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	<title>PresenteFuturo.org &#187; Salute</title>
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		<title>LA PIANTA DELL’ÀGAVE E I SUOI USI</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2017 09:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[L’àgave è una pianta grassa, succulenta, il cui nome gli venne dato, nel XVIII secolo, dal botanico e naturalista svedese Carl Nilsson Linnaeus (1707 – 1778), meglio conosciuto come Linneo, il padre della classificazione scientifica degli organismi viventi.Conosciuta anche come pianta dei cento anni, l’àgave fu importata in Europa dagli spagnoli dall’America centro-settentrionale.Si presenta come una pianta perenne con le foglie carnose distribuite a rosetta attorno al breve fusto. Le foglie carnose, il cui colore varia dal verde-grigio (nei climi caldi) al verde azzurro (nei climi freddi), sono ricche di molte fibre (sisal)  molto resistenti alla trazione e all’usura che, in Sicilia, venivano usate per fabbricare le corde. Presso le Latomie di Siracusa, esattamente nella Latomia del Paradiso nei pressi del più famoso Orecchio di Dionisio, infatti, esiste la grotta dei Cordari, utilizzata appunto dai costruttori di corde di àgave. Le fibre hanno molti altri usi, tra cui la fabbricazione dello spago, della carta, della stoffa, di tappeti e di rivestimenti vari.Alla sommità di ogni foglia e anche lungo i margini sono presenti spine. Quando fiorisce formando una bellissima infiorescenza alla sommità di un ramo fiorifero, detta candelabro, la pianta muore. Si dice che questo avvenga dopo cento anni. Bisogna fare [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’àgave è una pianta grassa, succulenta, il cui nome gli venne dato, nel XVIII secolo, dal botanico e naturalista svedese Carl Nilsson Linnaeus (1707 – 1778), meglio conosciuto come Linneo, il padre <img class="alignleft size-thumbnail wp-image-826" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/12/Foto_F_Giuliano2-150x150.jpg" alt="foto_f_giuliano2" width="150" height="150" />della classificazione scientifica degli organismi viventi.Conosciuta anche come pianta dei cento anni, l’àgave fu importata in Europa dagli spagnoli dall’America centro-settentrionale.Si presenta come una pianta perenne con le foglie carnose distribuite a rosetta attorno al breve fusto. Le foglie carnose, il cui colore varia dal verde-grigio (nei climi caldi) al verde azzurro (nei climi freddi), sono ricche di molte fibre (sisal)<img class="alignright  wp-image-859" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2017/01/320px-Steran_num_ABCD.svg_.png" alt="320px-Steran_num_ABCD.svg" width="288" height="186" />  molto resistenti alla trazione e all’usura che, in Sicilia, venivano usate per fabbricare le corde. Presso le <strong>Latomie di Siracusa</strong>, esattamente nella <strong>Latomia del Paradiso</strong> nei pressi del più famoso <strong>Orecchio di Dionisio</strong>, infatti, esiste la <strong>grotta dei Cordari</strong>, utilizzata appunto dai costruttori di corde di àgave. Le fibre hanno molti altri usi, tra cui la fabbricazione dello spago, della carta, della stoffa, di tappeti e di rivestimenti vari.Alla sommità di ogni foglia e anche lungo i margini sono presenti spine. Quando fiorisce formando una bellissima infiorescenza alla sommità di un ramo fiorifero, detta <em>candelabro</em>, la pianta muore. Si dice che questo avvenga dopo cento anni. Bisogna fare attenzione, tagliando le foglie dell’àgave, a non fare venire a contatto con la pelle il succo fogliare che può causare una forte dermatite vescicolare con intenso prurito, il quale può durare diversi giorni e che può ripresentarsi anche entro un anno dal primo evento. L’irritazione è causata da una sostanza altamente urticante avente una struttura chimica steroidea, l’<strong>ecogenina</strong>, usata nell’industria farmaceutica per la produzione degli ormoni steroidi (composti chimici naturali la cui molecola contiene il sistema tetraciclico del <strong>ciclopentanofenantrene</strong>), come gli steroli, gli ormoni sessuali, gli acidi biliari, il colesterolo, ecc.. L’irritazione si cura con una pomata cortisonica. Di contro, l’agave ha anche “<em>proprietà farmacologiche: la tintura di foglie fresche è diuretica e depurativa mentre l’infuso di foglie secche è usato come collirio antinfiammatorio</em>”. In Messico, il liquido zuccherino &#8211; detto <strong>aguamiel</strong> o <em>acqua di miele</em> -, estratto dalla pianta, si fa fermentare con il lievito <em>Saccharomyces cerevisiae</em> (lo stesso lievito che fa avvenire la fermentazione alcolica sia per il pane che per il vino) per produrre una bevanda alcolica, chiamata <strong>pulque</strong>, di gradazione che varia da 7° al 18°, che sarebbe l’<strong>ixtac octli </strong>(liquore bianco), che dagli Atzechi era considerata bevanda sacra.</p>
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		<title>I CONSERVANTI ANTIOSSIDANTI</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 11:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[L’aria secca è costituita principalmente da due gas, l’azoto (~ 78%) e l’ossigeno (~ 21%). Quest’ultimo componente, a causa della sua diffusione in natura, indispensabile alla vita degli esseri viventi, dà origine, tra l’altro, a fenomeni di ossidazione degli alimenti. La reazione di ossidazione può avvenire per via chimica o per via  biologica. Anche se il termine “ossidazione” inizialmente era associato esclusivamente alla combinazione di un elemento chimico con l’ossigeno, con esso deve intendersi per l’elemento che la subisce un aumento del suo numero di ossidazione, che corrisponde alla perdita di uno o più dei suoi elettroni di valenza. Ciò significa che un elemento chimico può subire l’ossidazione anche senza ossigeno. L’ossidazione comporta alterazioni degli alimenti perché dà origine a prodotti aventi sapore disgustoso, odore nauseabondo o colore sgradevole, comunque diverso da quello originale, e, in taluni casi, anche a prodotti tossici.L’ossidazione chimica è causata principalmente dall’ossigeno dell’aria e da radicali liberi (atomi o molecole con elettroni singoli non legati), dove sia la luce che tracce di metalli agiscono da catalizzatori, mentre quella biologica è provocata da microbi (batteri, funghi e lieviti) o da enzimi contenuti negli alimenti stessi, dove la presenza dell’acqua assume un ruolo determinante. Conseguentemente, bloccando i [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’aria secc<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/Copia-di-FotoF_G1.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-281" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/Copia-di-FotoF_G1-150x150.jpg" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" width="150" height="150" /></a>a è costituita principalmente da due gas, l’azoto (~ 78%) e l’ossigeno (~ 21%). Quest’ultimo componente, a causa della sua diffusione in natura, indispensabile alla vita degli esseri viventi, dà origine, tra l’altro, a fenomeni di ossidazione degli alimenti. La reazione di ossidazione può avvenire per via chimica o per via  biologica. Anche se il termine “ossidazione” inizialmente era associato esclusivamente alla combinazione di un elemento chimico con l’ossigeno, con esso deve intendersi per l’elemento che la subisce un aumento del suo numero di ossidazione, che corrisponde alla perdita di uno o più dei suoi elettroni di valenza. Ciò significa che un elemento chimico può subire l’ossidazione anche senza ossigeno. L’ossidazione comporta alterazioni degli alimenti perché dà origine a prodotti aventi sapore disgustoso, odore nauseabondo o colore sgradevole, comunque diverso da quello originale, e, in taluni casi, anche a prodotti tossici.L’ossidazione chimica è causata principalmente dall’ossigeno dell’aria e da radicali liberi (atomi o molecole con elettroni singoli non legati), dove sia la luce che tracce di metalli agiscono da catalizzatori, mentre quella biologica è provocata da microbi (batteri, funghi e lieviti) o da enzimi contenuti negli alimenti stessi, dove la presenza dell’acqua assume un ruolo determinante.</p>
<p style="text-align: justify;">Conseguentemente, bloccando i rispettivi fattori, sia in quella chimica che in quella biologica, gli alimenti si possono conservare per un tempo sufficientemente lungo.<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/06/antiossidanti.gif" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-full wp-image-741" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2016/06/antiossidanti.gif" alt="antiossidanti" width="283" height="260" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio di ossidazione chimica molto comune è offerto da una fetta di mela lasciata all’aria, la cui superficie dopo un po’ di tempo diventa di colore bruno, in quanto i polifenoli che si trovano nella polpa del frutto subiscono l’ossidazione enzimatica (fenolasi). Se sulla la fetta di mela si cosparge della vitamina C o del succo di limone, ricco di vitamina C, l’imbrunimento non avviene perché la vitamina è un antiossidante.</p>
<p style="text-align: justify;">Le alterazioni di natura biologica si possono evitare inibendo i microbi o disattivando gli enzimi, che sono essenzialmente di natura proteica, con processi termici, come la pastorizzazione (che può essere bassa se l’alimento si tiene a circa 60 °C per mezz’ora, o  alta se si tiene a circa 85 °C per 15 secondi), la sterilizzazione termica o attraverso radiazioni, l’uperizzazione o UHT (sterilizzazione ad alta temperatura per pochi secondi), il congelamento o il surgelamento. In taluni casi si può ricorrere anche alla liofilizzazione che consiste nel togliere quasi del tutto l’acqua dall’alimento con il minimo deterioramento delle sostanze che lo costituiscono.</p>
<p style="text-align: justify;"> Quando tali metodi non sono adatti a prevenire l’ossidazione chimica, si ricorre a sostanze conservanti antiossidanti, che bloccano l’azione chimica ossidante delle sostanze che costituiscono l’alimento, oppure che inibiscono l’azione dei metalli presenti i quali catalizzano la formazione di radicali liberi, altamente reattivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste sostanze si trovano catalogate assieme ai correttori di acidità con le sigle che vanno da E<sub>300</sub> a E<sub>399</sub>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i conservanti antiossidanti più comuni si citano l’acido l-ascorbico (E<sub>300</sub>), meglio conosciuto con il nome di vitamina C, e alcuni suoi derivati (E<sub>301</sub> – E<sub>304</sub>), il butil-idrossi-anisolo   o BHA (E<sub>320</sub>)), il butil-idrossi-toluolo o BHT (E<sub>321</sub>), il propil-gallato (E<sub>310</sub>), il dodecil-gallato (E<sub>312</sub>), il DL-alfa-tocoferolo (E<sub>307</sub>), la lecitina (E<sub>322</sub>) usata come emulsionante, l’acido tartarico (E<sub>334</sub>) e i tartrati (E<sub>335</sub> –E<sub>337</sub>), l’acido citrico (E<sub>330</sub>), usato come regolatore di acidità, e i citrati (E<sub>331</sub>-E<sub>333</sub>), l’acido fosforico (E<sub>338</sub>) e i fosfati (E<sub>339</sub> – E<sub>343</sub>), l’estratto di rosmarino (E<sub>392</sub>), la niacina (E<sub>375</sub>) come stabilizzante del colore.</p>
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		<title>UN INTERESSANTE CONVEGNO A ROMA “IL RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA SEVESO 2012/18/UE PER GLI ADDETTI AI LAVORI</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 16:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Convegno, organizzato dalla Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università “La Sapienza” di Roma e dall’Associazione Italiana Di Ingegneria Chimica (AIDIC) in collaborazione con Federchimica-Confindustria, che si terrà l’11 maggio  p.v. presso la sede della Facoltà di Ingegneria-La Sapienza, &#60;&#60;prende spunto dalla emanazione, da parte della Commissione Europea, della cosiddetta Direttiva Seveso ter (2012/18/UE) il cui recepimento comporterà la sostituzione integrale del vigente D.Lgs 334/99 in materia di “controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose”. Si tratta di una tematica di evidente delicatezza e impatto sociale che richiede estremo impegno ed attenzione, nonché risorse talvolta importanti, da parte di tutti i soggetti di cu i la normativa prevede il coinvolgimento; essi sono da un lato i destinatari delle obbligazioni previste dal decreto (titolari/gestori di attività che per tipologia di processo e sostanze trattate ne rientrano nel campo di applicazione) e dall’altro coloro i quali sono chiamati ad esercitare le attività di approvazione, autorizzazione, sorveglianza, vigilanza e controllo previste dal decreto stesso (VVF, ARPA, ISPRA, etc..). Come gli addetti ai lavori conoscono perfettamente, si tratta di una normativa che prevede adempimenti di tipo tecnico, organizzativo e gestionale che finiscono per impattare su molti aspetti dell’organizzazione aziendale [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/Copia-di-FotoF_G1.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-281" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/Copia-di-FotoF_G1-150x150.jpg" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" width="121" height="121" /></a>Il Convegno, organizzato dalla Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università “La Sapienza” di Roma e dall’Associazione Italiana Di Ingegneria Chimica (AIDIC) in collaborazione con Federchimica-Confindustria, che si terrà l’11 maggio  p.v. presso la sede della Facoltà di Ingegneria-La Sapienza, &lt;&lt;prende spunto dalla emanazione, da parte della Commissione Europea, della cosiddetta Direttiva Seveso ter (2012/18/UE) il cui recepimento comporterà la sostituzione integrale del vigente D.Lgs 334/99 in materia di “<em>controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una tematica di evidente delicatezza e impatto sociale che richiede estremo impegno ed attenzione, nonché risorse talvolta importanti, da parte di tutti i soggetti di cu<br />
<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/04/icmesa_piccola.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-493" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/04/icmesa_piccola-150x150.jpg" alt="icmesa_piccola" width="150" height="150" /></a>i la normativa prevede il coinvolgimento; essi sono da un lato i destinatari delle obbligazioni previste dal decreto (titolari/gestori di attività che per tipologia di processo e sostanze trattate ne rientrano nel campo di applicazione) e dall’altro coloro i quali sono chiamati ad esercitare le attività di approvazione, autorizzazione, sorveglianza, vigilanza e controllo previste dal decreto stesso (VVF, ARPA, ISPRA, etc..). Come gli addetti ai lavori conoscono perfettamente, si tratta di una normativa che prevede adempimenti di tipo tecnico, organizzativo e gestionale che finiscono per impattare su molti aspetti dell’organizzazione aziendale (processi, acquisti, approvvigionamenti, manutenzione, gestione dei magazzini, etc..) anche in maniera sostanziale e, di conseguenza, tale da essere potenziale causa di insorgenza di problematiche nuove e talvolta determinanti, laddove, appunto, non si proceda con estrema cura, attenzione, competenza tecnica unitamente ad una completa, esaustiva ed aggiornata conoscenza del panorama normativo.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ proprio in detto contesto che si inserisce il Convegno con l’obiettivo di:<em>effettuare una prima disamina del testo di recepimento della nuova Direttiva, in specie per quanto attiene le principali novità introdotte;</em> <em>individuare quelle che potrebbero essere le ricadute applicative in azienda e per i soggetti deputati al controllo ed ispezione a seguito di dette novità;</em> <em>esaminare alcune problematiche in fase di applicazione alla luce di alcuni “case study” di riferimento che saranno presentati. </em>Il confronto avverrà quindi su questi obiettivi.&gt;&gt;</p>
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		<title>Il DDT ( DICLORO-DIFENILTRICLOROETANO) L’INSETTICIDA CHE DEBELLO’ LA MALARIA NELLA PIANURA PONTINA.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 15:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ugo De Angelis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Le due immagini d&#8217;epoca sono tratte da: “Il Laboratorio di Malariologia &#8211; Quaderno 5”,  a cura di Giancarlo Majori e Federica Napolitani &#8211; Istituto Superiore di Sanità. Il Prof. Alberto Missiroli ( Nella foto  a destra ) laurea in medicina conseguita all’Università di Bologna nel 1908 dedicò la sua attività alla ricerca batereologica. Nel 1918 insieme al Prof. Bartolomeo Gosio Direttore del Laboratorio di Sanità di Roma, fondò la Scuola di Malariologia a Nettuno organizzando corsi d’igiene nelle scuole dell’obbligo dell’Agro Pontino. I corsi che si svolgevano dal mese di aprile fino ad ottobre di ogni anno presso il Poligono di Artiglieria di Nettuno per imparare le nozioni idonee a salvaguardarsi dall&#8217;infezione palustre. La Fondazione Rokfeller svolse un ruolo molto importante per l’eradicazione della malaria. Nel 1925 procede alla realizzazione della Stazione Sperimentale per la Lotta Antimalarica diretta da Missiroli e dall’americano Hackett. Le misure messe in atto dai due scienziati permisero di eliminare definitivamente tale flagello della malaria in Italia. Nel 1928 Missiroli fondò l’Istituto di Sanità Pubblica che nel 1934 divenne l’Istituto Superiore di Sanità al servizio del Ministero dell’Interno. In Italia la malaria era endemica fino a poco tempo dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il DDT fu [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le due immagini d&#8217;epoca sono tratte da: “Il Laboratorio di Malariologia &#8211; Quaderno 5”,  a cura di Giancarlo Majori e Federica Napolitani &#8211; Istituto Superiore di Sanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/image147.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-380" src="https://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/image147-150x150.jpg" alt="image147" width="91" height="91" /></a>Il Prof. Alberto Missiroli ( Nella foto  a destra ) laurea in medicina conseguita all’Università di Bologna nel 1908 dedicò la sua attività alla ricerca batereologica. Nel 1918 insieme al Prof. Bartolomeo Gosio Direttore del Laboratorio di Sanità di Roma, fondò la Scuola di Malariologia a Nettuno organizzando corsi d’igiene nelle scuole dell’obbligo dell’Agro Pontin<img class="alignright size-thumbnail wp-image-440" src="https://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/03/MISSIROLI-quaderno_5_malaria_xweb-24-150x150.jpg" alt="untitled" width="150" height="150" />o. I corsi che si svolgevano dal mese di aprile fino ad ottobre di ogni anno presso il Poligono di Artiglieria di Nettuno per imparare le nozioni idonee a salvaguardarsi dall&#8217;infezione palustre. La Fondazione Rokfeller svolse un ruolo molto importante per l’eradicazione della malaria. Nel 1925 procede alla realizzazione della Stazione Sperimentale per la Lotta Antimalarica diretta da Missiroli e dall’americano Hackett. Le misure messe in atto dai due scienziati permisero di eliminare definitivamente tale flagello della malaria in Italia. Nel 1928 Missiroli fondò l’Istituto di Sanità Pubblica che nel 1934 divenne l’Istituto Superiore di Sanità al servizio del Ministero dell’Interno. In Italia la malaria era endemica fino a poco tempo dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il DDT fu sintetizzato una prima volta  da Zeidler nel 1874 e le sue proprietà insetticide vennero scoperte nei laboratori scientifici della compagnia Gegy di Basilea e brevettato nel 1939, dopo che ne furono scoperte le proprietà insetticide.</p>
<p style="text-align: justify;"> Ma solo nel 1947 venne utilizzato nel programma quinquennale di eradicazione esteso su tutto il territorio nazionale. Sono state trovate numerose zanzare appartenenti alla specie Anophales Labranchiae soprattutto negli edifici adibiti a ricovero per animali, ma in nessun caso gli insetti contenevano plasmodi nel loro stomaco. Il plasmodio era trasmesso attraverso anofele locali (plasmodium falciparum responsabile della terzana maligna o malaria estivo-autunnale è la forma più pericolosa di malaria potendo evolvere nella forma  perniciosa o malaria celebrale ad elevata mortalità. Dopo la seconda guerra mondiale i soldati americani lo usarono per bonificare le zone infestate dalla malaria e i successi furono spettacolari in pochi anni in europa e Nord America questa piaga secolare fu definitivamente estirpata. La strategia contro la malaria prevedeva due fasi:</p>
<p style="text-align: justify;"> &#8211; Distruggere il maggior numero di zanzare, impedirne la riproduzione e di tenerle lontane dalle abitazioni in modo da ridurne il numero delle persone che ne venivano contagiate.</p>
<p style="text-align: justify;">- Curare queste persone per eliminare il nuovo protozoo (plasmodio) dal loro organismo in modo da ridurne sempre di più il numero di persone che quando venivano punte trasmettevano l’agente infettivo alle zanzare.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa strategia il DDT ha un ruolo fondamentale perchè è repellente e letale per gli insetti. Irrorato sui muri uccide le zanzare che si posano e tiene lontane le altre. La scoperta dell’azione insetticida residua del DDT  spronò i ricercatori a sperimentare con ardore  le potenzialità di tale insetticida e misurarne gli sviluppi di questa grande scoperta nonostante le parole di mal celato scherno. Già nel 1944 il Missiroli studiava le proprietà del DDT procurate illecitamente, successivamente grazie ai fondi dell’ UNITED NATIONS RELIEF AND REHABILITATIONS ADMINISTRATIONS (UNRRA)  finalmente poterono iniziare la sperimentazione nel campo pratico che avrebbe portato a formulare il piano quinquennale del risanamento dell’Italia. Primo piano di aiuto organizzato dagli Stati Uniti e dagli Stati dell’America Latina alla fine della seconda guerra mondiale. Era rivolto ai paesi europei e prevedeva aiuti economici di vario tipo (viveri, macchinari, materie prime, valute). Ne beneficiarono particolarmente la Grecia, l’Italia, la Jugoslavia, l’Austria, l’Ucraina, la Cecoslovacchia, la Polonia. L’ fu concepita per alleviare le necessità di prima emergenza; fu pertanto disciolta nel <img class="alignleft size-medium wp-image-441" src="https://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/03/DDT-quaderno_5_malaria_xweb-91-300x216.jpg" alt="untitled" width="300" height="216" />1946, lasciando al Programma di ripresa economica il compito più specifico della ricostruzione. L’azione insetticida per contatto del DDT le cui sostanze penetrano nell’organismo colpisce il sistema nervoso delle zanzare  determinando la paralisi dei loro arti e la morte che avviene in tre –quattro ore. Nelle abitazioni trattate con il DDT scomparvero le zanzare e la popolazione rurale si trovò quindi in un ambiente salubre e privo dei micidiali insetti. Dal controllo quotidiano degli anofeli nelle stazioni di cattura effettuato dai tecnici preposti e nelle case circostanti, giugno &#8211; agosto del 1949, si assistette praticamente alla scomparsa  dalla micidiale anophela lambrachiae. L’intervento di irrorazione veniva effettuato nei focolai larvali, dalle osservazioni compiute al tramonto e nelle ore notturne si rilevava che le zanzare entravano  nei ricoveri animali dove pungeva gli animali e una gran parte si fissava nelle pareti. Ma dopo il contatto con la parete trattata gli insetti ma anche  Il primo esperimento nel campo pratico fu iniziato dal Missiroli con il concorso dell’(UNRRA) il giorno 5 giugno 1945 nella zona sud orientale della provincia di latina nella pianura di Fondi circondata da estese paludi dove la popolazione nel periodo primavera estate viveva in capanne costruite con canna palustre. Con questa sperimentazione si dimostrava che nonostante le suddette condizioni ambientali il DDT esplicava la sua efficace azione profilattica. Il piano quinquennale di eradizione della malaria dall’italia iniziato nel 1947. Nella foto sopra a sinistra: Littoria -Squadra trasportata in bicicletta (1948)</p>
<p style="text-align: justify;"> La malaria importata in italia nel III o II secolo avanti cristo aveva condizionato la vita e la storia dei popoli soprattutto nelle aree dell’Italia centro meridionale . Il personale addetto alla irrorazione del DDT utilizzava la bicicletta che permetteva di portare la pompa  e una latta contenente 20 litri di soluzione  concentrata di DDT riusciva ad irrorare 1800 mq al giorno nel 1949. Nel 1948 per la prima volta dopo ventidue secoli la malaria non aveva fatto più vittime  e negli anni successivi i casi di malaria andavano a ridursi fino a scomparire.</p>
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		<title>LA SODA CAUSTICA, SOSTANZA CHIMICA CORROSIVA, USATA NELL’ALIMENTAZIONE CON LE DOVUTE PRECAUZIONI</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 09:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giuliano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa da una persona, che frequenta un corso di panificazione, mi è stata chiesta quale fosse la spiegazione dal punto di vista chimico del fatto che le forme di alcuni tipi di pane, come la baguette (francese) o il brezel (tedesco), prima della cottura vengano immerse in una soluzione di soda caustica. Le spiegai, innanzitutto, che la soda caustica è il nome commerciale ed anche storico dell’idrossido di sodio, la cui formula chimica è NaOH (Na, sodio, O, ossigeno e H, idrogeno), che, a temperatura ambiente, è un solido cristallino bianco, altamente corrosivo, avente peso molecolare = 40 u.m.a. (quindi 1 mole è pari a 40 g), è igroscopico e deliquescente (cioè esposto all’aria ne assorbe l’umidità e vi si discioglie), molto solubile in acqua (1,090 kg per litro di acqua) con un elevato sviluppo di calore (10,3 kcal per ogni 40 g di NaOH per litro di soluzione), è una base forte tant’è che ne bastano 40 g sciolti in un litro di soluzione acquosa per avere un pH = 14, valore di forte basicità (o alcalinità). Il contatto con la pelle del composto sia allo stato solido che in soluzione causa ustioni, per cui va maneggiato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/Copia-di-FotoF_G1.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-281" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/Copia-di-FotoF_G1-150x150.jpg" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" width="150" height="150" /></a>Pochi giorni fa da una persona, che frequenta un corso di panificazione, mi è stata chiesta quale fosse la spiegazione dal punto di vista chimico del fatto che le forme di alcuni tipi di pane, come la baguette (francese) o il brezel (tedesco), prima della cottura vengano immerse in una soluzione di soda caustica. Le spiegai, innanzitutto, che la soda caustica è il nome commerciale ed anche storico dell’idrossido di sodio, la cui formula chimica è NaOH (Na, sodio, O, ossigeno e H, idrogeno), che, a temperatura ambiente, è un solido cristallino bianco, altamente corrosivo, avente peso molecolare = 40 u.m.a. (quindi 1 mole è pari a 40 g), è igroscopico e deliquescente (cioè esposto all’aria ne assorbe l’umidità e vi si discioglie), molto solubile in acqua (1,090 kg per litro di acqua) con un elevato sviluppo di calore (10,3 kcal per ogni 40 g di NaOH per litro di soluzione), è una base forte tant’è che ne bastano 40 g sciolti in un litro di soluzione acquosa per avere un pH = 14, valore di forte basicità (o alcalinità). Il contatto con la pelle del composto sia allo stato solido che in soluzione causa ustioni, per cui va maneggiato con guanti ed occhiali protettivi. Lasciato all’aria reagisce con il biossido di carbonio (alias anidride carbonica) CO<sub>2</sub> secondo le seguenti reazioni di carbonatazione:</p>
<p style="text-align: justify;">2NaOH + CO<sub>2</sub> à Na<sub>2</sub>CO<sub>3</sub> + H<sub>2</sub>O</p>
<p style="text-align: justify;">Na<sub>2</sub>CO<sub>3 </sub>+ CO<sub>2</sub> + H<sub>2</sub>O à 2NaHCO<sub>3</sub></p>
<p style="text-align: justify;">trasformandosi in carbonato di sodio, Na<sub>2</sub>CO<sub>3, </sub>da cui si ottiene il bicarbonato di sodio, NaHCO<sub>3</sub>. Questa è la stessa sostanza usata in ambito domestico ed è riportata tra gli additivi alimentari della UE con la sigla E 500, non solo come regolatore di acidità ma anche come lievitante chimico, per gli impasti a base di farine, perché, sia a causa del riscaldamento al di sopra di 50°C secondo la reazione 2NaHCO<sub>3</sub>à Na<sub>2</sub>CO<sub>3</sub> + H<sub>2</sub>O + CO<sub>2</sub>, sia per contatto con soluzioni acide secondo quest’altra trasformazione NaHCO<sub>3 </sub>+ H<sup>+</sup> à Na+ + H<sub>2</sub>O + CO<sub>2</sub>, sviluppa il gas CO<sub>2</sub> che espandendosi fa rigonfiare l’impasto. Alla temperatura di 20°C, il carbonato ha una solubilità in acqua pari a 220 g/L, mentre il bicarbonato è meno solubile, in quanto ha una solubilità pari a 95,5 g/L.<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/03/idrossido-di-sodio.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-410" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/03/idrossido-di-sodio.jpg" alt="idrossido di sodio" width="322" height="460" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli additivi alimentari UE, identificato con la sigla E 524, l’idrossido di sodio è usato come regolatore di acidità perché neutralizza gli ioni H<sup>+ </sup>provenienti dalla ionizzazione degli acidi, secondo la seguente reazione NaOH + H<sup>+ </sup>à Na<sup>+</sup> + H<sub>2</sub>O, essendo l’acqua un composto neutro. Usata anche per la fabbricazione del sapone, la soda caustica viene impiegata per la preparazione di alcuni alimenti come il “lutefisk” (da lut, soda caustica, e fisk, pesce), tipico piatto norvegese, e per quella industriale del “brezel”, un tipico pane prodotto in Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">La preparazione del “lutefisk” si fa lasciando prima il pesce in acqua per sei giorni, che poi viene posto in una soluzione di NaOH per altri due giorni. Ciò determina la parziale denaturazione delle proteine (cioè un cambiamento della struttura proteica) il cui contenuto diminuisce circa della metà. In questa fase il prodotto non è commestibile, tant’è che per essere consumato deve subire un secondo bagno di 6 giorni, durante i quali l&#8217;acqua viene cambiata frequentemente per allontanare la soda caustica in eccesso. A questo punto il “lutefisk” è pronto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “brezel” viene preparato, usando farina di grano tenero, malto, lievito di birra e anche bicarbonato di sodio, con il metodo di panificazione conosciuto con il nome di “laugengebäck” che, in Germania, indica il pane che, prima di essere cotto, viene immerso in una soluzione acquosa ancora calda di soda caustica (!). Questa, durante la cottura in forno a causa dello sviluppo di CO<sub>2</sub>, subisce le succitate reazioni chimiche:</p>
<p style="text-align: justify;">2NaOH + CO<sub>2</sub> à Na<sub>2</sub>CO<sub>3</sub> + H<sub>2</sub>O</p>
<p style="text-align: justify;">Na<sub>2</sub>CO<sub>3 </sub>+ CO<sub>2</sub> + H<sub>2</sub>O à 2NaHCO<sub>3</sub></p>
<p style="text-align: justify;">che conferiscono l’aspetto lucido e consistente alla crosta del pane “brezel”. È da sottolineare il fatto importante che la soda caustica viene usata solo industrialmente, mentre in ambito domestico è utilizzato direttamente il bicarbonato di sodio NaHCO<sub>3 </sub>per evitare le conseguenze nocive connesse alla pericolosità della soda caustica, già descritta.</p>
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		<title>RIPRENDE LO SCREENING MAMMOGRAFICO IN PROVINCIA DI LATINA</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2015 11:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele D'Ettore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Su richiesta del Segretario Generale Spi-Cgil Latina Raffaele D&#8217;Ettorre , congiuntamente al  coordinamento donne dello SPI-CGIL Provinciale si è svolto lunedì 3 febbraio, presso la sede della Direzione della ASL l’incontro con il Direttore Generale Dott. Caporossi, per discutere del ripristino del programma screening mammografico che ha subito un quasi azzeramento nel 2014, per problemi legati ha difficoltà organizzative e di personale. Il Direttore Gen. Dott. Caporossi s è impegnato  che nei prossimi giorni provvederà all’assunzione dei sei tecnici mancanti e immediatamente dopo riparte il programma di screening mammografico che per la nostra provincia riguarda una popolazione femminile in età di screening (50-69 anni) di 70.380 (Piano strategico aziendale ASL Latina 2014). Trattandosi di un test biennale ogni anno vanno invitate: 35.160 donne.L’ azienda ritiene di poter recuperare il tempo perduto nei prossimi sei mesi. Lo Screening mammografico è una metodica preventiva, compresa tra i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), che mira a diagnosticare il tumore quando è ancora di piccole dimensioni e non provoca alcun apparente disturbo, permettendo cure più efficaci e meno invasive per la donna con benefici fisici e psicologici. Oggi, dopo quattordici  anni di attività, vogliamo ricordare i pionieri di questo importante programma che ha salvato la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/Foto-Raffaele.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft  wp-image-352" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/Foto-Raffaele-203x300.jpg" alt="Foto Raffaele" width="101" height="149" /></a><br />
Su richiesta del Segretario Generale Spi-Cgil Latina Raffaele D&#8217;Ettorre , congiuntamente al  coordinamento donne dello SPI-CGIL Prov<img class="alignright size-medium wp-image-354" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/02/ok-art-dettorre-300x211.jpg" alt="ok art dettorre" width="300" height="211" />inciale si è svolto lunedì 3 febbraio, presso la sede della Direzione della ASL l’incontro con il Direttore Generale Dott. Caporossi, per discutere del ripristino del programma screening mammografico che ha subito un quasi azzeramento nel 2014, per problemi legati ha difficoltà organizzative e di personale. Il Direttore Gen. Dott. Caporossi s è impegnato  che nei prossimi giorni provvederà all’assunzione dei sei tecnici mancanti e immediatamente dopo riparte il programma di screening mammografico che per la nostra provincia riguarda una popolazione femminile in età di screening (50-69 anni) di 70.380 (Piano strategico aziendale ASL Latina 2014). Trattandosi di un test biennale ogni anno vanno invitate: 35.160 donne.L’ azienda ritiene di poter recuperare il tempo perduto nei prossimi sei mesi. Lo Screening mammografico è una metodica preventiva, compresa tra i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), che mira a diagnosticare il tumore quando è ancora di piccole dimensioni e non provoca alcun apparente disturbo, permettendo cure più efficaci e meno invasive per la donna con benefici fisici e psicologici.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, dopo quattordici  anni di attività, vogliamo ricordare i pionieri di questo importante programma che ha salvato la vita a centinaia di donne che attraverso lo screening mam<br />
mografico sono riuscite a avere una diagnosi precoce del tumore al seno. Nel novembre 2001, Nicola Romagnoli, Felice Gagliardi, Paola Bellardini e Filippo Lunardi iniziano l’avventura dei programmi di screening nella Ausl di Latina. Vie<br />
ne scelto come centro pilota il Comune di Priverno. Da allora, anche se attraverso il superamento di numerosi ostacoli, il programma si è poi esteso a tutti i 33 comuni della Provincia di Latina. L’attuale assetto prevede 6 centri di I livello per esecuzione del test: Aprilia, Latina, Priverno, Fondi, Terracina e Formia. Essendo l’adesione al programma di screening da parte delle donne su base volontaria, la vicinanza della sede ove si svolge l’esame influisce fortemente sulla risposta alle chiamate.  Il Programma, seguendo le direttive nazionali e le evidenze scientifiche, prevede che le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni vengano invitate ad eseguire gratuitamente una mammografia ogni 2 anni.  Le mammografie vengono lette e refertate  da due radiologi dedicati; nei casi di normalità dell’esame la donna riceve la risposta a casa, diversamente viene contattata telefonicamente per concordare un appuntamento. Gli approfondimenti diagnostici sono effettuati presso l’Unità Operativa Diagnostica e Prevenzione Senologica di Latina presso l’ospedale Santa Maria Goretti. Alle donne, che necessitano di trattamenti c<br />
hirurgici, radioterapici e adiuvanti, verrà proposto un percorso completo, si auspica visti i problemi organizzativi e di personale della ASL di Latina, nel rispetto dei tempi previsti dai protocolli.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo opportuno ricordare le adesioni al programma di screening mammografico raggiunto nella nostra provincia: nel 2011 circa 15.000 adesioni, nel 2012 19.000 adesioni, nel 2013 22.300 adesioni, nel 2014 <strong>4.900 adesioni</strong>, risultando il primo programma di screening della regione Lazio. Il Segretario Gen. Raffaele D&#8217;Ettorre  auspica che il programma di screening mammografico cosi come assicurato dalla Direzione della ASL riprenda il 16 febbraio, per continuare ad offrire un servizio dalla rilevantissima ricaduta sociale e sanitaria sulle donne della nostra  provincia. Inoltre auspica che il programma venga  implementato, alla fascia di donne con età 40-49 e quella 70-74 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritiene inoltre non più rinviabile che presso l’ospedale Santa Maria Goretti venga istituita la Breast Unit/Senologica (attualmente in atto grazie alla collaborazione spontanea degli operatori sanitari) prevista dalla normativa europea a cui l’Italia si dovrà uniformare entro il 2016. L’istituzione della “Breast/Unit nell’ospedale di Latina è una delle  richieste fatte dalla assemblea dei Sindaci della nostra provincia, quando e stato discusso il PIANO AZIENDALE 2014 della ASL. Oggi dopo il  decreto Regionale sulla nuova rete oncologica firmato nei giorni scorsi dal Presidente Zingaretti e quanto mai opportuno dare attuazione a detta istituzione . E’ necessario, quindi, dare maggiore impulso alla informazione per ridurre i casi in cui le pazienti ricorrono alle cure fuori provincia e fuori Regione, attraverso questa azione far scaturire il risparmio per l’Azienda e un minor disagio alle donne e alle loro famiglie.</p>
<p> RAFFAELE D&#8217;ETTORRE,  SEGRETARIO GENERALE SPI- CGIL LATINA,   Il COORDINAMENTO DONNE SPI-CGIL PROVINCIALE.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>AMIANTO CLASSE &#8217;92. L&#8217;ULTIMO CENSIMENTO DEL MINISTERO DELL&#8217;AMBIENTE</title>
		<link>https://www.presentefuturo.org/amianto-classe-92-lultimo-censimento-del-ministero-dellambiente/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 09:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Potenza]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[                                            L&#8217;ultimo censimento dei siti con presenza di amianto è stato reso pubblico dal Ministero dell&#8217;Ambiente in data 17 giugno 2014. Il censimento evidenzia attraverso la mappa riportata, il numero totale dei siti &#8220;contaminati&#8221; presenti in Italia. Dal censimento si evince che il numero dei siti da bonificare si attesta a 30.309, mentre i siti parzialmente bonificati sono 339 ed i siti bonificati 832. Il totale dei siti censiti corrisponde al solo numero dei luoghi censiti e quindi denunciati alla regione (non sono presenti informazioni riguardanti la Calabria, la Sicilia e la Campania). La regione che smaltisce la quantità maggiore di Eternit è il Piemonte, con oltre 39mila tonnellate (39,3 per cento). Per i siti d’interesse nazionale da bonificare dall’amianto il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha presentato una richiesta di finanziamento di circa 360 milioni di euro per il Fondo sviluppo e coesione 2014/2020. La presenza di amianto in Italia rappresenta una delle priorità per il rischio sanitario-ambientale, basti pensare agli esiti per la salute (mesotelioma) che possono riscontrarsi a più di quarant’anni dall&#8217;esposizione a fibre di amianto. Dati i bassi costi di produzione e l&#8217;ampia disponibilità di questa materia prima, l&#8217;amianto è stato impiegato in innumerevoli applicazioni industriali e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">                          <a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/01/Fabio-Potenza.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft size-full wp-image-343" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/01/Fabio-Potenza.jpg" alt="Fabio Potenza" width="130" height="130" /></a>                  L&#8217;ultim<a href="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/01/AMIANTO.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignright  wp-image-344" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2015/01/AMIANTO-222x300.jpg" alt="AMIANTO" width="321" height="433" /></a>o censimento dei siti con presenza di amianto è stato reso pubblico dal Ministero dell&#8217;Ambiente in data 17 giugno 2014. Il censimento evidenzia attraverso la mappa riportata, il numero totale dei siti &#8220;contaminati&#8221; presenti in Italia. Dal censimento si evince che il numero dei <strong>siti da bonificare</strong> si attesta a <strong>30.309</strong>, mentre i <strong>siti parzialmente bonificati </strong>sono <strong>339 </strong>ed i <strong>siti bonificati</strong> <strong>832</strong>. Il totale dei siti censiti corrisponde al solo numero dei luoghi censiti e quindi denunciati alla regione (non sono presenti informazioni riguardanti la Calabria, la Sicilia e la Campania). La regione che smaltisce la quantità maggiore di Eternit è il Piemonte, con oltre 39mila tonnellate (39,3 per cento). Per i siti d’interesse nazionale da bonificare dall’amianto il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha presentato una richiesta di finanziamento di circa 360 milioni di euro per il Fondo sviluppo e coesione 2014/2020. La presenza di amianto in Italia rappresenta una delle priorità per il rischio sanitario-ambientale, basti pensare agli esiti per la salute (mesotelioma) che possono riscontrarsi a più di quarant’anni dall&#8217;esposizione a fibre di amianto. Dati i bassi costi di produzione e l&#8217;ampia disponibilità di questa materia prima, l&#8217;amianto è stato impiegato in innumerevoli applicazioni industriali e civili grazie alle sue proprietà intrinseche di resistenza al fuoco, isolamento e qualità insonorizzanti. Si stima che, dal dopoguerra fino al 1992 (data in cui l&#8217;amianto è stato bandito), l’Italia ha prodotto circa 4 milioni di tonnellate di amianto grezzo e ne ha importati circa 2 milioni di tonnellate. Con il D.M. 06/09/1994 (Normative e metodologie tecniche di applicazione dell&#8217;art. 6,comma 3, e dell&#8217;art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n.257, relativa alla cessazione dell&#8217;impiego dell&#8217;amianto), si regolamentano e si individuano gli strumenti necessari ai rilevamenti e alle analisi del rivestimento degli edifici, alla pianificazione e alla programmazione delle attività di rimozione e di fissaggio, le procedure da seguire nei diversi processi lavorativi di rimozione e le metodologie tecniche per gli interventi di bonifica. Non è sempre detto che i manufatti in amianto siano pericolosi per la salute umana, pertanto se il materiale risulta in buone condizioni e non è stato manomesso è estremamente improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio di fibre di amianto. Invece se il materiale risulta danneggiato (come il cattivo stato di conservazione) si verifica un rilascio di fibre che risulta un rischio per la salute. Per una valutazione della esposizione da fibre, si dovrà intervenire preliminarmente attraverso il <strong>monitoraggio ambientale</strong> della zona interessata, e quindi misurare la concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse, inoltre dovrà essere effettuata una <strong>ispezione visiva</strong> dell&#8217;installazione per valutare: a) il tipo e <strong>le condizioni dei material</strong>i, b) i <strong>fattori che possono determinare un futuro danneggiamento o degrado</strong>, c) i fattori che influenzano la diffusione di fibre e l&#8217;esposizione degli individui. Per i <strong>metodi di bonifica</strong> che posso essere applicati, si posso attuare: a) <strong>Rimozione dei materiali di amianto</strong>, b) <strong>Incapsulamento</strong>, c) <strong>Confinamento</strong>. Nella tabella I, vengono riportati in sintesi i risultati di uno studio della Regione Lazio &#8221; L&#8217;amianto nella Regione Lazio, i rischi per la salute, la mappatura dei materiali contenenti amianto, le bonifiche&#8221;, la quale ha realizzato un censimento delle coperture di amianto in tutta la regione.</p>
<table width="645">
<tbody>
<tr>
<td width="204"><strong>Zona</strong></td>
<td width="117"><strong>Superficie analizzata</strong><strong>[Kmq]</strong></td>
<td width="132"><strong>Coperture C-A</strong><strong>[mq]</strong></td>
<td width="90"><strong>Ton</strong><strong>MCA</strong></td>
<td width="102"><strong>Ton</strong><strong>MCA /</strong></p>
<p><strong>Kmq</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="204"><strong>Aprilia-Anzio [LT/RM]</strong></td>
<td width="117">200</td>
<td width="132">442.098</td>
<td width="90">6600</td>
<td width="102">33,0</td>
</tr>
<tr>
<td width="204"><strong>Frosinone [FR]</strong></td>
<td width="117">120</td>
<td width="132">354.861</td>
<td width="90">5250</td>
<td width="102">43.75</td>
</tr>
<tr>
<td width="204"><strong>Sora, Isola del Liri [FR]</strong></td>
<td width="117">25</td>
<td width="132">90.001</td>
<td width="90">1.350</td>
<td width="102">54,00</td>
</tr>
<tr>
<td width="204"><strong>Cisterna di Latina [LT]</strong></td>
<td width="117">25</td>
<td width="132">106.407</td>
<td width="90">1.596</td>
<td width="102">63,84</td>
</tr>
<tr>
<td width="204"><strong>Borgo Santa Maria; Borgo</strong><strong>Sabotino [LT]</strong></td>
<td width="117">50</td>
<td width="132">152.092</td>
<td width="90">2.281</td>
<td width="102">45,63</td>
</tr>
<tr>
<td width="204"><strong>Latina scalo [LT]</strong></td>
<td width="117">25</td>
<td width="132">97.706</td>
<td width="90">1.466</td>
<td width="102">58,62</td>
</tr>
<tr>
<td width="204"><strong>Sezze [LT]</strong></td>
<td width="117">25</td>
<td width="132">41.222</td>
<td width="90">618</td>
<td width="102">24,73</td>
</tr>
<tr>
<td width="204"><strong>Itri [LT]</strong></td>
<td width="117">25</td>
<td width="132">36.722</td>
<td width="90">551</td>
<td width="102">22,03</td>
</tr>
<tr>
<td width="204"><strong>Gaeta [LT]</strong></td>
<td width="117">25</td>
<td width="132">56.057</td>
<td width="90">841</td>
<td width="102">33,63</td>
</tr>
<tr>
<td width="204"><strong>Minturno [LT]</strong></td>
<td width="117">50</td>
<td width="132">71.079</td>
<td width="90">1.066</td>
<td width="102">21,32</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Regione Lazio a partire dall’anno 2010 ha avviato un processo di semplificazione della notifica di informazioni attraverso il portale della Regione Lazio (www.laziosaluteesicurezza.it) e il portale del Centro Regionale Amianto (www.prevenzioneonline.net) dai quali è possibile effettuare la comunicazione prevista dalla legge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>COME DIMAGRIRE MANGIANDO</title>
		<link>https://www.presentefuturo.org/come-dimagrire-mangiando/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 18:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[shen]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Rimembro le parole di mia nonna: “Colazione da re, pranzo da principi e cena da poveri”. Saggezza popolare, oggi troppo spesso dimenticata anche  a causa dei ritmi frenetici a cui sottoposto il nostro organismo che necessita di ben 114 differenti alimenti per nutrire le cellule di cui e’ composto. Così ogni mattino dovremmo restituire al nostro organismo quello che ha perso durante l’attività quotidiana e durante il sonno, cominciando a reintegrare il nostro corpo bevendo acqua e assumendo tutti i nutrienti necessari attraverso una bella colazione da re. Normalmente le nostre colazioni piu’ frequenti sono quelle a base di zucchero come la tipica italiana del cappuccino e cornetto, o anche  latte e cereali, fette biscottate e marmellata. Ma cosa succede al nostro organismo quando a colazione assumiamo questo tipo di alimenti che altro non sono che carboidrati semplici? Forse molti non sanno che questi carboidrati determinano un picco glicemico, ovvero un eccesso di zucchero nel sangue, così il Pancreas reagisce producendo più insulina e il picco scende piu’ o meno repentino, ma lo zucchero non scompare, si trasforma in grasso che ritroveremo localizzato nel nostro corpo.  Il diagramma rappresentato nell’immagine a fianco riportatadescrive l’ andamento altalenante della curva glicemica.  Questo disequilibrio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Rimembro le parole di mia nonna: “Colazione da re, pranzo da principi e cena da poveri”. Saggezza popolare, oggi troppo spesso di<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-223" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/balletta-immagini-copia-150x150.jpg" alt="balletta immagini copia" width="150" height="150" />menticata anche  a causa dei ritmi frenetici a cui sottoposto il nostro organismo che necessita di ben 114 differenti alimenti per nutrire le cellule di cui e’ composto. Così ogni mattino dovremmo restituire al nostro organismo quello che ha perso durante l’attività quotidiana e durante il sonno, cominciando a reintegrare il nostro corpo bevendo acqua e assumendo tutti i nutrienti necessari attraverso una bella colazione da re. Normalmente le nostre colazioni piu’ frequenti sono quelle a base di zucchero come la tipica italiana del cappuccino e cornetto, o anche  latte e cereali, fette biscottate e marmellata. Ma cosa succede al nostro organismo quando a colazione assumiamo questo tipo di alimenti che altro non sono che carboidrati semplici? Forse molti non sanno che questi carboidrati determinano un picco glicemico, ovvero un eccesso di zucchero nel sangue, così il Pancreas reagisce producendo più<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-227" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/Copia-di-Copia-di-balletta-immagini-copia2-150x150.jpg" alt="Copia di Copia di balletta immagini copia" width="150" height="150" /> insulina e il picco scende piu’ o meno repentino, ma lo zucchero non scompare, si trasforma in grasso che ritroveremo localizzato nel nostro corpo.  Il diagramma rappresentato nell’immagine a fianco riportatadescrive l’ andamento altalenante della curva glicemica.  Questo disequilibrio nell’organismo a lungo andare può avere degli effetti sul peso e sul benessere generale.  Quindi come possiamo assicurare un livello ottimale di zucchero nel sangue e mettere un punto all’accumulo di grasso in eccesso nel nostro corpo favorendo anche la perdita di peso? L’ideale è fare una colazione equilibrata che contenga tutti i nutrienti di cui il nostro organismo ha necessità:</p>
<ol>
<li>Macronutrienti: Proteine, Carboidrati, Fibre e Grassi;</li>
</ol>
<ol start="2">
<li>Micronutrienti: Vitamine, Minerali e Oligoelementi;</li>
</ol>
<ol start="3">
<li>Acqua;</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"> Ovviamente as<img class="alignleft  wp-image-225" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/11/Copia-di-balletta-immagini-copia-150x150.jpg" alt="Copia di balletta immagini copia" width="168" height="168" />sumere questa quantità e qualità di nutrienti risulterebbe difficile e complessa, ancorché per la grande quantita’ e varietà di alimenti da utilizzare. In questo caso vengono in aiuto dei preparati, sostituti della colazione o di uno degli altri pasti giornalieri,  scientificamente sicuri, composti da ingredienti naturali e proteine vegetali, con poche calorie, economici, pratici e veloci. Questi preparati non alimentano il picco glicemico, contengono pochissime calorie garantendo  pasti equilibrati e bilanciati. Un ottimo modo per controllare il peso e stare in forma e’ quindi quello di sostituire la classica colazione con questo preparato, disponibile in diversi gusti, anche per soddisfare i palati più esigenti. Se invece si vuole perdere peso più velocemente, e’ opportuno sostituire, oltre alla colazione, anche un pasto a scelta tra pranzo e cena. I risultati non si faranno attendere e scoprirete come sia possibile dimagrire mangiando.</p>
<p style="text-align: justify;">Per prenotare una consulenza personalizzata con test impedenziometrico gratuita o per acquistare i prodotti consigliati contattare Cristiana Balletta (Personal Coach del Benessere) <strong>tel. 331-455.6662</strong> o scrivere a <strong>criballetta@gmail.com</strong></p>
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		<title>NUTRIZIONE PER L’ATLETA</title>
		<link>https://www.presentefuturo.org/nutrizione-per-latleta/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 16:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Balletta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Un atleta vero e’ attento a quello che assume, per lui la nutrizione deve andare oltre il “prima, durante e dopo” l’allenamento. L’esigenza primaria di uno sportivo e’ avere un ottimo livello d’idratazione per permettere una buona termoregolazione e un buon funzionamento dell’organismo. Molte attivita’sportive determinano una grande perdita di acqua e se non si prendono dovute misure precauzionali, si raggiunge una cattiva idratazione al di sotto del livello ottimale compromettendo quindi l’allenamento. Occorre invece raggiungere una migliore idratazione, da mantenere anche durante tutto l’allenamento, questo si puo’ ottenere con una bevanda che contenga elettroliti, cioe’sali minerali che mantengono acqua nel corpo evitando che se ne resti sprovvisti con una sudorazione eccessiva. Se poi ci si vuole idratare assumendo in abbondanza una bevanda dal buon sapore senza ingrassare, la bevanda non deve contenere calorie, cosi’ può essere assunta anche nei giorni di riposo. L’ideale e’che la bevanda contenga anche vitamina C, utile per la circolazione e per le cartilagini, e le vitamine del gruppo B, coinvolte nel metabolismo energetico, in quello muscolare. Per una corretta idratazione, l’integratore ideale dovrebbe avere tutte queste caratteristiche. Se prima o durante l’allenamento si ha bisogno di un po’ di attivazione del sistema nervoso, si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un atleta vero e’ attento a quello che assume, per lui la nutrizione deve andare oltre il “prima, durante e dopo” l’allenamento.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esigenza primaria di uno sportivo e’ avere un ottimo livello d’idratazione per permettere una buona termoregolazione e un buon funzionamento dell’organismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte attivita’sportive determinano una grande perdita di acqua e se non si prendono dovute misure precauzionali, si raggiunge una cattiva idratazione al di sotto del livello ottimale compromettendo quindi l’allenamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-122" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/10/h24sportiviweb.jpg" alt="h24sportiviweb" width="555" height="382" /></p>
<p style="text-align: justify;">Occorre invece raggiungere una migliore idratazione, da mantenere anche durante tutto l’allenamento, questo si puo’ ottenere con una bevanda che contenga elettroliti, cioe’sali minerali che mantengono acqua nel corpo evitando che se ne resti sprovvisti con una sudorazione eccessiva. Se poi ci si vuole idratare assumendo in abbondanza una bevanda dal buon sapore senza ingrassare, la bevanda non deve contenere calorie, cosi’ può essere assunta anche nei giorni di riposo. L’ideale e’che la bevanda contenga anche vitamina C, utile per la circolazione e per le cartilagini, e le vitamine del gruppo B, coinvolte nel metabolismo energetico, in quello muscolare. Per una corretta idratazione, l’integratore ideale dovrebbe avere tutte queste caratteristiche. Se prima o durante l’allenamento si ha bisogno di un po’ di attivazione del sistema nervoso, si può aggiungere un integratore che contiene caffeina. Se inoltre si pensa di aver bisogno anche di energia si puo’ fare rifornimento ad integratori naturali specifici. Come sappiamo esistono sul mercato moltissimi integratori naturali, per orientarci sulla scelta consigliamo al lettore di utilizzare prodotti che abbiano queste caratteristiche:</p>
<p style="text-align: justify;">Credibilità :basata su principi scientifici</p>
<p style="text-align: justify;">Sicurezza: testato per tutte le sostanze proibite, a questo proposito occorrera’ accertarsi che l’integratore sia certificato da WADA (World Amti-doping Agency)</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma un prodotto la cui ricerca ha permesso di ottenere risultati di estrema qualità, efficacia e stabilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-124" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/10/Percorso-benessere.jpg" alt="Percorso-benessere" width="832" height="822" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per prenotare una consulenza personalizzata con test impedenziometrico gratuita o per acquistare i prodotti consigliati contattare Cristiana Balletta (Personal Coach del Benessere) tel. 331-455.6662 o scrivere a criballetta@gmail.com</p>
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		<title>CARO DENTISTA QUANTO MI COSTI !!</title>
		<link>https://www.presentefuturo.org/caro-dentista-quanto-mi-costi/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 14:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Niko Zanier]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;attuale crisi economica , che dura da diversi anni , c&#8217;e&#8217; gente che non puo&#8217; andare alle mense della Caritas e mangia Pane con brodo di Dado ! La crisi fa male anche ai Professionisti , molti non hanno soldi per curarsi i denti , si tengono la bocca disastrata e non sorridono piu&#8217; , ne ha parlato anche la trasmissione &#8221; Servizio Pubblico &#8221; del 13/3/2014 con l&#8217;intervista ad un Architetto del nord Italia. Questa situazione economica Italiana , ha fatto aumentare il cosiddetto &#8221; Turismo Dentale &#8221; verso alcuni paesi dell&#8217;Est Europa, soprattutto Romania ,Ungheria, Croazia, dove ci sono Cliniche Dentali all&#8217;avanguardia con strutture, strumentazioni e Professionisti di altissimo livello. Ovviamente non tutti i dentisti dell&#8217;est Europa sono a livelli alti e si deve fare attenzione alla scelta del Dentista a cui affidarsi. I migliori Studi Dentali dell’est Europa utilizzano gli stessi materiali, alcune volte anche migliori, di quelli che vengono utilizzati in Italia, prodotti negli: Stati Uniti, Germania, Svezia , Israele. I vantaggi che hanno i paesi dell&#8217;est rispetto all&#8217;Italia , sono i costi molto inferiori del personale , strutture e tasse , questo consente ai Dentisti di praticare alla clientela prezzi notevolmente piu&#8217; bassi di quelli [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;attuale crisi economica , che dura da diversi anni , c&#8217;e&#8217; gente che non puo&#8217; andare alle mense della Caritas e mangia Pane con brodo di Dado !</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi fa male anche ai Professionisti , molti non hanno soldi per curarsi i denti , si tengono la bocca disastrata e non sorridono piu&#8217; , ne ha parlato anche la trasmissione &#8221; Servizio Pubblico &#8221; del 13/3/2014 con l&#8217;intervista ad un Architetto del nord Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-77" src="http://www.presentefuturo.org/wp-content/uploads/2014/10/bucarest.jpg" alt="bucarest" width="1024" height="682" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questa situazione economica Italiana , ha fatto aumentare il cosiddetto &#8221; Turismo Dentale &#8221; verso alcuni paesi dell&#8217;Est Europa, soprattutto Romania ,Ungheria, Croazia, dove ci sono Cliniche Dentali all&#8217;avanguardia con strutture, strumentazioni e Professionisti di altissimo livello. Ovviamente non tutti i dentisti dell&#8217;est Europa sono a livelli alti e si deve fare attenzione alla scelta del Dentista a cui affidarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">I migliori Studi Dentali dell’est Europa utilizzano gli stessi materiali, alcune volte anche migliori, di quelli che vengono utilizzati in Italia, prodotti negli: Stati Uniti, Germania, Svezia , Israele.</p>
<p style="text-align: justify;">I vantaggi che hanno i paesi dell&#8217;est rispetto all&#8217;Italia , sono i costi molto inferiori del personale , strutture e tasse , questo consente ai Dentisti di praticare alla clientela prezzi notevolmente piu&#8217; bassi di quelli praticati in Italia, mediamente la metà, con una prestazione di lavoro di altissimo livello.</p>
<p style="text-align: justify;">Diverse sono le &#8220;Clinica dentale&#8221; di Bucarest, specializzata negli impianti dentali  che operano da piu&#8217; di 20 anni nell’implantologia il cui personale, ogni anno, segue seminari internazionali di aggiornamento e grazie ad una convenzione, una di queste è in grado di effettuare a Latina, una prima visita completamente gratuita.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi fosse interessato ad ulteriori informazioni si puo&#8217; rivolgere all’autore dell’articolo Niko Zanier, e-mail aria.nuova47@tiscali.it.</p>
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