IL “SINDACO” DE LE FERRIERE DI CONCA IL DOTT. GIUSEPPE DOMINICI: IMPRENDITORE, SIGNORE E GENTILUOMO

Ugo De Angelis

 In questa “pillola” di storia, si vuole riconoscere un’ importante figura dell’imprenditoria locale legata alla produzione industriale della cartapaglia del nostro 900. Questa figura corispoimage147nde al nome di Giuseppe Dominici che nel 1936 ereditò dal padre Gustavo la cartiera di Conca realizzata nel 1908 da Attilio Gori Mazzoleni, sulle vestigia delle antiche ferriere pontificie.  Giuseppe è stato un oculato ed esperto  conduttore della Cartiera che negli anni 1950-60  annoverava oltre 60 operai più l’indotto. Al centro Giuseppe Dominici insieme ai suoi operai 1950
Ora però vorremmo soffermarci ad un aspetto di quella attività, avvolte trascurato ma non meno importante il cui rapporto tra etica ed affari passava attraverso un aperto  e cordiale legame con i propri operai e la comunità locale. Nelle prime ore della giornata,  Giuseppe, si soffermava in un apposito ufficio posto nel piazzale dell’impianto industriale per ascoltare e ricevere le varie richieste degli operai.  Alcune volte si accalcava davanti agli uffici una gran folla e lui con molto piacere cercava di accogliere tutte le istanze, risolvendo anche questioni sociali e diatribe tra operai, conflitti tra abitanti e elargiva prestiti agli sposini che poi non venivano mai  restituiti . Solo dopo aver ascoltato tutti, scendeva nel piano sottostante raggiungeva un apposito   locale, una sorta di sala di comando che si affacciava nella zona della macchina continua dove poteva dirigere e gestire la produzione. Il suo “Capo di Gabinetto” era Tonino Serafini che aveva il compito di filtrare le richieste degli abitanti che non si rivolgevano al Sindaco del Comune di Latina ma direttamente al Dominici. La vita sociale ruotava intorno a tre avvenimenti annuali di notevole importanza per la frazione, la festa di Santa Maria Goretti, Sant’Antonio  e a novembre  quella di Santa Caterina ( patrona della Cartiera) dove nell’occasione al suo interno venivano organizzare cene conviviali con tutti gli operai.  Arrivavano a Giuseppe anche lettere anonime, esisteva in quei tempi una rivalità regionale tra gli operai locali di Nettuno, Cisterna e quelli originari del Veneto, della Toscana, delle Marche e dell’Umbria, diverse etnie su 250 abitanti e quindi la convivenza non era affatto semplice. Alcune lettere anonime erano firmate “la spia del Dottore” con riferimento al Dottore Giuseppe Dominici , ma lui non né teneva conto, anzi sorrideva su alcuni strafalcioni di ortografia, era molto imparziale ed equilibrato. Negli anni 60 i Dominici riescono anche a realizzare un cinema nella frazione, e successivamente a formare una squadra di calcio. Il suo rapporto con l’Amministrazione comunale di Latina non era dei migliori in quanto le richieste degli abitanti residenti in questo lembo di territorio posto ai margini della Città di Fondazione, venivano spesso diLa Cartiera in Contrada Ferriere di Conca 1930sattese. La comunità de Le Ferriere paradossalmente riconosceva in lui il ruolo di amministratore, benefattore, avvocato, consulente e assistente sociale. La sua persona poteva sicuramente essere  paragonata ad una sorta di Sindaco de Le Ferriere degli anni 60. I figli confessano di essere stati un po’ gelosi dell’attività del padre poiché sembrava che prestasse più attenzione ai problemi della fabbrica e degli operai, ma lui aveva questa passione e dedicava molto tempo alle esigenze di quella comunità. Negli anni 70 a seguito della crisi industriale internazionale cominciarono a diminuire le grandi commesse, soprattutto quelle relative agli imballaggi con il cartone. La crisi si sentì fortemente in quegli ultimi anni poiché le consuete commesse avevano subito una drastica diminuzione.  Giuseppe quando nel 1978 fu costretto a chiudere la fabbrica volle onorare tutti i debiti e senza perseguire facili scappatoie giuridiche,  decise di rispondere direttamente ai creditori , scegliendo così la via dell’onestà e della dignità e di questo bisogna dargliene atto. Giuseppe classe 1911, imprenditore, signore e gentiluomo,  muore a Roma nel 1981 tre anni dopo la chiusura della Cartiera. Un capitolo della nostra storia di archeologia industriale pre e post bonifica che  dopo anni di ricerche ho raccolto in un libro inedito “La fabbrica della cartapaglia nella tenuta di Conca 1908-1978”, che però fino ad oggi nessun Ente preposto ha voluto finanziarne la pubblicazione.

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