“DORMIVEGLIA”: IL SAPORE INTERNAZIONALE DI MARCO MACHERA. IL NUOVO DISCO DEL MUSICISTA PONTINO

di Giovanni Berardi

Marco Machera e Giovanni__ BerardiAvere dei musicisti di calibro internazionale a Latina è una cosa di per se piuttosto rara. Le cause possono essere tante e tutte complesse. Innanzitutto il bieco provincialismo culturale e la conseguente carenza di scambi che possono stimolare un continuo  rinnovamento. Derivano da questo, a nostro avviso, una tendenza endemica al ritardo e quindi un atteggiamento di retroguardia che producono limiti alle nuove proposte.  Ma la storia biografica ed artistica di Marco Machera in questo discorso rimane assolutamente in controtendenza. Si potrebbe attribuire questa particolarità al fatto che Marco Machera in fondo è nato a Latina proprio come un musicista cosmopolita: Marco da sempre era uno appassionato ed uno entusiasta dei King Crimson e quindi, grazie ai social, la fortuna e la facilità di contattare prima Pat Mastellotto e poi Tony Levin, il geniale bassista re cremiso. Dunque con la sfacciataggine che solo chi è giovane può avere, ecco la proposta di collaborazione per il suo disco. Questa premessa è per introdurre il nuovo lavoro del musicista pontino Marco Machera, “Dormiveglia”, Baracca e Burattini Edizione. “Dormiveglia”, già presentato  a Roma presso il Teatro Studio Gianni Borgna dell’Auditorium Parco della Musica a Roma e a Latina presso la struttura policulturale del Mostarlab, è un disco che facilita davvero un tuffo nella storia, in quella storia che poi è anche il tempo maggiore della musica ed è quello, viste le condizioni create da Marco, lavorato con accuratezza internazionale e risolto con collaboratori d’eccezione: appunto Tony Levin, Pat Mastellotto, Steve Jansen, Julie Slick, Beth Fleenor, Jope Chacon, John Porno, Frank Ultra, Alessandro Inolti, Julia Zenteno, Dario Acuna, Francesco Zampi, Susanna Buffa, Aria Falco, Vittoria Mariani. Le coordinate artistiche di Marco Machera sono sempre le sensazioni, le emozioni, i racconti, il mondo onirico. Anche “Dormiveglia”, nove tracce tutte proposte con l’estrema raffinatezza che gli è propria, si nutre di tali aspettative. Di Marco Machera c’è da sottolineare che la composizione pura è sempre stata la copertina di DormivegliaMarco Machera con Pat__ Mastellottol’essenza del suo lavoro e la sua natura letteraria non è certo politica, gli avvenimenti, che poi diventano i testi delle sue canzoni, sono narrati in chiave più psicologica che sociologica. Schivo e disponibile al contempo, ma in realtà sempre gentile, misurato ed essenziale, mai inutilmente spettacolare e mai rumoroso e vanesio, Marco Machera pensa e realizza quasi ogni giorno che  “la musica è la cosa fantastica”. Controcorrente, anche se non rinuncia facilmente ad un rapporto profondo con la contemporaneità, Marco Machera è sempre al passo con i tempi, ma lo è a suo modo, come ha sempre fatto, muovendosi con intelligenza in mille direzioni diverse, disegnando nei suoi dischi anche scenari fantastici, attraverso epoche e suoni, muovendosi libero insomma nell’ampio mare della musica. La cultura musicale Marco Machera l’ha scolpita nel cuore ma è altresì convinto che la vita non è fatta per guardare indietro e per questo trova sempre il giusto equilibrio per scrivere sempre nuovi brani. Marco è convinto tutto sommato che il lavoro artistico non  ha patria e lo puoi gestire ovunque sei. Dice Marco Machera: “queste canzoni restano una riflessione personale sul significato della musica ed una riflessione spirituale sulla relazione tra suoni e parole”. Dice Marco Machera: “Tony Levin e Pat Mastellotto li ho conosciuti musicalmente tanti anni fa ascoltando i dischi dei King Crimson e di Peter Gabriel soprattutto. Agli albori dei social network ho avuto poi la faccia tosta di scrivere a Pat Mastellotto per chiedergli di suonare su un brano del mio primo disco. Lui ha ascoltato la canzone e gli è piaciuta. Deve avere sentito qualcosa  perché la collaborazione è andata avanti e continua ancora oggi. Sia con lui che con Tony si è poi instaurato un rapporto di amicizia, ci siamo visti di persona varie volte, sia in Italia che all’estero, ed è capitato di condividere insieme palcoscenici, viaggi, registrazioni e semplici momenti di convivialità. Con Tony e con Pat  ci unisce un modo di pensare alla musica che non è subordinato solo alle logiche di mercato. Facciamo insomma quello che vogliamo perseguendo una visione artistica più personale. E poi ci troviamo bene umanamente, parliamo la stessa lingua anche se arriviamo da continenti diversi”. Con Julie Slik invece Marco Machera negli anni ha formato un duo ed ha registrato in  studio i suoi due precedenti dischi, “Fourth Dementia” e “Le Fil Rouge”. Dice Marco Machera: “le session di questi due dischi  sono state quasi un flusso continuo. Molte di quelle idee con Julie sono nate a Bologna, poi dopo aver suonato insieme a dei concerti le abbiamo completate e registrate a casa mia qui a Latina.

Marco Machera con Tony LevinPer  me è fondamentale tutto questo perché nelle collaborazioni amo esplorare approcci diversi rispetto a quando  scrivo da solo. Il fatto è che musicalmente che personalmente io e Julie siamo molto diversi. Lei è vulcanica e prolifica, io tendo ad essere più minimalista e riservato. Ma questo funziona, c’è un punto di incontro in cui le due personalità convergono”.  Ed ora, in fondo, cosa resta dietro “Dormiveglia” di Marco Machera? A noi piace pensare che dietro a questo risultato artistico può rimanere anche il piacere di trasformare questa realtà pontina in una grande realtà internazionale. In ogni città italiana in fondo ce n’è una. Invece Latina non ci ha creduto negli anni passati ed è rimasta certamente  più indietro ma l’entusiasmo di Marco Machera è anche lo stimolo alla città ad andare avanti, di divertirsi e di riflettere anche attraverso quell’ anima, quello spirito idealista, quel pensiero libero che troviamo ancora in Marco Machera e nei suoi lavori  internazionali.

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