MANIFESTI E CINEMA: ESPOSTI A VELLETRI I LAVORI DI ANGELO CESSELON

Giovanni Berardi

DSCN0476Il cinema non appartiene solo ai registi, agli attori, agli sceneggiatori, appartiene anche, e qualche volta proprio in misura piena, agli operatori, ai tecnici, ai maghi della lucela-donna-piu-bella-del-mondop e delle scene, anche ai disegnatori delle locandine, perché nessuna arte più del cinema richiede tante collaborazioni,  i contesti artistici e tecnici da colmare sono tanti ed il regista, che in definitiva si vuole come l’unico autore della pellicola, in realtà non è mai solo.  Angelo Cesselon,  uno dei maestri del cinema fatto con il pennello, rientra proprio tra questi collaboratori importanti e silenti, finanche fondamentali, proprio per la resa commerciale di una pellicola. Quante volte abbiamo varcato la soglia di un cinematografo solo perché colpiti dalle immagini disegnate con il pennello, le matite e i gessetti di questi artisti completamente ignorati poi dal sistema.

La faccia arguta ma decisamente ottusa di Gassman, ma è tutta della maschera di Brancaleone, e proprio nell’atto di brandire la ferrea lancia, tipico  del coraggio  “pavido”  sprigionato dall’eroe creato da Mario Monicelli ne  “L’Armata Brancaleone”, poi la splendida beltà della Lollobrigida, ritratta con, alle sue spalle, il grande amore, il principe Sergio, un Vittorio Gassman proprio ai primordi, per il film  “La donna più bella del mondo”  di Robert Z. Leonard e Piero larmata-brancaleoneumberto-dPierotti,  anche il viso umiliato, offeso, di  “Umberto D.”, nel bellissimo film sulla dignità dell’uomo,  girato da Vittorio De Sica nel 1952, un film che è rimasto tra i simboli del grande movimento cinematografico del neorealismo. Questi sono solo tre degli innumerevoli e meravigliosi bozzetti creati da Angelo Cesselon, che ora si possono ammirare in una mostra bellissima, e particolare, che si tiene a Velletri, la città che era diventata quella di adozione del pittore veneziano, e che a Velletri  morì nel 1982. Con poche, pochissime pennellate insomma, questi artisti erano chiamati dalle produzioni dei film a dare al pubblico il senso della storia, i sentimenti dei personaggi. Dovevano proprio convincere i dubbiosi spettatori a strappare quel biglietto d’entrata.  E ci riuscivano sovente, molti film ancora oggi sono ricordati soprattutto dalle loro locandine. Angelo Cesselon era uno di questi fondamentali e geniali artisti del cinema.  Di quel  cinema fatto di colori accesi, fatto soprattutto per affiggerlo, molto spesso con quattro puntine in bacheche di legno oppure incollati con colle resistenti, soprattutto sulle colonne degli archi delle città oppure sui muri, incollate anche una sopra l’altra quando quest’ultima cessava di essere valida per fare correre la gente al cinema. Era, al tempo, il cartellone uno dei pochi richiami, la televisione certamente ancora non irrompeva nelle case con i trailers, che a quel tempo chiamavamo provini, dunque erano semplicemente quelli come Cesselon che con poche pennellate sapienti invogliavano ad andare al botteghino.   Angelo Cesselon resterà in mostra fino al prossimo  6 gennaio,  precisamente presso il Polo Espositivo Juana Romani di Velletri, in via Luigi Novelli n° 3. Il Polo resterà aperto tutti i giorni, al mattino dalle ore 9 alle ore 12, nel pomeriggio dalle ore 16 alle ore 19.oo.

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