accezioni appartenenti ad un linguaggio familiare, anch’esso funzionale per il lettore che si riempie il cuore di quel profumo antico e sublime che oggi è molto raro.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanta  letteratura è presente in questo romanzo, quanta ricchezza mitologica vi si trova! E soprattutto, quanta scienza!</p>
<p style="text-align: justify;">Da singolare conoscitore della materia, Francesco Giuliano con estrema abilità  tesse sotto gli occhi del lettore una fitta rete di richiami (Dante Alighieri, Ludovico Ariosto, William Shakespeare, Cyrano de Bergerac, Molière, Petrarca, Platone, Tommaso Campanella, Giordano Bruno ed altri) per evidenziare quel meccanismo di “sublimazione” come metafora di interdisciplinarità, ovvero quel processo di integrazione di competenze.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>GIULIANO NISTRI:  L&#8217;ARTE DI DISEGNARE IL CINEMA</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2016 17:05:10 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cinema e Territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[Dalla studio di casa Nistri,  un ultimo piano di una stradina accanto all&#8217;Ardeatina di Anzio, si gode il panorama di un mare che sembra unire nel suo abbraccio le grotte di Nerone, che insistono quasi di fronte, al profilo di Circe che rimane invece stagliato al suo estremo sinistro.  Giuliano Nistri  è uno dei più acclamati cartellonisti del cinema italiano, quelli che sapevano in un battibaleno, ed al ritmo di cinque-sei pennellate sapienti,  raccontare una atmosfera.  Ora la sua opera sta per diventare un film documentario che il regista  Fabio Micolano  sta proprio girando in questi giorni caldi di agosto. Nelle intenzioni del regista Micolano c&#8217;è appunto la voglia di raccontare con le immagini i grandi talenti di una professione ormai sparita, quella appunto del cartellonista cinematografico.  Solo pochi giorni orsono Fabio Micolano aveva puntato la sua telecamera su  Marcello Colizzi,  un altro cartellonista importante, anche lui con base operativa a pochi isolati da qui, tra la quiete del mare di Lavinio,  Accomodati nello studio di casa Nistri sfogliamo rapiti un raccoglitore dove l&#8217;artista ha racchiuso un centinaio di fogli, tra schizzi e bozzetti.  Una decina di queste adesso sono magnificamente adagiate sulle pareti dello studio:  la magia de  La [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dalla studio di casa Nistri,  un ultimo piano di una stradina accanto all&#8217;Ardeatina di Anzio, si gode il panorama di un mare che sembra unire nel suo abbraccio le grotte di Nerone, che insistono quasi di fronte, al profilo di Circe che rimane invece stagliato al suo estremo sinistro.  <strong>Giuliano Nistri  </strong>è uno dei più acclamati cartellonisti del cinema italiano, quelli che sapevano in un battibaleno, <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/DSCN0476.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-357" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/DSCN0476-150x150.jpg" alt="DSCN0476" width="150" height="150" /></a>ed al ritmo di cinque-sei pennellate sapienti,  raccontare una atmosfera.  <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/1.Nistri-con-locandina.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-832" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/1.Nistri-con-locandina.jpg" alt="1-nistri-con-locandina" width="276" height="207" /></a>Ora la sua opera sta per diventare un film documentario che il regista  <strong>Fabio Micolano  </strong>sta proprio girando in questi giorni caldi di agosto. Nelle intenzioni del regista Micolano c&#8217;è appunto la voglia di raccontare con le immagini i grandi talenti di una professione ormai sparita, quella appunto del cartellonista cinematografico.  Solo pochi giorni orsono Fabio Micolano aveva puntato la sua telecamera su  <strong>Marcello Colizzi</strong>,  un altro cartellonista importante, anche lui con base operativa a pochi isolati da qui, tra la quiete del mare di Lavinio,  Accomodati nello studio di casa Nistri sfogliamo rapiti un raccoglitore dove l&#8217;artista ha racchiuso un centinaio di fogli, tra schizzi e bozzetti.  Una decina di queste adesso sono magnificamente adagiate sulle pareti dello studio:  la magia de  <strong><em>La strada  </em></strong>di Federico Fellini, l&#8217;occhietto malizioso di Sandra Milo ne <strong><em> L&#8217;ombrellone </em></strong>di Risi, le pistole spianate di Gemma in  <strong><em>Arizona Colt</em></strong>,  il dito accusatorio di Sordi  <strong><em>Il moralista</em></strong>,  la forza erculea di Totò in  <strong><em>Totò contro Maciste</em></strong>,  la sventagliata di mitra de  <strong><em>Il gobbo  </em></strong>di Lizzani, i volti attoniti de  <strong><em>La lama nel corpo</em></strong>, Silva Koscina ammiccante ne  <strong><em>I piaceri dello scapolo</em></strong>, la fulgida criminale  <strong><em>Satanik</em></strong>,  regina dei fumetti anni sessanta, nel film di Vivarelli,  la Loren in tutta la sua bellezza prorompente in  <strong><em>Matrimonio all&#8217;italiana </em></strong>di De Sica.  <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Nistri-Satanik.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-833" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Nistri-Satanik.jpg" alt="nistri-satanik" width="303" height="227" /></a>Insomma il patrimonio del cinema italiano inciso e radicato in una serie di pennellate, facce e film che attraverso il sogno adolescenziale hanno in fondo raggiunto ormai anche la dimensione del mito. Stare in casa Nistri, in q<img class="alignright  wp-image-834" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Nistri-Arizona-colt-e-Lombrellone.jpg" alt="nistri-arizona-colt-e-lombrellone" width="274" height="206" />ualche maniera, ed in questa grammatica, è come ritrovarsi nei luoghi simbolo della memoria, dove ad esaltarsi è semplicemente la bellezza pura e le grandi emozioni suscitate dal cinema.   Per anni questi manifesti,  quelli di Nistri come quelli di tutti gli altri, hanno dormito sepolti ed impolverati nelle cantine, ma ora, proprio grazie al lavoro di Fabio Micolano, stanno per essere nuovamente portati alla luce, con tutta la loro aurea poetica che ancora li circonda, insieme ai segni inevitabili del tempo andato. Giuliano Nistri di manifesti ne ha realizzati circa duemilacinquecento, suddivisi in schizzi, bozzetti e stampe:  “<em>qualche amico ancora oggi mi telefona dicendo di avere trovato ed acquistato dei bozzetti o delle stampe in qualche mercatino d&#8217;Italia,  stampe o bozzetti che nemmeno ricordo più di avere realizzato.  Questo perché ne ho disegnati e stampati così tanti che di molti, proprio, ne ho perso pure le tracce&#8230;  Io domando sempre loro, ma siete sicuri che siano miei? E gli amici a rassicurarmi  “ma c&#8217;è la tua firma”&#8230;”. </em></p>
<p style="text-align: justify;"> Sorride il maestro nel <img class="alignleft  wp-image-835" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Nistri-Il-grande-silenzio.jpg" alt="nistri-il-grande-silenzio" width="307" height="230" />rammentare queste cose,  in qualche maniera ricorda, anche un po’ avvilito, quanto materiale in definitiva può essere andato effettivamente disperso<em>.  </em>Dice Giuliano Nistri: “<em>il manifesto cinematografico oggi non è più un processo creativo. Viene realizzato attraverso la tecnica di un computer e con l&#8217;uso, in fondo, di una fotografia da alterare. Si è perduto quindi tutto il percorso poetico che lo umanizzava&#8230;</em>”.  E la professione è venuta meno, a questo manipolo di artisti, come ricorda Nistri, proprio improvvisamente, decisamente da una settimana all&#8217;altra: <em>“é prevalsa nelle produzioni la linea di contenere sempre di più  i costi, è cosi hanno contenuto disperdendo per sempre anche la creatività&#8230;”</em>.  Quando il cinema si accorge di Nistri,  un intuito della major americana RKO Pictures,  lui lavora già come caricaturista, illustratore e disegnatore satirico per la rivista  “Il travaso delle idee”,  il giornale umoristico che al pari de  “Il Marc&#8217;Aurelio” ha divertito alquanto le intelligenze italiane degli anni quaranta e cinquanta.  Il primo manifesto cinematografico pitturato da Nistri risale alla fine degli anni quaranta,  <strong><em>La conversa di Belfort</em></strong>,  opera prima del regista Robert Bresson, un nome che sarà negli anni un simbolo per la cinematografia mondiale. Sono di questo periodo anche i manifesti per Alfred Hitchcock, per il quale pittura  <strong><em>Delitto perfetto</em></strong> e per <strong><em>Jean Gabin</em></strong>,  per il quale pittura</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La notte è il mio regno</em></strong>.  A questo punto è finalmente il cinema italiano ad accorgersi del suo talento, così quasi tutti i manifesti del glorioso marchio Titanus verranno dipinti da Nistri, ed anche buona parte di tutta la produzione di Luciano Martino e di Mario Cecchi Gori.  Saranno ancora con la Titanus  le ultime cose che Nistri riuscirà a dipingere per il cinema italiano, prima di cedere il posto ai computer:  <strong><em>Flash Gordon</em></strong>,<strong><em>  </em></strong>dove esalta una splendida Ornella Muti nel 1980 ed  <strong><em>In viaggio con papà  </em></strong>di  Alberto Sordi e con Carlo</p>
<p style="text-align: justify;">Verdone nel 1982. Ma era ormai davvero il canto del cigno per la sua carriera nel mondo del cinema,  ed in fondo, anche, il lento declino del sogno italiano del cinema visto in sala. <strong>          </strong></p>
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		<title>“SULLE ALI DELL’IMMAGINAZIONE”, IL NUOVO ROMANZO DELLO SCRITTORE FRANCESCO GIULIANO È STATO PUBBLICATO DALLA PRESTIGIOSA CE ARACNE</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2016 10:54:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Francesco Giuliano, scrittore e redattore dell’Associazione Culturale PF (www.presentefuturo.org) di Latina, siciliano di origine ma latinense di adozione, dopo il successo del romanzo “L’intrepido alchimista”, la cui storia è ambientata nel secolo XVII, agli albori della Chimica, ha terminato la sua ottava opera letteraria “Sulle ali dell’immaginazione” edita, il 16 dicembre, per i tipi della prestigiosa Aracne Editrice, nella collana NarrativAracne (ISBN 978-88-548-9887-5). “Sulle ali dell’immaginazione” racconta la storia di due studenti liceali, Fausto e Monica, che s’innamorano perdutamente. Il loro legame ad un certo punto perde la genuinità originaria perché si viene a creare, a loro insaputa, una situazione molto complicata e sconvolgente che affonda le sue radici in un tempo remoto. L’autore descrive l’evoluzione dei fatti attraverso la moderna “teoria del caos” come “dipendenza sensibile alle condizioni iniziali”. Sulla quarta di copertina si riporta un breve estratto del libro: “Mentre si scambiavano questi pensieri, Monica diede un bacio repentino a Fausto che ne gustò il dolce sapore soporifero e accattivante. L’incanto prodotto da quell’atto l’aveva conquistato e ne aveva fatto smarrire la ragione, tant’è che il giovane ricambiò con sfrenata energia quel gesto amoroso. Rimasero avvinghiati come tralcio di vite al sostegno in modo così vigoroso che era [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Francesco Giul<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-826" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2-150x150.jpg" alt="foto_f_giuliano2" width="150" height="150" />iano, scrittore e redattore dell’Associazione Culturale PF (<a href="http://www.presentefuturo.org">www.<strong>presentefuturo</strong>.org</a>) di Latina, siciliano di origine ma latinense di adozione, dopo il successo del romanzo “L’intrepido alchimista”, la cui storia è ambientata nel secolo XVII, agli albori della Chimica, ha terminato la sua ottava opera letteraria “Sulle ali dell’immaginazione” edita, il 16 dicembre, per i tipi della prestigiosa Aracne Editrice, nella collana NarrativAracne (ISBN 978-88-548-9887-5).<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Copertina_F_Giuliano.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-full wp-image-827" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Copertina_F_Giuliano.jpg" alt="copertina_f_giuliano" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“Sulle ali dell’immaginazione” racconta la storia di due studenti liceali, Fausto e Monica, che s’innamorano perdutamente. Il loro legame ad un certo punto perde la genuinità originaria perché si viene a creare, a loro insaputa, una situazione molto complicata e sconvolgente che affonda le sue radici in un tempo remoto. L’autore descrive l’evoluzione dei fatti attraverso la moderna “teoria del caos” come “dipendenza sensibile alle condizioni iniziali”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla quarta di copertina si riporta un breve estratto del libro: “Mentre si scambiavano questi pensieri, Monica diede un bacio repentino a Fausto che ne gustò il dolce sapore soporifero e accattivante. L’incanto prodotto da quell’atto l’aveva conquistato e ne aveva fatto smarrire la ragione, tant’è che il giovane ricambiò con sfrenata energia quel gesto amoroso. Rimasero avvinghiati come tralcio di vite al sostegno in modo così vigoroso che era difficile capire chi era la vite e chi il sostegno.”</p>
<p style="text-align: justify;">La copertina del libro è stata offerta dalla pittrice francese Detine, Les cinq sens: l’ouie (olio su tela).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel link</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854898875">http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854898875</a> , si trova la descrizione dell’opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei prossimi giorni, il libro si potrà richiedere presso qualunque libreria o attraverso tutte le librerie <em>on line</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’attesa, chi vuole comprare il libro, lo può trovare cliccando il seguente link:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854898875">http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854898875</a></p>
<p style="text-align: justify;"> Mentre, le notizie biografiche dell’autore, sono riportate nel seguente link:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.orgwww.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/autori.html?auth-id=363985">www.presentefuturo.orgwww.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/autori.html?auth-id=363985</a></p>
<p style="text-align: justify;"> Giuliano Francesco, di origine siciliana e latinense di adozione, dopo gli studi classici a Lentini e la laurea in Chimica a Catania, svolge l’attività di chimico, di docente di Chimica e Tecnologie chimiche negli Istituti superiori e di docente a contratto di <em>Didattica della Chimica</em> presso la SSIS – ind. SN dell’Università Roma<em>Tre</em>. Grazie alla sua pluriennale esperienza di docente, coglie i <em>difetti</em> della scuola italiana diventando fautore della <em>Terza cultura</em>, movimento internazionale, fondato nel 1991, che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. I suoi diversi romanzi, infatti, risentono di questo orientamento: I<em> sassi di Kasmenai</em>, Ed.<a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-editore_Ass+Culturale+Il+Foglio-ass_culturale_il_foglio.htm"> Il foglio</a> (2008), <em>Come fumo nell’aria</em>, Prospettiva ed. (2010), <em>Il cercatore di tramonti</em>, Ed. Il foglio (2011) e <em>L’intrepido alchimista</em>, Sensoinverso ed. (2014), romanzo storico, la cui recensione è pubblicata nella Rivista della Società Chimica Italiana (SCI): <em>la Chimica e l’Industria</em> web, ottobre 2014. E lo dimostrano anche i suoi libri di poesie: <em>M’accorsi d’amarti</em> (2014), <em>Quando bellezza m’appare</em> (2015) e <em>Ragione e Sentimento</em> (2016), editi tutti dalla Libreria Ed. Urso. Scrive recensioni di film (<a href="http://info-italia-cinema.blogspot.it">http://info-italia-cinema.blogspot.it</a>) e articoli di cultura generale <em>on line</em> (<a href="http://www.buongiornolatina.it">www.buongiornolatina.it</a>). Suoi articoli di Didattica della Chimica sono pubblicati in <em>CnS-La Chimica nella Scuola </em>(SCI), in <em>la Chimica e l’Industria </em>(SCI) e in <em>Scienze e Ricerche</em> (Ass. Italiana del Libro). È anche membro del Comitato Scientifico del Premio Nazionale di Editoria Universitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>MANIFESTI E CINEMA: ESPOSTI A VELLETRI I LAVORI DI ANGELO CESSELON</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2016 09:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[shen]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cinema non appartiene solo ai registi, agli attori, agli sceneggiatori, appartiene anche, e qualche volta proprio in misura piena, agli operatori, ai tecnici, ai maghi della luce e delle scene, anche ai disegnatori delle locandine, perché nessuna arte più del cinema richiede tante collaborazioni,  i contesti artistici e tecnici da colmare sono tanti ed il regista, che in definitiva si vuole come l’unico autore della pellicola, in realtà non è mai solo.  Angelo Cesselon,  uno dei maestri del cinema fatto con il pennello, rientra proprio tra questi collaboratori importanti e silenti, finanche fondamentali, proprio per la resa commerciale di una pellicola. Quante volte abbiamo varcato la soglia di un cinematografo solo perché colpiti dalle immagini disegnate con il pennello, le matite e i gessetti di questi artisti completamente ignorati poi dal sistema. La faccia arguta ma decisamente ottusa di Gassman, ma è tutta della maschera di Brancaleone, e proprio nell’atto di brandire la ferrea lancia, tipico  del coraggio  “pavido”  sprigionato dall’eroe creato da Mario Monicelli ne  “L’Armata Brancaleone”, poi la splendida beltà della Lollobrigida, ritratta con, alle sue spalle, il grande amore, il principe Sergio, un Vittorio Gassman proprio ai primordi, per il film  “La donna più bella del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/DSCN0476.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-357" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/DSCN0476-150x150.jpg" alt="DSCN0476" width="150" height="150" /></a>Il cinema non appartiene solo ai registi, agli attori, agli sceneggiatori, appartiene anche, e qualche volta proprio in misura piena, agli operatori, ai tecnici, ai maghi della luce<img class="alignright  wp-image-820" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/La-donna-più-bella-del-mondop.jpg" alt="la-donna-piu-bella-del-mondop" width="313" height="432" /> e delle scene, anche ai disegnatori delle locandine, perché nessuna arte più del cinema richiede tante collaborazioni,  i contesti artistici e tecnici da colmare sono tanti ed il regista, che in definitiva si vuole come l’unico autore della pellicola, in realtà non è mai solo.  Angelo Cesselon,  uno dei maestri del cinema fatto con il pennello, rientra proprio tra questi collaboratori importanti e silenti, finanche fondamentali, proprio per la resa commerciale di una pellicola. Quante volte abbiamo varcato la soglia di un cinematografo solo perché colpiti dalle immagini disegnate con il pennello, le matite e i gessetti di questi artisti completamente ignorati poi dal sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">La faccia arguta ma decisamente ottusa di Gassman, ma è tutta della maschera di Brancaleone, e proprio nell’atto di brandire la ferrea lancia, tipico  del coraggio  “pavido”  sprigionato dall’eroe creato da Mario Monicelli ne  “L’Armata Brancaleone”, poi la splendida beltà della Lollobrigida, ritratta con, alle sue spalle, il grande amore, il principe Sergio, un Vittorio Gassman proprio ai primordi, per il film  “La donna più bella del mondo”  di Robert Z. Leonard e Piero <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Larmata-Brancaleone.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-821" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Larmata-Brancaleone.jpg" alt="larmata-brancaleone" width="392" height="541" /></a><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Umberto-D.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-822" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Umberto-D.jpg" alt="umberto-d" width="427" height="589" /></a>Pierotti,  anche il viso umiliato, offeso, di  “Umberto D.”, nel bellissimo film sulla dignità dell’uomo,  girato da Vittorio De Sica nel 1952, un film che è rimasto tra i simboli del grande movimento cinematografico del neorealismo. Questi sono solo tre degli innumerevoli e meravigliosi bozzetti creati da Angelo Cesselon, che ora si possono ammirare in una mostra bellissima, e particolare, che si tiene a Velletri, la città che era diventata quella di adozione del pittore veneziano, e che a Velletri  morì nel 1982. Con poche, pochissime pennellate insomma, questi artisti erano chiamati dalle produzioni dei film a dare al pubblico il senso della storia, i sentimenti dei personaggi. Dovevano proprio convincere i dubbiosi spettatori a strappare quel biglietto d’entrata.  E ci riuscivano sovente, molti film ancora oggi sono ricordati soprattutto dalle loro locandine. Angelo Cesselon era uno di questi fondamentali e geniali artisti del cinema.  Di quel  cinema fatto di colori accesi, fatto soprattutto per affiggerlo, molto spesso con quattro puntine in bacheche di legno oppure incollati con colle resistenti, soprattutto sulle colonne degli archi delle città oppure sui muri, incollate anche una sopra l’altra quando quest’ultima cessava di essere valida per fare correre la gente al cinema. Era, al tempo, il cartellone uno dei pochi richiami, la televisione certamente ancora non irrompeva nelle case con i trailers, che a quel tempo chiamavamo provini, dunque erano semplicemente quelli come Cesselon che con poche pennellate sapienti invogliavano ad andare al botteghino.   Angelo Cesselon resterà in mostra fino al prossimo  6 gennaio,  precisamente presso il Polo Espositivo Juana Romani di Velletri, in via Luigi Novelli n° 3. Il Polo resterà aperto tutti i giorni, al mattino dalle ore 9 alle ore 12, nel pomeriggio dalle ore 16 alle ore 19.oo.</p>
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		<title>ECCELLENZE ORTOFRUTTICOLE PONTINE CHE SFIDANO L&#8217;EUROPA &#8211; Tavola rotonda con il Viceministro Andrea Olivero, mercoledi&#8217; 22 luglio alle ore 19 giardini pubblici</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 15:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[shen]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal kiwi agli ortaggi in busta il settore ortofrutticolo Pontino guarda al futuro tra aggregazione e nuove strategie di sviluppo Sono passati solo un&#8217;ottantina di anni e dai poderi della bonifica è nata una delle più produttive aree orticole e frutticole del nostro Paese. 2500 ettari di ortaggi dedicati all&#8217;export, 140.000 tonnellate di kiwi prodotte in un anno e una azienda di trasformazione di quarta gamma che si pone ai primi posti tra le realtà nazionali, oltre alle tradizionali produzioni di cocomeri, zucchini, e molto altro. Ad analizzare le caratteristiche del bacino produttivo più significativo dell’ortofrutta laziale che rappresenta il 46% della orticoltura regionale e il 12% della frutticoltura da cui potrebbe far scaturire un&#8217;idea strategica di ortofrutticoltura moderna e produttiva, ci saranno:  il Vice Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Senatore Andrea Olivero,  il Direttore di Italia Ortofrutta l&#8217; Unione Nazionale delle Associazioni dei Produttori Ortofrutticoli Vincenzo Falconi con l&#8217;autorevole presenza del giornalista Massimo Agostini Caposervizio di Agrisole-IlSole24Ore . A presentare gli aspetti dell&#8217;ortofrutta pontina saranno presenti Giovanni  Carotenuto  Presidente dell&#8217;OP Sotea e  l&#8217;Agronomo Cinzia Lamberti per comparto orticolo per l&#8217;export, Massimo Baldan  dell&#8217; O. P. Zeoli per il comparto Kiwi, Paolo Cappuccio, Responsabile Qualità della società cooperativa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dal kiwi agli<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-562" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/07/1900124_10202668486689970_1819322530_n-150x150.jpg" alt="1900124_10202668486689970_1819322530_n" width="150" height="150" /> ortaggi in busta il settore ortofrutticolo Pontino guarda al futuro tra aggregazione e nuove strategie di sviluppo</p>
<p style="text-align: justify;">Sono passati solo un&#8217;ottantina di anni e dai poderi della bonifica è nata una delle più produttive aree orticole e frutticole del no<img class="alignright  wp-image-563" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/07/Locandina-definitiva--211x300.jpg" alt="Locandina definitiva" width="328" height="466" />stro Paese. 2500 ettari di ortaggi dedicati all&#8217;export, 140.000 tonnellate di kiwi prodotte in un anno e una azienda di trasformazione di quarta gamma che si pone ai primi posti tra le realtà nazionali, oltre alle tradizionali produzioni di cocomeri, zucchini, e molto altro. Ad analizzare le caratteristiche del bacino produttivo più significativo dell’ortofrutta laziale che rappresenta il 46% della orticoltura regionale e il 12% della frutticoltura da cui potrebbe far scaturire un&#8217;idea strategica di ortofrutticoltura moderna e produttiva, ci saranno:  il Vice Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Senatore Andrea Olivero,  il Direttore di Italia Ortofrutta l&#8217; Unione Nazionale delle Associazioni dei Produttori Ortofrutticoli Vincenzo Falconi con l&#8217;autorevole presenza del giornalista Massimo Agostini Caposervizio di Agrisole-IlSole24Ore . A presentare gli aspetti dell&#8217;ortofrutta pontina saranno presenti Giovanni  Carotenuto  Presidente dell&#8217;OP Sotea e  l&#8217;Agronomo Cinzia Lamberti per comparto orticolo per l&#8217;export, Massimo Baldan  dell&#8217; O. P. Zeoli per il comparto Kiwi, Paolo Cappuccio, Responsabile Qualità della società cooperativa San Lidano per il comparto ortaggi di IV Gamma ed Enrico Barcella in qualità di Agronomo esperto di comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sul tavolo del dibattito i dati di comparti fortemente innovativi spesso aggregati in organizzazioni di produttori che sfidano il futuro sul mercato interno e soprattutto su quello europeo anche con produzioni spesso poco conosciute. E&#8217; il caso delle rape lunghe (rettiche), rape bianche tonde, kohlrabi (german turnip), ravanelli tondi (radijs)e le carote a mazzetto (wortelen) Ortaggi in gran parte sconosciuti sulle mense italiane, ma apprezzatissime sulle tavole tedesche e del nord Europa. Prodotti che ad iniziare dagli anni 70 nei territori di Terracina, San Felice e Sabaudia grazie alla iniziativa di alcuni  agricoltori olandesi e tedeschi  si sono dif<img class="alignleft size-medium wp-image-564" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/07/FOTO-PRODOTTI-EXPORT--300x151.jpg" alt="FOTO PRODOTTI EXPORT" width="300" height="151" />fusi fino a costituire  una grande risorsa la cui coltivazione si stima si estenda su 2000 ettari di terreno di cui almeno la metà in serra. Sempre negli anni 70 mentre nel sud pontino si concretizza l&#8217;orticoltura ad est e nord del capoluogo, a Borgo Flora a Cisterna ad Aprilia, inizia la coltivazione del Kiwi che oggi dopo quarant&#8217;anni raggiunge gli 8.000 ettari di superficie con una produzione 140.000 tonnellate di frutti all&#8217;anno. Ma l&#8217;orticoltura pontina è in continuo fermento e oltre  alle ingenti produzioni si segnala il recentissimo sviluppo del settore della trasformazione dell&#8217;ortaggio in IV gamma che in pochissimo tempo ha visto affermarsi a livello nazionale un  Organizzazione di Produttori setina che si è collocata tra i piu&#8217; importanti produttori italiani sia in senso quantitativo che qualitativo. Insomma l&#8217;otofrutticoltura pontina si confronta con il mondo Politico e quell&#8217;dell&#8217;aggregazione per cercare strategie di sviluppo atte ad ampliare il ruolo di  settore trainate dell&#8217;economia della  Provincia pontina.</p>
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		<title>STORIA DI UN SOGNATORE</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2015 14:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[shen]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Non pensate ad un ragazzo che vive in un suo mondo. Non pensate ad un ragazzo che non sa relazionarsi. Non pensate ad un ragazzo fuori dal coro. Cole era un ragazzo come gli altri, alto circa 1.82, 24 anni, capelli biondi e occhi verdi. Molti amici erano pronti a mettere le mani sul fuoco per lui e molte donne sarebbero state lusingate di conoscerlo. Ma Cole non era esattamente quel ragazzo che ogni giorno si presentava ridendo e scherzando con gli amici, facendo finta di essere come tutti, amalgamandosi come uno tra tanti. Cole era forse uno degli uomini più sensibili di questa terra: lacrime di gioia gli scorrevano sul viso ogni qual volta udiva cantare degli uccelli, ogni qual volta un bambino rideva, ogni qual volta il mondo esprimeva la sua straordinarietà. So cosa state pensando: fin qui niente di strano, soltanto un carissimo ragazzo che saprà godersi la sua esistenza. Sbagliato. Tutti questi elementi portarono il povero Cole alla pazzia, tutti questi elementi che non vissuti in prima persona potrebbero sembrare dei pregi in verità sono quanto di peggio si possa desiderare al mondo. Il povero Cole aveva una vita tranquilla: scuola, sport, amici e musica indie [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/06/Listener.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-full wp-image-529" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/06/Listener.jpg" alt="Listener" width="120" height="120" /></a>Non pensate ad un ragazzo che vive in un suo mondo. Non pensate ad un ragazzo che non sa relazionarsi. Non pensate ad un ragazzo fuori dal coro. Cole era un ragazzo come gli altri, alto circa 1.82, 24 anni, capelli biondi e occhi verdi. Molti amici erano pronti a mettere le mani sul fuoco per lui e molte donne sarebbero state lusingate di conoscerlo. Ma Cole non era esattamente quel ragazzo che ogni giorno si presentava ridendo e scherzando con gli amici, facendo finta di essere come tutti, amalgamandosi come uno tra tanti. Cole era forse uno degli uomini più sensibili di questa terra: lacrime di gioia gli scorrevano sul viso ogni qual volta udiva cantare degli uccelli, ogni qual volta un bambino rideva, ogni qual volta il mondo esprimeva la sua straordinarietà. So cosa state pensando: fin qui niente di strano, soltanto un carissimo ragazzo che saprà godersi la sua esistenza. Sbagliato. Tutti questi elementi portarono il povero Cole alla pazzia, tutti questi elementi che non vissuti in prima persona potrebbero sembrare dei pregi in verità sono quanto di peggio si possa desiderare al mondo. Il povero Cole aveva una vita tranquilla: scuola, sport, amici e musica indie folk. La minima situazione lo rendeva triste: un brutto voto, una litigata fra due amici, una risposta poco garbata. Passava le giornate ascoltando musica rilassante, suonando la sua chitarra e pensando, pensando, pensando. Si creava continuamente delle situazioni: immaginava la sua ragazza ideale, sapeva che prima o poi l’avrebbe incontrata. Fino a quel momento non aveva trovato una ragazza che fosse sensibile quanto lui; una ragazza che lo facesse sembrare, per la prima volta, il più uomo della coppia (non che non fosse uomo, ma le sue lacrime facili non erano molto confortanti per le ragazze). A lui non importava apparire: “Non mi importa se una ragazza mi prende in giro vedendomi piangere mentre osservo il tramonto, significa che non merita la mia compagnia” diceva lui. Un giorno un minuscolo dettaglio, una apparentemente insignificante scelta di una strada invece di un’altra, in una frazione di secondo i suoi occhi si posarono su una ragazza graziosa come tutto ciò che di meraviglioso c’è in questa terra e nelle infinite terre dell’infinito universo. Con gli occhi lucidi decise di avvicinarsi a lei. Non sapeva cosa le avrebbe detto ma era certo che avrebbe trovato le parole giuste. “…” Non le trovò. Allora parlò lei: “Le serve qualcosa?” disse, con un’aria gentile e un po’ preoccupata, forse avendo notato i suoi occhi lucidi. “Mi piacerebbe presentarmi. Mi chiamo Cole e non sono un ragazzo come gli altri. Mi prenderesti in giro se scoppiassi a piangere per la bellezza dei tuoi occhi?”. Lei arrossì, piena di grazia, e rispose: “Lei è molto gentile, ma non mi conosce. E io non la conosco. Ho l’impressione che lei stia mentendo, non credo nell’esistenza di un ragazzo tanto dolce, ma vorrei darti una possibilità: se nei prossimi giorni, settimane, mesi ci rincontreremo, allora usciremo a cena insieme” e con queste parole se ne andò. Cole, tornando verso casa, non pensò ad altro, perdendo completamente la concezione della realtà: completamente estraneo a tutto ciò che lo circondava, pensò finalmente che la sua vita avesse uno scopo. Ognuno nella vita ha un compito, di questo Cole era sicuro. Ognuno fa delle scelte che ci accompagnano, dolcemente o meno, verso quel giorno in cui riusciamo finalmente a capire per quale motivo la nostra esistenza, fino a pochi istanti prima praticamente insignificante, ha ragione di esistere. Ecco, per Cole era arrivato quel momento. Lei era tutto il suo mondo. Lui viveva grazie a lei: lei che lo rendeva qualcosa di concreto, lei che lo spingeva a fare anche le cose più insignificanti in modo accurato. “Non mi ha nemmeno detto il suo nome” pensò tra sé e sé salendo gli ultimi gradini delle scale del suo palazzo. “La chiamerò Layla”. Ed entrò in casa. Per la prima volta dopo ore guardò l’orario: le 2:35. Andò a dormire e la sognò per tutta la notte: sognò di rincontrarla e di passare meravigliose serate con lei così da convincerla a sposarlo. Si alzò verso le 11:00, non andò a lezione (frequentava l’ultimo anno di Filosofia in una piccola università non molto distante da casa sua). Fece lunghe passeggiate, pensando a lei e sperando di rincontrarla; ma non la rincontrò. Come non la rincontrò i giorni successivi e le settimane successive. Ormai viveva in una routine dalla quale non era in grado di uscire: dormiva, sognando Layla, e passeggiava, pensando Layla. Credeva ormai di conoscerla alla perfezione, anche non conoscendola; era sicuro che se un giorno l’avesse incontrata, ella gli avrebbe detto tutto ciò che gli ha rivelato nei sogni. Layla, per Cole, era una studentessa liceale di lettere, anch’ella ormai all’ultimo anno. Layla era sensibile quasi quanto Cole e trovava adorabile il fatto che lui lo fosse in maniera così sproporzionata. Passarono mesi ma Cole non perse le speranze. Iniziò a camminare di più e a dormire di meno. O viceversa: in entrambi casi lei era lì. Spesso dormiva molto più del dovuto soltanto per vederla lì, come sempre, puntuale nel suo sogno. Sogno che mai lo aveva tradito, sogno che c’è sempre stato. Quella notte parlarono molto intensamente: guardandosi dritti negli occhi si rivelarono i loro segreti più oscuri. Layla perse sua madre quando era molto giovane e visse con suo padre finchè non decise di andare a vivere da sola e dedicarsi allo studio della lingua Italiana, che tanto la affascinava. Cole le rivelò tutte le sue storie buffe dovute alle sue strane “fisse”. Layla gli rivelò quanto credesse fortemente nel destino, gli rivelò che, secondo la sua teoria, tutto quello che è fatto per coesistere coesisterà, non importa come e se ci vorrà del tempo. Si svegliò stranamente più presto del solito, con pochissime speranze per la sua imminente passeggiata. “E se non fosse destino? E se non fossimo destinati a coesistere?”. Uscì di casa e percorse lo stesso identico percorso che percorreva ormai da svariati mesi. In procinto di tornare a casa decise di passare per il luogo in cui la prima volta la incontrò e, come per incanto, la vide. “Layla!” Gridò ad alta voce. Quasi non ci credeva, si stropicciò più volte gli occhi: era proprio lei, in carne ed ossa e non aveva intenzione di farsela scappare mai più. Prima di avvicinarsi si fece molte domande fra sé e sé: “E se non si chiamasse Layla?”, “E se non fosse sensibile quanto me?, “E se non amasse il tramonto?”. Tutto quel che è fatto per coesistere, coesisterà. Si fece coraggio. Corse verso di lei e disse: “Lei non lo sa ma io ho passato con lei i mesi più belli della mia vita. So tutto di lei, anche se ci siamo incontrati una sola volta, e mi piacerebbe farle sapere che non la lascerò scappare mai più.” “Mi ricordo di lei!” Rispose “Le ho promesso una cena ma prima… mi piacerebbe sapere il suo nome.”. “Mi chiamo Cole e lei?”. “Sono Layla”. Improvvisamente gli occhi di Cole si illuminarono. “Ero sicuro che si chiamasse così! Lei mi ha già detto tutto, so tutto di lei” “Bene, questa sera risparmierò del tempo” disse sorridendo “ci vediamo qui alle 20:00, e avremo il nostro primo appuntamento.”</p>
<p style="text-align: justify;">Per l’ennesima volta trascorse il tragitto di ritorno tra quel meraviglioso posto in cui tutto è nato e casa sua. Questa volta era diverso. Cole ora era un uomo, Cole sapeva finalmente il motivo per cui veniamo lanciati su questa terra. Niente era più segreto, tutto era svelato, niente era finito, tutto era per sempre. Arrivò a casa, salì le scale (quasi fluttuando) e si preparò per il momento migliore della sua vita. Le 19.10. Cole era già pronto e non fece altro che pensare a cosa le avrebbe detto. La sua natura lo portò a domandarsi molte cose: ”E se la storia del nome fosse solo una coincidenza? E se tutto quello che mi ha svelato nel sogno, come è probabile che sia, è solo frutto della mia immaginazione? Se mi credesse pazzo soltanto per aver “abusato” della vita perfetta e immaginaria dei sogni?”. “No. Tutto ciò deve avere un senso” pensò. “In questo momento, soltanto un giorno fa, la sognavo intensamente. Adesso è la mia occasione e… tutto ciò che deve coesistere, coesisterà. In fondo, Layla, me l’hai detto proprio tu”. Non era la prima volta che immaginava un discorso con lei anche da sveglio. Niente aveva più importanza, il futuro non poteva che essere meraviglioso. Le 20.00. Puntualissimi si incontrarono al solito posto, quel magico posto che, nonostante oggettivamente fosse un posto molto trascurato, per lui era qualcosa di meraviglioso. Qualcosa che gli ha cambiato la vita. “Buonasera Layla! Lei non sa quanto ho aspettato questo momento! Abbiamo molto da dirci..” parlò Cole per primo. “ Buonasera Cole!” disse Layla sorridendo. “ E’ una serata magnifica, non trovi?”. “E’ una serata magnifica.” Ripetè Cole. “E’ la serata della mia vita.” “Wow! Allora cosa aspettiamo?”. Si incamminarono verso il ristorante. Cole aveva intenzione di mangiare e di portarla a vedere le stelle, in un posto meraviglioso in cui, ogni sera, nel tragitto di ritorno verso casa, si fermava a pensare a lei, si fermava a pensare a quel momento. Non ci credeva. Lei era lì, a fianco a lui, com’era giusto che fosse, come sarebbe dovuta andare. Quel che deve coesistere, coesisterà. La sua voce riecheggiava nella sua testa. C’era un clima particolare. Imbarazzo misto a gioia era nell’aria. Quell’imbarazzo che quasi non aveva bisogno di parole. Troppe cose avrebbero voluto dirsi, Cole non sapeva da dove iniziare. Ogni pochi passi uno di loro si girava verso l’altro e sorrideva. Cole iniziò a pensare che bastasse solo questo. Che gli bastasse solo il suo sorriso. Che le bastasse solo il suo sorriso. Iniziarono a parlare dentro il ristorante. “Cole tu mi sembri diverso dagli altri. Noto in te qualcosa di estremamente sincero. Sento in me una voce che mi porta a pensare che io e te ci conosciamo da una vita. Non so niente di te, ma è come se sapessi tutto. Non avrei mai pensato, nell’arco di tutta la mia vita, di dire cose del genere, ma è ciò che penso e fingere mi sembra soltanto una perdita tempo.” “Layla, non avremmo bisogno neanche di parlare se non per conoscere le nostre rispettive vite (comunque vite anche se vuote, senza scopo) precedenti al giorno in cui ci incontrammo. I nostri destini si sono incrociati. Come due poli opposti , non ci attiravamo, forse perché troppo distanti. Ora tu sei accanto a me, e sento che non riusciremo a dividerci.” “Oh Cole…”.</p>
<p style="text-align: justify;"> Finirono di mangiare, Cole, come un vero gentiluomo, pagò e la portò in quel luogo incantato. Sdraiati su quel meraviglioso prato, fissavano l’infinito sbalorditi. Era incredibile come, anche essendo due puntini insignificanti di un qualcosa senza limiti, in quel momento si sentivano infiniti. In quel momento la loro natura non era finita. Entrambi erano certi che loro, in quel preciso momento, sarebbero stati per sempre. Parlarono per ore ed ore e Cole, sbalordito, scoprì come tutto ciò che lei gli aveva rivelato in sogno era reale. “Ci sposeremo in spiaggia” disse Layla, quasi levando le parole di bocca a Cole. “Vivremo insieme in una modesta casa in cui ci basteremo. Supereremo i nostri problemi grazie al nostro amore. Che non svanirà. Cole..” disse Layla quasi piangendo. “Promettimi che mi amerai ancora quando la mia bellezza svanirà, quando il mio viso sarà ricoperto di rughe, e la mia testa ricoperta di capelli color argento..”. “Te lo prometto” disse Cole. “Ora siamo per sempre. Vedo il corso della nostra vita scorrerci davanti gli occhi. Forse siamo già morti. Forse non moriremo mai. Quello che so per certo è che il tempo ci cambierà. Ci porterà a mollare ma non lo faremo. Saremo più forti del tempo, che, senza avere pietà per niente e nessuno, avanza, avanza, come se nulla fosse.”</p>
<p style="text-align: justify;">Trascorsero anni e anni. Dopo soltanto un anno si sposarono. Mantennero la loro promessa: si sposarono in spiaggia. Sole, mare, sabbia e tranquille canzoni suonate con l’ukulele. Il matrimonio perfetto. Fecero due figli. Taylor e Sarah. Cole amò come non aveva mai amato. Quasi non resse alla nascita dei suoi figli: un’emozione spropositata lo portò entrambe le volte quasi a svenire. Erano la famiglia perfetta. Layla era la donna perfetta . I figli erano la cosa che più amava in questo mondo. Le feste le trascorrevano in modo alterno. Partendo dalla befana con il padre di Layla, pasqua con la famiglia di Cole e via dicendo. I problemi non li sfioravano. Ogni cosa era facilmente risolvibile, il loro amore gli permetteva qualsiasi cosa. Potevano tutto e ne erano certi: niente avrebbe cambiato le cose. Il loro amore non sarebbe appassito come una rosa in inverno. Era tutto così perfetto.</p>
<p style="text-align: justify;"> Era loro rito passeggiare almeno tre volte alla settimana e ripercorrere i magnifici luoghi in cui si sono conosciuti. Il luogo vecchio e trasandato in cui si incontrarono, il ristorante in cui mangiarono per la prima volta insieme, il prato in cui programmarono il loro futuro. Erano ormai passati sette anni da quei giorni ma per Cole è come se non fossero trascorsi. Entrambi ormai laureati, trovarono il lavoro dei sogni e vissero felici e contenti, come nelle fiabe. Una mattina come un’altra Cole si alzò dal letto. Erano le 12, doveva aver dormito per più di 13 ore, era piuttosto sicuro di essersi messo a letto molto presto. Layla non era affianco a lui. Probabilmente era in bagno, a prepararsi per il lavoro. Gli squillò il telefono: era lei. Lo avvisò che era andata a fare la spesa. La sveglia, in modo molto curioso, suonò di nuovo. Cole si preparò e decise di anticipare la solita passeggiata, che naturalmente avrebbe ripetuto il pomeriggio con Layla. Tutto gli sembrò come quel primo giorno in cui si incontrarono, in cui tutto ebbe inizio. Ironia della sorte, la vide in lontananza e non potè che commuoversi per i ricordi. “Layla, amore mio!” gridò Cole. “ Dove sono le buste della spesa?”. “Sta parlando con me signore? Forse mi confonde con qualcun altro” Rispose molto curiosamente Layla. Un brivido percorse tutta la schiena di Cole. “Dai simpaticona torniamo a casa!” disse Cole, dando per scontata l’ironia delle sue parole. “A casa? Di che cosa sta parlando? Ma.. lei non è quel signore al quale avevo promesso di uscire se ci fossimo rincontrati di nuovo? A quanto pare è successo.. ma sembra proprio che lei abbia qualche rotella fuori posto!”. Cole era ormai un pezzo di marmo. “Layla smettila di scherzare!” disse ancora Cole, non più troppo convinto. “Layla…” Disse lui. “Layla?Io mi chiamo Jennifer! sono certa di non averle detto il mio nome.” In quel momento Cole realizzò tutto. Il suono della sveglia continuava a tormentarlo e flashback di passeggiate e cene chiarirono tutto. I contorni della sua vista erano così sfumati. Da quanto tempo la vita reale aveva smesso di essere la sua realtà? Non lo ricordava più. Il sogno era divenuto realtà, la realtà sogno. Nei suoi sogni ha creato la sua storia perfetta, con quella donna che, purtroppo, non incontrò mai dopo quel giorno che, per la prima volta, definì maledetto. Il suo subconscio, disperato, creò la sua storia perfetta. Senza rendersene contò dormì per un numero esagerato di ore e ,spesso, il suo corpo si rifiutava di alzarsi perché era certo che ,nella vita reale, lei non ci sarebbe stata. In modo perfetto e trascendentale la sua storia perfetta è andata avanti. Non c’erano problemi, nel meraviglioso mondo dei sogni. Ora era lì davanti a lei. Il momento che aspettava (da non sapeva più quanti mesi) era arrivato. Era arrivato anche nella vita reale. C’era soltanto una scelta da fare: ricominciare da capo con Jennifer. Riprovarci. Ritornare a vivere nella realtà. Ma Cole non intraprese quella via. La razionalità non faceva più parte di lui e, per quanto ne sapeva, quel che stava vivendo poteva non essere reale.</p>
<p style="text-align: justify;">“Lei era e sarà per sempre Layla!” pensò, mentre si accorse di essere di nuovo a casa, mentre si accorse che stava per inghiottire diciotto pasticche di Halcion. “Quel che deve coesistere, coesisterà……”.</p>
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